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Legambiente presenta il rapporto ONRE

By   /   28 gennaio 2012  /   Commenti disabilitati

Edilizia sempre più sostenibile nei Comuni italiani. Sono 855, infatti, le realtà locali che hanno modificato i propri Regolamenti Edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito, con una spinta dal basso che riguarda grandi città e piccoli centri. Complessivamente sono 20 milioni i cittadini che vivono nei Comuni dove sono in vigore questi strumenti innovativi.

Il dato arriva dal Rapporto ONRE (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il risparmio energetico) di Legambiente e Cresme, (Centro Ricerche Economiche di Mercato per l’Edilizia ed il Territorio) presentato a Bolzano in un convegno nell’ambito di Klimahouse, la Fiera internazionale specializzata per l’efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia, al quale hanno partecipato Lorenzo Bellicini (direttore tecnico Cresme), Edoardo Zanchini (vicepresidente Legambiente), oltre a rappresentanti  e aziende del settore delle costruzioni.

Il Rapporto ONRE da cinque anni fotografa il cambiamento in atto nella filiera delle costruzioni e ne racconta la costante crescita (erano 705 i regolamenti sostenibili nel 2010, rispetto al 2008 il dato è aumentato di quattro volte), a partire proprio dalle novità introdotte nei Regolamenti Edilizi comunali che vanno oltre la normativa in vigore, con l’obiettivo di spingere una maggiore attenzione alla sostenibilità e qualità del costruire. I parametri presi in considerazione nell’analisi sono: isolamento termico, utilizzo di fonti rinnovabili, efficienza energetica degli impianti, orientamento e schermatura degli edifici, materiali da costruzioni locali e riciclabili, risparmio idrico e recupero acque meteoriche, isolamento acustico, permeabilità dei suoli e effetto isola di calore. A partire da quest’anno poi, sono state introdotte nuove valutazioni che riguardano le prestazioni dei serramenti, la contabilizzazione del calore e la certificazione energetica, a sottolineare l’interesse dei Regolamenti Edilizi come snodo fondamentale di indicazioni tecniche e procedurali, dove s’incrociano competenze in materia di urbanistica, edilizia ed energia di Stato, Regioni e Comuni.

I Regolamenti Edilizi comunali – ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – rappresentano sempre di più una efficace indicazione per capire l’innovazione in corso in Italia nel modo di progettare e costruire. Questi risultati dimostrano che l’innovazione in questo settore sta andando avanti, e che la spinta alla certificazione energetica e al miglioramento delle prestazioni impressa dall’Unione Europea sta producendo risultati. Ora occorre accompagnare questa prospettiva con una regia nazionale che spinga a fare dell’edilizia un settore di punta della green economy, capace di creare lavoro e di riqualificare le città italiane. La sfida che abbiamo di fronte – ha aggiunto Zanchini – è di portare l’intero settore delle costruzioni a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea al 2021, quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantità di energia per il riscaldamento e il raffrescamento che, in ogni caso, dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. I Regolamenti Edilizi comunali sostenibili e le tante buone pratiche diffuse nelle città italiane dimostrano che l’obiettivo è raggiungibile e utile per aprire una nuova fase per il settore delle costruzioni”.

Dal rapporto si evince come i regolamenti sostenibili siano diffusi oggi in tutte le Regioni italiane con forte prevalenza nelle regioni del nord: è la Lombardia infatti a mostrare la quantità più elevata di Comuni virtuosi (227), seguita da Emilia-Romagna (con 121) dove va segnalata l’esperienza del Regolamento Edilizio condiviso da 10 Municipi della Bassa Romagna con contenuti innovativi per risparmio idrico, energetico e utilizzo delle fonti rinnovabili, cui seguono il Veneto (con 87 Comuni) e il Piemonte (68).

La ricerca traccia il quadro della normativa in vigore in Italia e la strada che il nostro Paese dovrà intraprendere nei prossimi anni per rispettare le Direttive europee in materia di efficienza energetica in edilizia. Tra le norme regionali più avanzate rispetto a questi temi sono da segnalare le Province Autonome di Trento e Bolzano, dove la certificazione energetica è oggi una pratica conosciuta e diffusa e dove si è stabilito che per tutte le nuove costruzioni la classe B deve essere, per tutti i nuovi interventi, quella minima obbligatoria. Bene anche la Regione Emilia-Romagna dove si è deciso di anticipare gli obblighi di sviluppo delle energie rinnovabili previsti dal Decreto 28/2011 e quindi di soddisfare una percentuale crescente dei fabbisogni di riscaldamento, raffrescamento, elettricità.

Nel corso del convegno Legambiente ha anche evidenziato i tre temi più delicati che questa prospettiva di innovazione ha davanti per potersi diffondere adeguatamente in tutta Italia. Il primo riguarda i nuovi interventi edilizi, dove è possibile da subito stabilire un obbligo minimo di Classe A per tutti i nuovi interventi in modo da preparare il settore delle costruzioni alla scadenza fissata al 2021 dall’UE. Il secondo riguarda la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, dove si deve dare certezze agli incentivi del 55% e introdurre un nuovo sistema che premi i miglioramenti della classe energetica degli edifici, in modo da quantificare il risparmio energetico e in bolletta e sensibilizzare così le famiglie. Infine, una regia nazionale per le regole che riguardano l’accreditamento dei certificatori, e poi i controlli e le sanzioni da parte delle Regioni, che rappresentano una condizione imprescindibile per dare certezze al sistema e garantire i cittadini.

di Salvatore Verde

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