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Il Simbolismo in mostra a Padova

By   /   27 Gennaio 2012  /   Commenti disabilitati su Il Simbolismo in mostra a Padova

A palazzo Zabarella, prestigioso edificio simbolo della storia patavina, è di scena fino al 12 febbraio il Simbolismo, importante movimento europeo, non solo pittorico, che contraddistinse il mondo dell’arte a cavallo tra Otto e Novecento.

Dopo cinque anni di gestazione, la Fondazione Bano e la Fondazione Antonveneta, non nuove alle ricerche sull’Ottocento italiano fino alle avanguardie, grazie al lavoro di Fernando Mazzocca, Carlo Sisi e Maria Vittoria Marini Clarelli (Direttrice della GNAM), propongono per la prima volta un articolato viaggio nel Simbolismo italiano unitamente ad interessanti raffronti con gli artisti che fecero parte dell’omonimo movimento a livello europeo (soprattutto austriaco).

Il Simbolismo rappresentò la scoperta di una visuale diversa del mondo, di un nuovo linguaggio accattivante in cui i protagonisti furono suggestionati dall’enigma e dall’inconscio nella ricerca di corrispondenze tra il mondo oggettivo e quello soggettivo. Per usare le parole del  Prof. Mazzocca «la forza di questo movimento è stata quella di interpretare in pittura, penetrando anche nel territorio dell’inconscio, i grandi valori universali dell’umanità».

La mostra, che sarà replicata a Roma presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna dal 1 marzo al 20 maggio 2012, presenta oltre 80 dipinti, trenta disegni e alcune sculture. Tutti i capolavori esposti nelle otto sezioni sono di artisti di rilievo che ricorsero al “simbolo” come strumento di interpretazione della realtà.

Si inizia dalla famosa Triennale di Brera del 1891 con le opere “Le due madri” di Giovanni Segantini e “Maternità” di Gaetano Previati, lavori che segnano la sintesi tra divisionismo e contenuti simbolici.

Ecco poi opere che nel rappresentare la variabilità degli eventi atmosferici richiamano i turbamenti psicologici dell’uomo. Ammirabili in particolare “L’isola dei morti” di Böcklin nell’inedita versione di Otto Vermehren, oltre a lavori di Grubicy, Pellizza da Volpedo e Plinio Nomellini.

Ulteriori opere esposte di artisti come Casorati, Morbelli, Francesco Lojacono, Guido Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis, Alberto Martini, Umberto Boccioni e Galileo Chini consentono di apprezzare il filone italiano del movimento che fiorì in particolare a Roma, Milano, Torino, Venezia e Trieste.

I lavori degli artisti italiani possono essere raffrontati con opere somme a livello europeo come la “Giuditta e Salomè” di Gustav Klimt e “Il Peccato” di Franz von Stuck. Ma è interessante anche il raffronto con i preraffaelliti, nonché con Klinger e Puvis de Chavannes. Il percorso espositivo si conclude nella cosiddetta “Sala dei Sogni” che alla Biennale di Venezia del 1907 aveva consacrato il Simbolismo.

La mostra testimonia dunque efficacemente la felice stagione della pittura italiana dagli anni novanta del XIX secolo fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. L’assoluta qualità delle opere esposte merita quindi la visita degli appassionati d’arte che hanno tra l’altro la duplice opzione da non sottovalutare di poter fruire l’evento nella città del Santo, oppure successivamente nella capitale.

di Aurora Portesio

Il Simbolismo in Italia
a cura di Fernando Mazzocca, Carlo Sisi e Maria Vittoria Marini Clarelli
dal 1 ottobre 2011 al 12 febbraio 2012
Palazzo Zabarella, Via degli Zabarella 14, Padova
orari: ore 9,30-19,00 (chiusura i lunedì non festivi)

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