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Russia fornisce armi al regime siriano: siglato accordo vendita 36 Yak-130

By   /   24 gennaio 2012  /   Commenti disabilitati

La Siria ha siglato con la Russia un contratto da 550 milioni di dollari per l’acquisto di 36 addestratori avanzati Yak-130 per la formazione di piloti di caccia di nuova generazione. Lo scrive il quotidiano russo Kommersant, precisando che l’accordo è stato raggiunto lo scorso dicembre con la statale Rosoboronexport.

Damasco è da sempre uno dei principali clienti dell’industria bellica russa. L’ accordo tra i due Stati dunque, non sorprende, anzi fa riflettere su come l’appoggio russo al regime siriano sia tutt’altro che secondario.

Nei giorni scorsi Mosca, membro permanente del Consiglio di Sicurezza Onu con diritto di veto, ha ribadito il suo “no” a eventuali sanzioni contro la Siria e al dispiegamento di truppe straniere nel Paese arabo, dove oltre dieci mesi di violenze hanno fatto almeno 5.400 morti.

Non intendiamo sostenere alcuna sanzione” contro Damasco, aveva dichiarato il ministro russo degli Affari esteri, Sergueï Lavrov durante una conferenza stampa , aggiungendo che qualsiasi Stato che desidera un intervento militare in Siria non riceverà “nessun mandato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu”.

Mosca si schiera contro un possibile intervento militare ma al tempo stesso diventa uno dei fornitori  fedeli al regime siriano, una sorta di “complice” nella repressione siriana.  Fino ad ora la Russia ha bloccato qualsiasi progetto di risoluzione al Consiglio di sicurezza dell’Onu e si è opposta a qualsiasi ingerenza nella crisi siriana. Inoltre ha sempre ribadito il proprio “no” nei confronti di un possibile embargo sulla consegna di armi alla Siria, visto che è a la stessa Russia ad armare Assad.

Intanto la Siria ha respinto la proposta della Lega araba che prevedeva il trasferimento dei poteri dal presidente Bashar al-Assad al suo vice, la formazione di un governo di unità nazionale nell’arco di due mesi ed elezioni per la creazione di un’Assemblea costituente incaricata di scrivere la nuova Costituzione da sottoporre poi a referendum.

di Elisa Cassinelli

Foto: Ansa

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