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Libri: “Decapitati. Perché abbiamo la classe dirigente che non ci meritiamo”

By   /   19 Gennaio 2012  /   Commenti disabilitati su Libri: “Decapitati. Perché abbiamo la classe dirigente che non ci meritiamo”

Giovanni Floris, nel suo ultimo lavoro, “Decapitati. Perché abbiamo la classe dirigente che non ci meritiamo”, fa intravedere tra le righe la sofferenza che è vissuta da tutti gli italiani, nei confronti di chi doveva condurre il nostro paese verso la dignità, il rispetto delle altre nazioni e il benessere di tutti i cittadini.

Cosa non avvenuta, infatti, l‘Italia si ritrova a essere considerata una Nazione rappresentata da pagliacci. Negli ultimi anni (tanti) i nostri rappresentanti hanno vestito gli abiti di pagliacci, che fanno ridere gli spettatori in seconda fila, ma non solo noi italiani che ci troviamo a guardarli più da vicino, ma anche tutto il mondo.

Nel libro è messo in evidenza, la caduta di stile valori della figura del politico che dovrebbe avere il giusto carisma e autorevolezza nel rappresentarci, nella realtà non è così, anzi, convinto di essere “arrivato”, mostra chiaramente che il potere e i soldi hanno la priorità su tutto, altro che bene comune.

Nelle pagine è riportata la certezza, che la maggioranza degli italiani prova, che i nostri capi si stanno incamminando sul viale del tramonto ed è una vera e propria emorragia: politica, economia, cultura, da dove viene la crisi di leadership che ha letteralmente decapitato l’Italia. Lo scrittore-giornalista, non si ferma solo a dare dei giudizi, cerca invece di trovare risposte al problema.

L’autore si mette in viaggio nella storia italiana, dove i protagonisti non sono solo quelli del presente ma parte da molto più lontano. All’interno si trovano esempi negativi e positivi e non unicamente tra i politici, ma anche in mezzo agli sportivi, Totti e Baggio, Murinho e Herrera o Liedholm, tra i capi del bene come Giovanni Paolo II e Benedetto XIII e quelli del male, come i vari padrini e i pezzi grossi della Banda della Magliana.

Giovanni Floris ha una proposta su come svecchiare l’attuale classe politica: decapitarli è sì una colorata metafora, ma rende l’idea. L’autore, infatti, propone di sostituire i politicanti con i suggeritori, quelli che durante la sua trasmissione Ballarò siedono nelle file dietro i politici e suggeriscono, sapendone molto di più di loro, risposte e notizie.

Nelle prime pagine si trova un tuffo nel passato, ma mai così attuale, citando le parole di Alcide De Gasperi: “Badate che nella vita pubblica non importerà tanto quello che voi direte, ma quello che voi sarete“. Una frase di ben sessant’anni fa, ma chi ha messo in atto questo? A voi la risposta.

Leggere questo libro può aiutare a capire gli errori fatti, soprattutto da noi che abbiamo portato in alto tanti personaggi, ma soprattutto potrà darci delle indicazioni su come non ripetere più gli errori del passato.

Andiamo a fare un viaggio nella vita professionale di Giovanni Floris, giornalista, nato a Roma il 27 dicembre 1967, ha collaborato con testate giornaliste e nel 1996 approda al Giornale Radio Rai. Lavora alla redazione economica, poi con il passare del tempo oltre che come inviato, cominciano le prime esperienze come conduttore. Le trasmissioni che vedono Giovanni Floris alla guida sono Baobab, notizie in corso, Senza Rete, Radioanch’io.

Nell’estate del 2001 è inviato a New York: vive di persona le tragiche conseguenze dell’11 settembre. Nel 2002 gli è proposto di condurre una trasmissione televisiva in prima serata, su Rai Tre, dal titolo di Ballarò. La trasmissione assume la formula del talk show politico (il nome proviene dal quartiere popolare del centro di Palermo, noto soprattutto per il mercato) e porta a Floris grande notorietà mediatica; il successo del programma e del suo conduttore porta la trasmissione a proseguire negli anni con diverse edizioni.

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