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Costa Concordia: rischio ambientale altissimo

By   /   17 Gennaio 2012  /   Commenti disabilitati su Costa Concordia: rischio ambientale altissimo

Dopo il drammatico incidente che ha coinvolto la Costa Concordia arriva il pericolo di un disastro ambientale. La nave da crociera contiene migliaia di tonnellate di carburante e, forse, tonnellate di altre sostanze pericolose come lubrificanti, vernici, sostanze clorurate e amianto. Il rischio di fuoriuscita è altissimo e se ciò avenisse tutto l’Arcipelago verrebbe colpito.

Il rischio ambientale per l’Isola del Giglio è altissimo” ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, parlando di un possibile sversamento di carburante dalla Costa Concordia. Ora, secondo il ministro, “l’obiettivo è evitare che il carburante esca dalla nave. Stiamo lavorando su questo e bisogna”.

Clini, intervenendo a ‘La Telefonata’ di Maurizio Belpietro su Canale 5, ha spiegato: “Verrà dichiarato lo stato d’emergenza per consentire di organizzare e attuare le misure necessarie in tempi rapidi”. “Avremo bisogno – ha sottolineato – di procedere con urgenza e in tempi più brevi di quelli delle procedure ordinarie” . “Abbiamo già chiesto alla Compagnia di darci entro domani il piano di lavoro per svuotare i serbatoi, ed entro 10 giorni quello per rimuovere la nave”, ha riferito il ministro.

Anche Greenpeace afferma che “c’è il rischio di una seria emergenza ambientale, in pieno Santuario dei Cetacei, senza interventi urgenti”.

Nelle cisterne della nave ci sarebbero circa 2.400 tonnellate di carburante. L’emergenza ambientale che si profila nel caso della Costa Concordia è simile a quella che ha seguito l’affondamento, il 5 aprile 2007, della nave da crociera Sea Diamond a Santorini (Grecia).

Greenpeace chiede che “venga messo a punto e attuato con urgenza un piano per lo svuotamento delle cisterne di carburante della nave e quindi la rimozione della medesima. Lo svuotamento delle cisterne, deve essere avviato immediatamente, prima che eventuali mareggiate infliggano danni strutturali al relitto, causando la dispersione del carburante”.

di Elisa Cassinelli

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