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Per Moody’s la Francia mantiene la Tripla A

By   /   16 Gennaio 2012  /   Commenti disabilitati su Per Moody’s la Francia mantiene la Tripla A

Dopo che 3 giorni fa Standard&Poor’s (S&P), la nota agenzia di rating, ha declassato mezza Europa e tolta la Tripla A alla Francia, Moody’s dichiara di non volere declassare la Francia, che, quindi, per loro continua a mantenere la Tripla.

Certo, nel prendere questa decisione, l’Agenzia Moody’s non può non aver tenuto conto della pioggia di critiche si è levata da tutto il mondo, compreso gli Stati Uniti, nei confronti di un’Agenzia, la S&P, che si avoca il diritto di promuovere o far retrocedere un Paese secondo proprie valutazioni, utilizzando propri indicatori ed assegnando ad essi il peso specifico che ritiene più opportuno anche, probabilmente, per ragioni politiche del momento.

Almeno questo è il dubbio sorto spontaneamente in tutto il mondo politico Europeo, considerando che tutti i Paesi dell’eurozona, chi più (Italia) chi meno (Germania), stanno adottando misure politiche per far fronte ad una crisi finanziaria e politica complessa e che ha origini lontane. E non si spiegherebbe altrimenti come mai la Gran Bretagna non sia stata toccata da questo vento di declassamento, considerando che la situazione del debito pubblico Britannico naviga in acque affatto tranquille e non lontane dalla situazione Italiana e Francese. Peraltro, l’agenzia di rating cinese Dagong la scorsa primavera aveva declassato la Gran Bretagna da AA- ad A+ per le sue basse prospettive di crescita e l’alto debito pubblico (oltre l’82% del PIL).

Anche i mercati, tutto sommato, hanno reagito con prudenza e alla fine della giornata di oggi hanno chiuso in sostanziale bilancio. Ma il mercato è volatile, come si dice in gergo, cioè poco stabile e quindi subirà alti e bassi fino a quando la crisi dell’eurozona non passerà. Questo naturalmente dipenderà dalle misure dei singoli governi per fra fronte al debito pubblico, ma anche da come l’Unione Europea a livello centrale saprà prendere le decisioni corrette nei confronti della moneta comune, l’Euro. In pratica si tratta di tassi da rivedere e di solidità bancarie che sostengono i prestiti.

Per questo anche Unicredit, la più grossa Banca Italiana, sta risentendo più di altre banche della crisi nazionale e per questo mercoledì prossimo tutti gli occhi torneranno ad essere puntati sulla Grecia che ha negoziato il proprio debito pubblico con creditori privati. I leader Europei hanno accettato, in linea di principio, che privati potessero accollarsi il 50% dei debiti, ma i colloqui si sono interrotti la scorsa settimana sulle modalità di “come” questo possa essere raggiunto. La ripresa dei colloqui ed il raggiungimento di un accordo aprirebbe le porte alla prossima tranche di denaro che la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale immetterebbero nelle casse Greche.

Ritornando a Moody’s, l’Agenzia pur esprimendo forti dubbi sulla situazione e sulle possibilità che il debito pubblico possa aumentare, lascia alla Francia una possibilità, riservandosi di rivedere la sua posizione nel prossimo trimestre. Stessa posizione assunta da un’altra Agenzia di rating, la Fitch.

Per S&P il declassamento di mezza Europa e la perdita della Tripla Francese era nell’aria e non avrebbbe dovuto suonare come novità in quanto segue la stessa logica usata per gli Stati Uniti, declassati dall’Agenzia S&P lo scorso agosto. Gli investitori e le banche utilizzano il tasso di credito per decidere “dove” e “quanto” investire il denaro da prestare a chi ne fa richiesta.

Secondo S&P il declassamento è stato doveroso in quanto i politici europei non sono stati in grado di adottare i giusti provvedimenti per risolvere la crisi. Non basta infatti attuare misure che diminuiscano le spese per risolvere il problema del debito pubblico poiché questo, da solo, indebolisce la domanda da parte dei consumatori e, quindi, la crescita economica. Concetto che condividiamo e che avevamo espresso in un precedente articolo (Manovra 2, La Crescita – del 4 gennaio 2012).

di Vito Di Ventura

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