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Il fumetto e la crisi

By   /   15 Gennaio 2012  /   Commenti disabilitati su Il fumetto e la crisi

In Italia c’è la crisi economica, sono aumentate le tasse e l’IVA, lo spread è alle stelle ed inoltre siamo stati anche declassati di nuovo delle agenzie di Rating. Il periodo è durissimo per tutti ed ovviamente vengono eliminate le spese superflue come i libri ed i comics, ma se non ci sono soldi da spendere il coloratissimo mondo del fumetto come si pone di fronte alla crisi?

Guardando i cataloghi degli editori (Mega, Anteprima, Première, ecc.) si notano due cose: primo, i grandi editori stanno inondando il mercato di materiale editoriale  prendendo sempre più spazio nei cataloghi e negli scaffali delle fumetterie mentre i piccoli editori sembrano essere sempre più relegati ad un mercato di nicchia con poche uscite durante l’anno quasi tutte concentrate nel periodo di Lucca comics and games.

Secondo, i prezzi dei volumi brossurati e dei cartonati sta arrivando a livelli stellari. Ormai è impossibile comprare un volume da fumetteria della Marvel o della Dc senza spendere almeno 10 euro. Questa tendenza ad aumentare i prezzi sta diventando una consuetudine anche dei piccoli editori che spesso si “auto esiliano” in un mercato di ultra nicchia con prodotti meritevoli ma al limite del fuori mercato (come certi volumi di 100 pagine a 25,00 euro).

Molte case editrici stanno anche puntando, e qui si torna con la memoria al Crack fumettistico degli anni 90, alle Variant cover ed alle edizioni limitate. Queste edizioni speciali, che per anni sono scomparse dalle fumetterie e venivano considerate una piaga del mercato, stanno tornando alla ribalta insieme alle versioni limitate numerate di alcuni volumi (Il primo che mi viene in mente è Leo Pulp della Salda press limited edition da 120,00 euro ma l’elenco di esempi sarebbe lungo), la domanda da porsi è: i lettori dei fumetti sono così pochi da puntare a prodotti d’elite invece che ad una diffusione maggiore di questo medium?

E se così fosse perché, invece di rendere ancora più elitario questa fetta di mercato, non si cerca di aumentare il bacino d’utenza dei lettori di fumetti cercando nuove strategie editoriali?  Il boom degli allegati da edicola potrebbe essere una strada buona per diffondere il fumetto, sarebbe ora di smettere di ristampare Tex e cercare di far breccia nei cuori dei potenziali lettori con qualcosa di più fresco ed innovativo.

Una novità che potrebbe essere la prova di un forte calo delle vendite dei fumetti è venuta fuori leggendo i numeri di Gennaio di Anteprima e Mega. Da questo mese i due “concorrenti”, che si spartiscono il mercato dei supereroi in Italia, iniziano ad avere inserzioni l’uno sul mensile dell’altro;  onestamente vedere Venom che campeggia in quarta di copertina sul Mega, fino ad ora storico feudo della Dc comics, fa un certo effetto. I più attenti di voi potrebbero dire, giustamente, che su Mega ed Anteprima erano presenti da tempo le uscite dei “concorrenti”; prima su Mega c’era uno scarno elenco dei titoli in uscita adesso ci sono ben 24 pagine di uscite con copertine e descrizioni, simile la situazione del materiale Lion-Rw su Anterprima.

Un altro “effetto” della crisi è il proliferare delle autoproduzioni tra i giovani autori. Le case editrici non vogliono e non possono rischiare di pubblicare opere di autori agli esordi e quindi moltissimi si producono, finanziano e promuovono da soli il fumetto nella speranza di emulare il successo di Jeff Smith.

Onestamente per avere una misura di quanto questo momento storico stia condizionando il mercato dei fumetti sarebbe interessante avere dei dati di vendita degli editori o addirittura le testimonianze dei gestori dei negozi di fumetti per comprendere quanto e come si stia modificando il mercato. Sicuramente per le fumettterie un aiuto potrebbe arrivare da condizioni nuove come il diritto di resa, da sempre acclamato,  e da molti visto come la manna dal cielo del fumetto. Condizione che alcune case editrici come la Romana Italycomics propone ai negozianti per agevolare i rivenditori e provare, con questa strategia, ad avere una diffusione ed una visibilità maggiore su di un mercato ormai saturo di proposte dove è sempre più  faticoso emergere.

Anche i lettori, ovviamente, sono investiti dalla crisi e devono fare delle scelte precise. Continuare le collezioni a cui si è legati, in maniera particolare, senza guardare ai contenuti; prendere solo le cose bellissime ed eliminare gli acquisti superflui; comprare solo online dove tantissimi siti offrono sconti fortissimi.

Il fumetto è anche il mercato delle edicola, un mercato dominato dalla Bonelli dalla Disney e dalla casa editrice di Diabolik, l’Astorina. In questo mercato tanto affascinante quanto duro e selettivo sopravvivono solo le serie ed i personaggi con una solida tradizione alle spalle, tanto che per fare un esempio, negli ultimi anni, la Dc Comics (Play press, Planeta, ed ora Lion) è riuscita a far uscire in edicola solo i mensili di Batman e Superman.

Guardando i cataloghi pieni di volumi costosi ed edizioni limitate sembrerebbe che la crisi nel fumetto non sia arrivata, certo è che il mondo del fumetto, sentendo i diretti interessati (editori, autori, librai, distributori), sembra sia in crisi da almeno 10 anni, forse il fumetto potrebbe essere l’unico a battere la crisi. Forse le fumetterie verranno invase dall’ultima moda giovanile, come è successo alle librerie di varia con i vampiri, ed a giudicare dagli ultimi cataloghi saremo presto invasi da fumetti yaoi, bara manga et similia. D’altra parte nei fumetti il buono vice sempre, quindi… Speriamo!

Di Ruffino Renato Umberto

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