Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Attualità  >  Current Article

La nave Concordia della Costa Crociere si incaglia al largo dell’isola del Giglio. 3 morti

By   /   14 gennaio 2012  /   2 Comments

Al momento sono confermate solo 3 vittime dopo che la nave della Costa Crociere, la “Concordia”, si è incagliata questa notte al largo dell’isola del Giglio inclinandosi sul fianco destro di circa 20 gradi.

I soccorsi sono scattati con immediatezza per salvare i 3.200 passeggeri, in maggioranza Italiani (1.000), Tedeschi (500), Francesi (160) e Inglesi (una dozzina), ed i circa 1.000 uomini di equipaggio. 50 persone sono state tratte in salvo dagli elicotteri che hanno fatto da spola con la terra ferma.

La nave Concordia era salpata ieri sera alle 19,30 da Civitavecchia, per una crociera nel Mediterraneo, e diretta a Savona. All’ora di cena, i passeggeri hanno sentito un forte rumore e all’improvviso è mancata la luce e i tavoli si sono rovesciati. Inizialmente ai passeggeri era stato comunicato che si era trattato di un guasto all’impianto elettrico, ma quando la nave si è inclinata ci si è immediatamente reso conto che non poteva trattarsi dell’impianto elettrico, ma di qualcosa di ben più grave.

Sono seguite comprensibili scene di panico e la gente, in abito da sera, ha dovuto evacuare sulle scialuppe di salvataggio, avvolti in coperte d’emergenza. Gli anziani piangevano ed alcuni si sono tuffati in acqua per raggiungere a nuoto la riva, distante circa 400 metri. Lo steward di bordo ha annunciato ai passeggeri “Abbiamo un’emergenza e invitiamo i passeggeri di portarsi sul ponte principale”.

La nave Concordia, di 290 metri lunga, si è incagliata e ha cominciato ad imbarcare acqua dopo essersi inclinata di circa 20 gradi. Questo è stato il commento ufficiale della Capitaneria di porto. I passeggeri sono stati ricoverati nelle scuole, nelle chiese dell’isola e nei vari resort. Continuano le ricerche per trovare possibili dispersi.

La nave ha uno squarcio di circa 30 metri e la Compagnia Costa Crociere ufficialmente è ancora troppo presto per stabilire con certezza le cause del naufragio. “L’inclinazione su un fianco rende le operazioni di salvataggio più difficili. Ringraziamo la Capitaneria di Porto, le forze di emergenza e le Autorità dell’Isola del Giglio che hanno fatto del loro meglio per aiutare i passeggeri e l’equipaggio”. Queste sono le parole del primo comunicato ufficiale della Società.

di Vito Di Ventura

    Print       Email
  • alessandro

    Purtroppo sinistri in mare si verificano più spesso da quando l’elettronica è al primo posto. Credo che ci si fidi troppo e manca molto la professionalità!!!

  • pecos

    Non si può certo commentare una situazione che personalmente non conosco se non dagli articoli che vengono in questo momento pubblicati. Posso dire , avendo più volte viaggiato con la compagnia Costa Crociere, che nelle mie esperienze l’attenzione al cliente , al suo divertimento come alla sicurezza in nave e a terra, è sempre stata adeguata. Purtroppo è la nostra cultura che ci fà sembrare la prova di evacuazione che viene effettuata ad ogni viaggio in tutte le navi, un inutile rituale dove si dicono o si fanno cose scontate, mentre in caso di emergenza niente è scontato e anche la situazione più ovvia diviene immediatamente difficilmente gestibile.
    Ci saranno enti e persone qualificate che giudicheranno l’operato dei soccorsi, ma invito tutti a ragionare sul fatto che gestire un’improvvisa emergenza con 4.200 persone a bordo, impaurite e disperate, in una struttura piegata di 20 gradi, che rende pertanto difficilissimo anche l’utilizzo delle scale, con i passeggeri che non hanno ovviamente un abbigliamento utile a superare una situazione di emergenza, ne alcuna conoscenza della nave ( essendo appena imbarcati ) , è difficilissimo.
    Pertanto , nell’esprimere il mio personale cordoglio per coloro che hanno perso la vita, sempre troppi qualunque sia il numero effettivo, e la mia vicinanza a tutti coloro che pur salvi hanno vissuto un’esperienza che gli segnerà per la vita, mi sento anche in dovere di ricordare tutto l’equipaggio che ritengo si è trovato a gestire una situazione di enorme difficoltà e pericolosità, e la piccolisima comunità dell’isola del Giglio che ha offerto quanto in loro possesso per fornire aiuto alle persone in difficoltà.

You might also like...

pellegrinaggi e turismo religioso

In cammino per la fede, quando il turismo si fa sacro

Read More →