Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Arte  >  Current Article

Quel pittore “presuntuoso” e geniale che è diventato Picasso

By   /   10 Gennaio 2012  /   Commenti disabilitati su Quel pittore “presuntuoso” e geniale che è diventato Picasso

Pisa torna protagonista tra le città d’arte italiane con il terzo evento dedicato ai grandi maestri del secolo scorso. Dopo il successo di visitatori e di critica fatto registrare dagli appuntamenti con Chagal e Mirò, è ora la volta di Pablo Picasso.

L’esposizione, dal particolare titolo: «Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso», sarà fruibile nella città toscana fino al 29 gennaio. Location della manifestazione, curata da Claudia Beltramo Ceppi è lo storico Palazzo Blu sul Lungarno.

Da rilevare il costante “effetto richiamo” del nome di Picasso che, nonostante le tantissime mostre che lo hanno visto protagonista, riesce sempre ad attrarre appassionati d’arte da tutto il mondo.

La mostra di Pisa assume il significato di un racconto biografico che, attraverso 270 importanti opere del Maestro (tele, opere grafiche, ceramiche e rare illustrazioni) narra l’evoluzione della sua esperienza artistica dal 1901 al 1970 nelle varie fasi della sua produzione. La rassegna è articolata in tre sezioni: “Dalla natura all’arte”, “Intorno a Guernica” e “Il Mito delle Metamorfosi e l’Immagine Erotica della Donna e del Toro”.

Punto focale dell’esposizione è una straordinaria e rara collezione di 59 linogravure, opere ottenute con una tecnica particolare, provenienti per l’occasione dal Museo Picasso di Barcellona che ha collaborato attivamente all’organizzazione dell’evento, unitamente a quelli di Malaga e di Antibes.

Il titolo della rassegna è di per sé stesso esplicativo del personaggio che fu Picasso e lascia sottintendere la grande forza di volontà che egli dimostrò costantemente nel perseguire la propria affermazione artistica esplorando i più diversi percorsi del mondo dell’arte.

Pablo non fu infatti solo un grande innovatore con le sue opere cubiste, ma sperimentò sempre e comunque, con tecniche diverse a seconda delle tematiche trattate o del contesto contingente. Ce lo confermano le stesse parole dell’artista: «Quando ho qualcosa da dire, lo dico nel modo che mi sembra più naturale. Motivi differenti, inevitabilmente richiedono differenti metodi di espressione. Questo non implica evoluzione o progresso, ma adattamento dell’idea che uno vuole esprimere ai modi per quest’idea».

Si spiegano così alcune fasi della sua opera. Il genio di Malaga (1881-1973) è famoso infatti anche per le produzioni dei periodi “blu” e “rosa”: il cambio dei colori si adatta appunto alle diverse circostanze e percezioni dell’artista.

Da non perdere i tori della serie di 16 lastre dei “Toros” in cui Picasso raggiunge la sua sintesi più estrema, il celeberrimo “Il Pasto frugale”, proprio del “periodo blu” e la serie “Donne nude con sfondo di tendaggi”, oppure i ritratti di Jacqueline, sua seconda moglie. Preziosi anche i dipinti “Nature morte à la guitare” del 1921 e “Testa di giovane uomo” nonché, tra gli altri capolavori del maestro catalano, “Sogno e menzogna di Franco” e “Demoiselles d’Avignon”.

Un appuntamento quindi di sicuro interesse con quel genio “presuntuoso” dell’arte del Novecento che caratterizzò con il proprio inimitabile estro e la propria creatività tutto il XX secolo.

di Aurora Portesio

Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso
a cura di Claudia Beltramo Ceppi
dal 15 ottobre 2011 al 29 gennaio 2012
Palazzo Blu, Lungarno Gambacorti 9, Pisa
orari: da lunedì a venerdì ore 10-19; sabato e domenica ore 10-20

    Print       Email

You might also like...

Chi mangia cioccolato è meno depresso!

Read More →