Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Missione Difesa  >  Current Article

Bruno e Orso, i cani soldato di Bala Murghab

By   /   8 gennaio 2012  /   5 Comments

A Bala Murghab Bruno è un’istituzione. Lo conoscono tutti. Non ha cognome, non ha grado. Lui è semplicemente Bruno. Quando scendi dall’elicottero e ti avvii verso il cuore di fob Columbus ti viene incontro. E in quel preciso istante ti ha già fregato. Perché non appena incroci il suo sguardo te ne innamori. Cammina lento, ondeggia piano. È forte, possente ma ha occhi buoni che ti scrutano con curiosità e dolcezza. E nel momento stesso in cui ti ha conquistato capisci che di lui non ti dimenticherai mai più.

L’ho conosciuto nel dicembre del 2010. Mi hanno colpita subito la sua fierezza e la sua possenza. D’altronde inizialmente può incutere timore ma, quando lo avvicini, la diffidenza lascia spazio ad una fiducia incondizionata.  Quando sono tornata a Bala Murghab, ad un anno esatto di distanza, sapevo che lo avrei rivisto. È stato come ritrovare un vecchio amico, uno di quelli che non incontri spesso ma che tieni chiusi gelosamente nel cuore.

Bruno è il cane della base italiana di Bala Murghab, che si trova nel nord dell’Afghanistan, al confine con il Turkmenistan. E’ uno splendido pastore del Caucaso di due anni. Lui e la sorella, Dora, sono nati nei pressi del castello di Bala Murghab e sono stati adottati dai militari quando ancora erano due enormi batuffoli di pelo. Goffi e impacciati ma simpatici. Il pelo morbido e gli occhi scuri e profondi che ti scrutano dentro e ti strappano una carezza. Soffici e indifesi come tutti i cuccioli del mondo. La notte, quando le temperature scendevano sotto lo zero si addormentavano vicini accanto ad una stufa a petrolio.

Poi però Dora è stata uccisa dagli afgani che hanno spezzato anche le zampe a Bruno. Ma lui è sopravvissuto e il legame con i soldati italiani è divenuto inscindibile. Da allora non ha più lasciato la fob. È divenuto il compagno fedele di tutti i militari che negli anni si sono avvicendati a fob Columbus dagli alpini della Taurinense e della Julia, ai paracadutisti della Folgore, ai fanti della Sassari.

Ora è un cane adulto, maturo. Si aggira per la base sicuro. Conosce ogni percorso, ogni angolo di fob Columbus. D’altronde vive lì da due anni e ha visto transitare dalla base diverse centinaia di militari. Fiero e quasi regale anche quando, dopo la pioggia, il suo pelo è intriso di fango. Bello e maestoso anche con il suo pelo ispido e impolverato. Ruvido ma orgoglioso come il Paese nel quale è nato.  Lo vedi passeggiare nei pressi della mensa con andatura pigra certo che dopo il pranzo qualcuno gli lascerà un po’ di cibo. A volte capita di vederlo sdraiato su un paracadute di quelli che vengono utilizzati per l’air drop, mentre sonnecchia lasciandosi carezzare da un raggio di sole.

Ma Bruno è anche un soldato a tutti gli effetti. Quando i militari escono in pattuglia a bordo dei Lince lui segue il convoglio per un tratto e quando, dopo diverse ore, tornano alla base, lui è lì, all’ingresso, ad aspettare i suoi soldati che rientrano. È sempre così, da due anni. È successo anche a me. Una mattina sono uscita in pattuglia con i ragazzi del 151° reggimento “Sassari” e quando, il pomeriggio, siamo rientrati lui era lì ad attenderci. “Ecco Bruno che ci aspetta” ha detto l’autista del Lince al capopattuglia. Un tempismo perfetto. Come se sapesse, in cuor suo, che saremmo rientrati a quell’ora.

Sono cose che non riesci a spiegarti se non con l’amore sconfinato tra un cane e i suoi fratelli in mimetica. Un istinto di protezione che Bruno ha sviluppato nei confronti dei suoi soldati e che lo porta a ringhiare ferocemente contro ogni afgano si aggiri per fob Columbus. Basti pensare che alcuni degli interpreti che lavorano in base sono costretti a girare scortati. Forse il ricordo di chi, quando era cucciolo, gli ha brutalmente spezzato le zampe. Forse la sua indole da soldato a quattro zampe maturata in due anni di onorato servizio. Mai un giorno di licenza. Bruno è sempre lì al suo posto a raccogliere le carezze dei militari che gli passano accanto e lo chiamano per nome, a difenderli dalle minacce ringhiando e abbaiando. Lui è semplicemente un cane ma darebbe la propria vita per quella dei nostri soldati.

Che si chiami istinto animale o che si chiami destino è qualcosa che difficilmente puoi spiegare in maniera razionale. Come quando Orso, il cane che vive a cop Victor, uno degli avamposti italiani della valle del Murghab, abbaiando vigorosamente, ha sventato un attacco segnalando ai paracadutisti della Folgore degli afgani armati. I militari ai quali ha salvato la vita non hanno più voluto separarsi da lui e, quando sono rientrati in Italia, alla fine della loro missione, lo hanno lasciato in custodia ai ragazzi della Sassari. Orso è un cagnolone con il manto bianco e fulvo e condivide le sue giornate con un piccolo gruppo di soldati che vivono arroccati sulla cima di una montagna e che da cop Victor controllano costantemente una delle principali vie di accesso a Bala Murghab. Con lui c’è anche Desy e da qualche settimana la famiglia si è allargata dato che sono nati 6 cuccioli. Sei piccoli pastori del Caucaso. Che se li guardi bene assomigliano al padre e ricordano anche Bruno quando era piccino.

Storie di cani e di soldati. Storie d’amore incondizionato, fedeltà e rispetto. Quando anche i ragazzi del 151° lasceranno Bala Murghab, al termine della loro missione, loro rimarranno lì a presidiare il territorio e ad attendere l’arrivo di nuovi soldati da proteggere ed amare. E se un giorno i soldati della Sassari dovessero tornare a Bala Murghab per la terza volta c’è da giurare che Bruno sarà ancora lì ad attenderli, all’ingresso della fob, come sempre. Come se fossero partiti solo il giorno prima.

di Ebe Pierini

    Print       Email
  • Paola Giulia Carra

    mi scende una lacrima…..sono davvero gli esseri migliori al mondo….non ti chiedono nulla….e ti danno la loro vita…………io li adoro!!!

  • Ebe Pierini

    Pierpaolo mi spiace che tu dica questo perchè se li metti a confronto noterai che le espressioni non sono assolutamente uguali. Conosco personalmente il capitano Moi che tra l’altro mi ha anche fornito la foto di Bruno e Dora piccini e ho letto quello che lui ha scritto. Da un anno, da quando cioè ho conosciuto Bruno, avevo intenzione di scrivere un pezzo e ora che l’ho nuovamente incontrato, nel corso della mia recente permanenza a Bala Murghab, ho pensato fosse giunto il momento. Tra l’altro la storia di Bruno è questa, me l’hanno raccontata lo scorso anno e ho approfondito anche a capodanno quando sono stata lì. Quindi mi pare francamente difficile inventarmi qualcosa di diverso su quel meraviglioso cane. Quello che forse ti è sfuggito è che i pezzi non sono così uguali come dici in quanto io parlo anche di Orso e Daisy i due cani di cop Victor che ho avuto modo di conoscere quando sono stata lì. Non mi pare che nel pezzo del capitano Moi si facesse riferimento anche a loro. Se lo leggi approfonditamente noterai anche che io ho citato particolari della storia che non sono contenuti nel racconto del capitano Moi. Ti ringrazio comunque dell’attenzione e della considerazione che hai riservato al mio articolo.

  • Pierpaolo

    L’articolo è molto bello Ebe Pierini, peccato però che è copiato completamente (anche nelle espressioni) da quello del Cap. Luigi MOI. Ovviamente vi posto il link: http://www.italiafghanistan.rai.it/Herat.aspx?IDContenuto=2941

  • http://www.mcmas.eu mcmas

    Ma Anubi su cop “pathfinder” che fine ha fatto ?!

  • Angelo

    Questi si che ti guardano le spalle … fedeli sempre …. mi raccomando trattateli con rispetto ..ciaooo Bruno e Desy militari in missione …

You might also like...

IMG_8135

Kosovo: i militari del Multinational Battle Group West donano il sangue all’ospedale di Peja

Read More →