Sono aumentate le preoccupazioni per le prospettive del settore bancario, quando gli analisti hanno messo in guardia le banche sostenute dallo stato che dovranno far fronte a nuove perdite nei prossimi tre anni.
Secondo gli analisti di Barclays Capital, il gruppo bancario Lloyd e la Royal Bank of Scotland (RBS) potrebbero essere colpiti da una successiva svalutazione da 30 miliardi di sterline legata ai mutui ipotecari, ai prestiti al consumo e ai debiti societari.
I due istituti di credito hanno già fruito di 100 miliardi di sterline in rivalutazioni di bilancio nel 2008, quando furono salvate dai contribuenti, ma Barclays ha avvertito come siano probabili nuove svalutazioni, dal momento che l’economia britannica continua ad arrancare.
Lloyds dovrà vedersela con 20 miliardi di sterline in svalutazioni per il suo portafoglio di crediti, una somma pari alla metà delle sue riserve di capitale , mentre RBS nei prossimi anni potrebbe essere colpita da nuove svalutazioni per un totale di 13 miliardi.
“I mutui ipotecari sono il principale settore che desta preoccupazioni, dove prevediamo ulteriori 5 miliardi di entrate per Lloyds, ma meno di 1 miliardo per RBS. Ciò nonostante, ipotizziamo che la tensione si diffonderà colpendo aziende indebolite, soprattutto le piccole, e il credito al consumo,” ha detto Barclays.
Gli avvertimenti di Barclays giungono nel momento in cui gli investitori hanno mostrato crescenti preoccupazioni sulla capacità delle banche dell’eurozona di rafforzare adeguatamente i propri bilanci per superare la crisi del debito sovrano nell’area.
Le azioni di Unicredit, che attualmente a metà degli scambi ammontano per gli azionisti a 7,5 miliardi di Euro, venerdì sono crollate poco oltre l’11%, accusando la caduta del 38% nella settimana del finanziatore italiano.
Con 7,7 miliardi, la capitalizzazione di mercato di Unicredit è solo poco più grande della liquidità che raccoglie. La cosa più preoccupante è che il crollo di valore di mercato della banca dopo che a novembre furono annunciate emissioni di azioni privilegiate, è diventato adesso più grande dell’ iniezione di capitali.
I problemi di Unicredit hanno destato la preoccupazione che altre banche possano trovarsi in difficoltà a raccogliere fondi mediante la vendita di proprie azioni. Le azioni degli istituti di credito Commerzbank e Deutsche Bank, si sono trovate questa settimana sotto pressione allorquando i mercati hanno valutato le loro possibilità di essere in grado di riuscire a completare aumenti di capitale.
Gli analisti di Nomura hanno oggi ribadito ai clienti in possesso delle azioni di entrambe le banche il loro consiglio di “alleggerire”, affermando che i prezzi delle azioni facevano fronte a “pressioni al ribasso.”
UBS ha già fatto notare che il crescente ricorso degli istituti di credito dell’ eurozona al finanziamento della banca centrale per tenere aperte le porte, “si è rivelato storicamente disastroso per gli investitori azionari.”
Lo scorso mese la BCE ha rivelato che le banche avevano preso in prestito 489 miliardi di Euro, mediante la sua azione di rifinanziamento a lungo termine che ha ceduto denaro alle banche per tre anni.
In un comunicato del mese scorso, Barclays Capital ha dichiarato che molti istituti di credito europei sono in realtà diventati “banche-zombie”, a causa della loro dipendenza dalla Banca Centrale.
Allo stesso tempo, i depositi bancari alle banche centrali sono cresciuti, dato che esse sono diventate sempre più nervose nell’operare di concerto tra colleghe. Venerdì i depositi overnight alla BCE hanno toccato il record di 455 miliardi di Euro, mentre alla fine del 2011 i depositi delle banche europee alla Federal Reserve statunitense si trovavano a 762 miliardi di dollari, 300 in più rispetto a un anno prima.
Le crescenti ripercussioni della crisi bancaria dell’eurozona sull’economia dell’area potrebbero essere terribili. UBS mette in guardia dal fatto che, mentre il piano di prestiti ha risolto i problemi di liquidità immediata dell’ eurozona, questo non spingerebbe l’offerta di credito nell’economia reale.
“I prestiti caleranno.” Dicono a UBS, “Storicamente le banche non finanziano a spese del prestito della banca centrale, la cui disponibilità, il costo e le conseguenze sono del tutto imprevedibili”.
Fonte: The Telegraph



