Il losco traffico della mafia delle scommesse mina il mondo dello sport che rischia di dissiparsi perdendo quel poco di dignità che gli resta. Le scommesse illegali rischiano di essere una seria minaccia per l’integrità e la reputazione delle Olimpiadi di Londra 2012, persino più pericolose del doping. È un vero allarme quello lanciato dal ministro britannico dello Sport, Hugh Robertson, dalle pagine del Sunday Times, mentre per la prima volta nella storia dei Giochi sarà messa in campo una unità di intelligence, coordinata da Scotland Yard e in collaborazione con l’agenzia nazionale contro il crimine organizzato e l’Interpol, per scoprire i tentativi di corruzione sugli atleti e combattere le scommesse clandestine.
“Non bisogna sottovalutare tale minaccia – ha detto preoccupato il ministro Robertson – perché gli spettatori possono arrivare a pensare che le competizioni sono truccate e girare le spalle allo sport, con il rischio che crolli l’intero sistema”. Sarebbe la fine di un mito, la cui ha origine risale alla notte dei tempi.
Robertson punta il dito contro alcuni Paesi dove non si fa abbastanza per contrastare il fenomeno: “In Europa e in generale nei Paesi occidentali le autorità hanno ben chiara la situazione e hanno preso misure adeguate, mentre in Asia la regolamentazione in materia è inadeguata, specie in India e in alcuni Paesi dell’Estremo Oriente”.
Il ministro ha ricordato in proposito il recente scandalo che ha colpito il mondo del cricket e che ha visto un tribunale londinese condannare a pene detentive tre giocatori pakistani e il loro agente per aver tentato di truccare alcuni incontri. “Nel futuro – prevede il ministro – le scommesse illegali riguarderanno sempre più sport. Spero solo che questo non riguardi le competizioni di Londra 2012”.
Dio salvi la Regina! E il mondo dello sport, il CIO e le varie federazioni internazionali, che aspettano a prendere posizioni?
di Augusto Martellini
Fonte: LaStampa.it



