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Se la Nigeria toglie i sussidi governativi il prezzo del petrolio salirà

By   /   2 Gennaio 2012  /   Commenti disabilitati su Se la Nigeria toglie i sussidi governativi il prezzo del petrolio salirà

Il prezzo del greggio è destinato a salire qualora il governo Nigeriano dovesse attuare le misure annunciate di voler togliere le agevolazioni fiscali sull’importazione del petrolio.

L’annuncio è stato dato da Reginald Stanley, responsabile dell’Agenzia che regola il prezzo dei prodotti petroliferi in una nota informativa agli azionisti. Il comunicato diceva che “…è stata tolta l’agevolazione fiscale sul Premium Motor Spirit. I consumatori riceveranno un’adeguata fornitura dei prodotti ad un prezzo competitivo e non speculativo e, pertanto, non c’è alcuna necessità d’iniziare la corsa all’accaparramento. Il cambiamento avrà effetto immediato”.

Comunque, dopo meno di un’ora dall’annuncio alcune stazioni di servizio nella capitale commerciale Lagos hanno chiuso, nella speranza di vendere la benzina ad un prezzo superiore. Secondo gli analisti della Dolapo Oni, la stessa misura varata dal Ghana la scorsa settimana ha fatto aumentare il prezzo del grezzo del 15%.

I sussidi sul carburante hanno pesato sulle casse dello Stato per circa 8 miliardi di dollari ed il governo ora intende utilizzare parte di tali agevolazioni fiscali per migliorare le infrastrutture.

Le misure non sono state affatto gradite dai 2 sindacati, il “Trade Union Congress” e il “Nigerian Labour Congress”, che hanno già dichiarato di essere pronti ad uno sciopero generale ad oltranza. Nel comunicato congiunto si legge: “Avvisiamo la popolazione che a breve ci sarà mobilitazione di massa con dimostrazioni in piazza e proteste in tutta la Nazione. Promettiamo una lunga battaglia di cui sappiamo l’inizio, ma non se e quando finirà. Siamo certi che alla fine il popolo Nigeriano trionferà”.

Molti Nigeriani vivono proprio grazie al basso costo della benzina, unico beneficio derivante dall’essere lo Stato Africano più grande produttore di petrolio, con circa 2,5 milioni di barili al giorno. Il carburante non serve solo per le auto, ma soprattutto per far funzionare i gruppi elettrogeni delle case e dei negozi, considerato che la fornitura di energia elettrica dello Stato non è garantita ovvero è molto irregolare. Per questo, i Nigeriani consumano circa 35 milioni di litri al giorno.

Pur essendo grande produttore, il Paese manca di raffinerie e, di conseguenza, è costretto ad importare, ad un prezzo elevato, i prodotti raffinati come la benzina, che attualmente è di soli 45 centesimi di dollari al litro, un prezzo decisamente molto basso rispetto agli standard internazionali.

I precedenti tentativi di togliere le agevolazioni fiscali avevano provocato reazioni nel mondo industriale e numerose proteste di piazza. Lo sciopero contro l’aumento del prezzo del petrolio nel 2004 causò la chiusura di molte stazioni di servizio, un caos nei trasporti e il diffondersi del mercato nero.

Le misure annunciate aumentano le difficoltà in cui versa il Presidente Nigeriano, Goodluck Jonathan, che sabato scorso ha dichiarato lo stato di emergenza nelle aree colpite dalle violenze del gruppo di Boko Haram, gruppo di estremisti islamici che impone la rigida applicazione della sharia, la legge islamica.

di Vito Di Ventura

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