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NBA. Caos in casa Kings, Cousins chiede di essere ceduto

By   /   2 January 2012  /   Comments Off

Nonostante un discreto inizio di stagione, almeno a livello di risultati (2 vinte e 3 perse), cominciano a sorgere i primi problemi in casa Sacramento Kings. Dopo la sconfitta casalinga di sabato scorso contro i New York Knicks, è stato Tyreke Evans (14 punti con 5/13 dal campo contro i Knicks)  il primo ad uscire allo scoperto, criticando pubblicamente lo stile di gioco imposto e voluto da coach Paul Westphal: “Ho cercato di creare qualcosa ma questo non è l’ideale per me. Nessuno mi sembra particolarmente coinvolto nell’attacco. Solo passare e tagliare. Siamo spaesati, nessuno sa realmente cosa fare. Penso che questa cosa ci stia danneggiando seriamente in questo momento”.

I Kings contro New York hanno tirato con il 34,9% dal campo. Le statistiche, dunque, sembrano dare ragione al Rookie of the Year 2010. Oltre ad Evans, il più insoddisfatto di questo inizio di stagione sembra essere il centro DeMarcus Cousins: “Non riesco a dare una spiegazione a questa situazione. Il coach ci dice di correre, cerchiamo di fare quello che ci viene detto di fare ma i risultati non arrivano”.

Ma Cousins non si è limitato a criticare Paul Westphal. Nella giornata di ieri, il centro al secondo anno, avrebbe chiesto alla dirigenza dei Kings di essere ceduto, come confermato dallo stesso Westphal:”DeMarcus Cousins ha chiesto di essere ceduto. Nell’interesse della squadra ho deciso, con il sostegno della società, di non convocare Cousins già dalla   prossima partita contro gli Hornets (giocata ieri e vinta dai Kings per 96-80), in attesa di chiarire la situazione”.

Westphal aveva, a sua volta, criticato Cousins accusandolo di avere un atteggiamento negativo che lo avrebbe portato ad essere un peso per la squadra.

Sulla vicenda rimangono parecchi dubbi dato che il manager del centro, John Greig, ha spiegato che fino alla dichiarazione pubblica di Westphal (poco prima della gara con gli Hornets), non sapeva nulla del presunto malcontento del suo assistito, nè della decisione di metterlo fuori rosa. Una dichiarazione che stride dunque con tutto il resto, avallata da un altro particolare importante rivelato dall’agente di Cousins: il giocatore non avrebbe nè criticato i compagni nè chiesto di essere ceduto dichiarando di trovarsi bene sia nella città di Sacramento che nei Kings stessi.

Nel caso in cui Cousins venisse realmente ceduto si tratterebbe di una grave perdita per la franchigia californiana che puntava molto sulla crescita cestistica e umana di questo giocatore che già nella sua stagione da rookie (14,1 punti e 8,6 rimbalzi a partita) aveva dimostrato di poter diventare uno dei migliori centri della NBA, nonché uno dei pilastri di questi giovani Kings.

di Andrea Centenari
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