
La fase storica che va dall’alto Rinascimento della Roma dei papi Giulio II della Rovere e Leone X fino al 1564, anno in cui morì Michelangelo, fu un’epoca d’oro per l’Urbe, sia sotto l’aspetto urbanistico ed architettonico che sotto il profilo della creatività artistica.
Nasce proprio con l’intento di indagare i risultati che produsse questo periodo aureo l’evento “Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello”, curato da Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, con il contributo scientifico di un comitato composto tra gli altri anche da Alessandro Zuccari e Antonio Paolucci.
La manifestazione, allestita a Roma a Palazzo Sciarra e visitabile fino al 12 febbraio, è in parte di natura espositiva – con la presenza di oltre 170 opere d’arte (sculture, tele, disegni, incisioni, medaglie e ceramiche provenienti da prestigiosi contesti museali) – ed in parte propriamente didattica, con itinerari organizzati anche al di fuori della mostra, che prevedono visite a significativi capolavori architettonici cinquecenteschi come Santa Maria della Pace, San Pietro in Montorio, la Villa Farnesina e la Sala dei Cento Giorni di Palazzo della Cancelleria.
Uno sguardo a 360 gradi, impreziosito in Via Minghetti da autentici capolavori firmati da artisti eccelsi come Michelangelo e Raffaello, esposti insieme a lavori di altri importanti maestri coevi. Le sette sezioni della mostra presentano mirabili dipinti di Raffello come l’ “Autoritratto”, olio su tela del 1509 ed il “Ritratto del cardinal Alessandro Farnese”, nonché l’ “Apollo-Davide”, opera marmorea del 1530 realizzata da Michelangelo.
Non meno interessanti sono poi altri dipinti come la “Madonna con Bambino” di Giulio Romano, il “Ritratto di Lutero e della moglie Caterina Bora” di Lucas Cranach il Vecchio, oltre ad opere di Perin del Vaga, Francesco Salviati, Guglielmo della Porta, Marcello Venusti e degli Zuccari. Preziosa anche la serie di ceramiche tra cui il “Piatto con Scena di trionfo”, terracotta smaltata attribuita alla bottega di Orazio Fontana.

Significativi per il particolare risvolto storico sotteso i due ritratti di Papa Clemente VII firmati da Sebastiano del Piombo. Dal primo, datato 1526, emerge la figura di un pontefice forte e vigoroso, mentre dal secondo, realizzato dopo il Sacco subito dall’Urbe l’anno successivo ad opera dei lanzichenecchi, Clemente VII appare con una barba grigia e particolarmente invecchiato, evidentemente turbato dalla nefasta vicenda.
Una menzione a parte merita la tela “La Pietà di Vittoria Colonna”, fresca del restauro curato per l’occasione dall’Istituto Centrale del Restauro di Roma ed esposta al pubblico per la prima volta. Secondo alcuni critici, l’opera, di evidente stile michelangiolesco, sarebbe addirittura attribuibile al Buonarroti.
Tra le altre rarità, sono esposti anche i progetti per la costruzione di San Giovanni dei Fiorentini a firma di Baldassarre Peruzzi, Giacomo Barozzi detto il Vignola e Sansovino, nonché le mattonelle pavimentali delle Logge Vaticane disegnate da Raffaello e realizzate da Luca della Robbia, per finire con una inedita ricostruzione tridimensionale della Cappella Sistina e della Loggia di Amore e Psiche affrescata da Raffaello e dalla sua scuola.
Un’esposizione da visitare dunque, non solo per l’importanza dei capolavori esposti a Palazzo Sciarra, ma anche per l’ambizioso obiettivo perseguito dai curatori di allestire una completa retrospettiva sulla vita politica, sociale e religiosa degli anni in cui, a cavallo del Concilio di Trento, la Città Eterna fu il centro assoluto della produzione artistica.
di Aurora Portesio
Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello
a cura di Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli
dal 25 ottobre 2011 al 12 febbraio 2012
Museo Fondazione Roma – Palazzo Sciarra, Via Marco Minghetti 22, Roma
orari: da martedì a domenica ore 10-20