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Intervista a Vittorio Giardino

By   /   30 Dicembre 2011  /   Commenti disabilitati su Intervista a Vittorio Giardino

Durante  l’ultima Lucca comics and games ho avuto il piacere di incontrare uno dei maestri del fumetto italiano, Vittorio Giardino.  Autore di grandissimo successo sia in Europa che oltreoceano Giardino con il suo stile dettagliato ma essenziale nel tratto è uno dei maestri del fumetto d’avventura italiano.

 

Quando si è reso conto che il fumetto sarebbe diventato la sua professione?
Molto tardi, avevo trentadue anni. Prima lavoravo come ingegnere elettronico, anche se amavo i fumetti dall’infanzia.

 

Quali sono stati gli autori che l’hanno ispirata nel disegno e nella sceneggiatura?
Sono tanti, così che l’elenco sarebbe molto lungo. Per limitarsi ai più determinanti, citerei Carl Barks e Hugo Pratt, ma anche Moebius e Tardi, Crepax e Battaglia, Eisner e McCay, Breccia e Munoz
Come si può vedere, non sempre gli autori da cui ho “rubato” mi assomigliano.

 

Max Friedman, Jonas Fink e la sua passione per la storia. Ce ne parla?
La mia passione per la storia è antica quasi quanto quella per i fumetti. Ho la convinzione, forse un po’ ingenua, che per capire quello che succede intorno a me lo studio della Storia sia indispensabile. Come disse J. Adams “Noi siamo quel che eravamo”. Non si può comprendere l’oggi senza conoscere ciò che è successo ieri, e in questo i giornali o la televisione aiutano molto poco. Io vedo, o meglio sento, un forte legame di continuità fra il passato, anche lontano, e il presente.

 

Ci può anticipare per quando è previsto l’attesissimo volume finale di Jonas Frink?
Potrei rispondere “No comment”, ma preferisco rispondere “Ci sto lavorando”. Non lo dico per essere evasivo, ma le volte in cui ho azzardato una previsione ho sempre sbagliato. Dunque, non faccio più previsioni.

 

Lei è un maestro del fumetto italiano e mondiale, tra i sui riconoscimenti c’è anche un Harvey Award. Qual è la situazione del fumetto in Italia ed in Europa?
Ho l’impressione che, dopo un periodo di crisi, ci sia un grande risveglio. Fioriscono continuamente nuovi editori e nuovi autori. Naturalmente non tutti resteranno nel tempo, ma la stagione del fumetto attuale mi sembra molto effervescente. Molti giovani interessanti.

In occasione di Lucca Comics e Games è uscito un bellissimo volume illustrato su Max Friedman. In pratica la biografia del personaggio. Come è nata questa idea?
Grazie del complimento. L’idea è nata dalla mia età: mi sono reso conto che non riuscirò mai a raccontare tutte le storie di Fridman che ho in mente. Così ho deciso di raccontarne qualcuna, o almeno qualche accenno, in un modo più rapido del fumetto classico. Una specie di libro illustrato, scritto e disegnato, fatto di frammenti. Del resto, il sottotitolo è “frammenti di una biografia”.

 

Se dovesse dare un consiglio ad un giovane fumettista quale consiglio gli darebbe?
E’ sempre difficile dare consigli. E’ una responsabilità che non vorrei, c’è sempre il rischio che vengano seguiti.
In ogni caso, prima di tutto gli direi di guardarsi dentro con sincerità per scoprire se il fumetto è una vera passione o no. Se è una vera passione, niente e nessuno riuscirà a impedire di creare storie disegnate. Anche se nessuno le pubblicasse, anche se nessuno le leggesse, un vero autore le realizza ugualmente perché non ne può fare a meno.
Se così stanno le cose, allora non ci sono dubbi: è solo questione di tempo, ma è certo che diventerà un professionista. Bisognerà solo che il nostro autore dimostri anche carattere e non si scoraggi troppo davanti agli ostacoli e alle difficoltà.

 

Oltre Jonas Frink su quali altri progetti sta lavorando attualmente?
A nessuno, sono concentrato su Jonas Fink. In generale, non sono molto capace di fare due cose in una volta.

 

Se non erro a Dicembre si terrà una sua mostra nella libreria Spazio Corto Maltese di Roma, dico bene?
Vero, si è aperta il 3 dicembre  e durerà fino a metà gennaio, credo.
Si tratta di alcune tavole de “L’avventuriero prudente”, il libro su Fridman di cui parlavamo prima.

Quindi se volete vedere i fantastici lavori di Giardino non perdetevi questa mostra di originali.
Ancora grazie al Maestro Giardino per la bella intervista.

Di Ruffino Renato Umberto

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