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Per le isole Samoa oggi non esiste!

By   /   29 dicembre 2011  /   Commenti disabilitati

Le isole Samoa hanno cambiato il loro calendario e il fuso orario e alla mezzanotte di ieri sera, 29 dicembre 2012, sono saltate direttamente a Sabato 31 dicembre, appena dopo mezzanotte.

La stranezza ha una giustificazione “economica/commerciale”. Infatti, le isole Samoa sono nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico a 20 miglia dalle coste Americane, ma in termini di fuso orario si trovano 2 ore indietro rispetto a Los Angeles, mentre sono di ben 21 ore avanti a Sydney, Australia, che si torva dall’altro lato.

Poiché la maggiore parte del commercio avviene con l’Australia e con la Nuova Zelanda, le isole di Samoa si trovano sfasate rispetto al fine settimana e quindi perdono 2 giorni lavorativi. Perciò hanno deciso di “saltare” nel fuso orario dell’Australia.

Risultato: Venerdì 30 dicembre 2011 non esisterà per gli abitanti dell’isola, sarà cancellato dal calendario di quest’anno.

Le isole Samoa sono state inserite nel calendario occidentale nel 1892 dopo che i commercianti Americani convinsero il re che sarebbe stato conveniente allinearsi con il fuso orario Statunitense della California e non quello Giapponese e Asiatico. Geograficamente però le isole Samoa si trovano molto più vicine alle coste Australiane di Sydney che di Los Angeles e, quindi, il cambio ha effettivamente molto più senso.

Il sistema dei fusi orari è una convenzione istituita alla Conferenza Internazionale dei Meridiani del 1884, tenuta in Washington D.C., cui parteciparono 25 paesi, tra cui l’Italia, e in cui si stabilì che il Giorno Universale, di riferimento, sarebbe diventato quello di Greenwich, Gran Bretagna.

In Italia, il sistema dei fusi orari è stato introdotto con regio decreto del 10 agosto 1893 ed è entrato in vigore il 31 ottobre dello stesso anno. Il meridiano di riferimento passa per Termoli-Etna.

Come si ottiene il fuso orario? Considerando la Terra una sfera e sapendo che la rotazione terrestre avviene in 24 ore, dividendo i 360° della rotazione per 24, si ottengono 24 “spicchi” di 15° ciascuno. Ogni spicchio, detto fuso orario, sarà percorso in un’ora. Per convenzione, si assume che in tutto il fuso ci sia l’ora del meridiano centrale ad esso, quello che taglia il fuso esattamente a metà.

In realtà, la linea del fuso orario ha però assunto forme strane, si è contorta e curvata per seguire i confini delle nazioni o per scopi commerciali, sociali o per semplice scelta. Quella di Samoa perciò non è l’unico caso nella storia

Per molti di noi, il fuso orario si è concretizzato nel momento in cui abbiamo viaggiato, spostandoci da una Nazione all’altra o da un capo all’altro del mondo. Abbiamo dovuto regolare i nostri orologi e abbiamo dovuto fare attenzione a ricordarci di non telefonare in piena notte, ma, soprattutto, ne abbiamo sentito gli effetti, specialmente dopo un lunghissimo viaggio in aereo, provando quella strana sensazione di stanchezza e di intontimento che ci ha accompagnato per un paio di giorni.

Il fuso orario è sicuramente fonte di smarrimento e confusione, ma offre una soluzione pratica e la scelta di Samoa lo dimostra.

di Vito Di Ventura

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