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Scene di ordinaria follia per l’oggetto del desiderio

By   /   26 Dicembre 2011  /   Commenti disabilitati su Scene di ordinaria follia per l’oggetto del desiderio

E’ successo il giorno prima di Natale, la nota casa di articoli sportivi Nike, ha lanciato un nuovo modello, e fuori dai negozi si sono viste scene di ordinaria follia negli Stati Uniti, dalla California alla Georgia, stiamo parlando di modello di scarpa da basket, la “Air Jordan 11 Retro Concords“, una calzatura di colore bianco e nero, costa 180 dollari, ma su internet si vende già per 600 dollari.

Le lunghe code davanti ai negozi, hanno costretto i proprietari a chiamare le forze dell’ordine, che per disperdere la folla sono state costrette a usare lacrimogeni e gas urticanti per disperdere la folla che fin dalla notte si era accalcata davanti alle saracinesche dei negozi Nike.

Non è stato confermato, a comunicare la notizia sono stati alcuni social network, ma pare che sia morto un 18enne, Tyreek Amir Jacobs, nel tentativo di comprare le scarpe appena uscite.

Nei pressi di Atlanta la polizia è invece dovuta intervenire per aiutare due bambini, lasciati nell’auto dalla madre che si era recata ad acquistare le scarpe. Un uomo è stato arrestato a Seattle per aver preso a pugni un poliziotto, altre quattro persone sono state fermate a Lithonia, in Georgia. All’esterno di un negozio di Richmond, in California, si è verificata addirittura una sparatoria, in cui nessuno è rimasto ferito, folla impazzita anche a Charlotte, nel Nord Carolina; a Indianapolis, nell’Indiana e a Omaha, nel Nebraska.

Non posso non pensare a ciò che è successo qualche mese fa a Roma, dove una folla di persone ha sostato per strada davanti ad un magazzino per accaparrarsi un iPhone 4s.

Personalmente non mi sento di dare la responsabilità alle ditte, in fondo loro fanno il loro mestiere, produrre oggetti d’interesse del consumatore, però penso a tutte le persone che sono disposte a fare ore interminabili di file pur di avere la “novità”.

L’economia mondiale va a rotoli, però noi non rinunciamo all’ultima novità, pur di averlo siamo disposti a chiedere prestiti, pagare per anni un “piccolo” contributo, senza riflettere che ci costerà tre volte il costo reale.

Un invito a riflettere, siamo noi che facciamo il buono e il cattivo tempo, e quindi siamo noi che diamo la priorità alle cose!

di Armida Tondo

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