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May , 2013
Friday
 

Così anche Giorgio Bocca ci ha lasciato e lo ha fatto nel giorno di Natale, nella sua casa milanese. Meglio, ha lasciato un gran vuoto, per noi suoi lettori, nelle pagine de La Repubblica, di cui era stato anche il fondatore nel 1976 e con cui non smise mai di collaborare.

Aveva 91 anni, ma la sua penna pareva immortale: i suoi reportage, le grandi inchieste, gli Anni di Piombo, e poi Tangentopoli, la formazione e l’ascesa della Lega Nord.

Tutto il mondo del giornalismo lo piange perché nel raccontare non amava fronzoli di nessun genere: chiaro e sintetico, le sue analisi rigorose e puntuali. Nei suoi articoli e nei suoi libri parlava spesso dell’attualità della politica, senza mai tralasciare di ricordare la sua appartenenza ai partigiani. Un attento storico e un grande osservatore sociale.

Lo definivano un pessimista, in realtà era uno che non amava le mezze misure, né fare sconti a nessuno. Come quando scriveva “I giustizieri che danzavano sul cadavere di Gheddafi erano complici dei suoi delitti. Ma il dio della vendetta acceca tutti. E la giustizia dei vincitori è inevitabile. Così trionfa la ferocia”, dove emergeva tutta la linearità del suo pensiero, del suo modo di vivere, di pensare la vita. Solo il 28 novembre scriveva così: “I disastri causati dalle alluvioni sono colpa degli uomini, non dei mutamenti climatici. Perché prima si costruisce senza criterio e poi non si ha la capacità di affrontare le emergenze”.

L’antitaliano si definiva e così aveva intitolato la sua rubrica su L’Espresso. In realtà era un italiano vero considerato un mostro sacro del giornalismo italiano, nonostante il suo stile a volte quasi feroce, duro, spigoloso e per questo spesso criticato e contestato.

Migliaia i suoi articoli, tanti i suoi libri, Giorgio Bocca ricevette nel 2008 il riconoscimento alla carriera per il Premio Ilaria Alpi.

Si dice così no? Ci mancherai. Ci mancherà la schiettezza del suo pensiero, più o meno condivisibile, ci mancherà il giornalista che accendeva le discussioni, muoveva le coscienze, il suo saper andare controcorrente, con oltre mezzo secolo di esperienza e fra i più letti in assoluto.

di Alga Madìa

(dicembre - 25 - 2011)

  • Luca

    Fascista, antisemita… poi voltagabbana della peggiore specie… e in un paese come l’Italia, dove la parola onore e coerenza è ormai dimenticata, è stato osannato come un eroe… stranezze del nostro paese

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