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1,2,3, stella!!!

By   /   25 Dicembre 2011  /   Commenti disabilitati su 1,2,3, stella!!!

Il passo era lieve e lento. Le sembrava di fare quel gioco che faceva da bambina, mi pare si chiamasse: 1,2,3, stella! Con tanto di punto esclamativo. Camminava lentamente e un’ombra la seguiva, le era accanto, quasi a darle fastidio: la sua. A seconda del sole si spostava, la calpestava, ne vedeva un pezzetto piccolo piccolo, ma poi improvvisamente diveniva grande e assumeva forme strane, larghe, lunghe. Un gioco coi suoi  pensieri la portò a paragonare quell’ombra, perché era la sua, alla vita, a ciò che la vita le aveva messo dinnanzi, senza che lei dovesse fare grandi sforzi per prenderne a piene mani e goderne. Quante volte le era sembrato naturale e logico, quasi un diritto acquisito, avere quello che aveva, affetti compresi. Come un’ombra che ti segue, che non hai chiesto, ma sta là, pronta a rallentare per poi riprendere il passo con te. Le cose nella sua vita erano andate sempre benino, bene direi, forse ancora di più di quanto potesse immaginare.

Che le mancava? Ma niente, la salute principalmente, sia chiaro, una famiglia, dei riferimenti portanti, qualcuno che le aveva, come dire, agevolato la strada di un percorso che per altri sarebbe più difficile ottenere, fiori freschi ogni giorno in quel bel vaso bianco. Niente, c’era tutto. Ah, c’era anche l’amore, quello vero, magari una storia contorta piena di incredibili momenti di sfiducia verso l’altro, ma così era. Tutto perfettibile, niente però che le facesse aprire gli occhi la mattina e gioire perché un raggio di sole filtrava arrogantemente dalle fessure della persiana. Tutto quello che abbiamo è assodato: sole, mare, bellezze del Creato, amici, parenti, amore.

Camminando,  camminando e giocando coi suoi pensieri  cupi, come spesso le accadeva, il sole cominciò ad andare via e la sua ombra si allungava sempre più. Era ormai informe, ma come, si chiese, se l’aveva appena paragonata a quanto la vita le aveva portato in dono?  Se in quel momento l’ombra rappresentava per lei le sue certezze, tutto ciò che aveva? Cominciò a girarsi indietro, a fermarsi per non perderla di vista, mentre il sole non dava più alcuna luce. Stava scappando via, le stava sfuggendo e con lei le sue certezze.

Buio. Quel buio che improvvisamente le fece capire quante cose la vita ci dona, alcune gratuitamente, altre con sacrificio, ma tutte senza il sigillo della certezza. Quel buio improvviso, nella ricerca della sua ombra, le stava dicendo che la vita sa togliere, e quando questo succede si resta disorientati e si vorrebbero accendere 100 candele per rivederla quella luce e capire che se un raggio di sole si insinua dalle finestre è perché siamo vivi e abbiamo l’obbligo di sorriderle. Sorridere alla luce per farlo al giorno che nasce. Per aver goduto fin quando abbiamo potuto di ciò che Qualcuno aveva riservato per noi, in quel grande canestro della vita.

Alga Madìa

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