Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Missione Difesa  >  Current Article

Herat: i militari italiani regalano doni ai bambini afgani

By   /   23 dicembre 2011  /   Commenti disabilitati su Herat: i militari italiani regalano doni ai bambini afgani

In giacca e cravatta. Con il vestito della festa. È alto un soldo di cacio, avrà si e no 5 anni, ma ha il passo sicuro di un ometto. Allegro come un folletto, elegante come un paggetto, impettito ed orgoglioso di indossare per un giorno l’abito buono, quello che sta chiuso nell’armadio e si indossa solo nelle occasioni importanti, sale sul palco e si offre come protagonista di un gioco assieme ai militari del contingente italiano in Afghanistan.

È uno dei circa 100 bambini che stamattina, a Camp Arena, ad Herat hanno partecipato alla festa organizzata dai nostri soldati proprio per la consegna dei doni ai figli dei lavoratori locali che prestano servizio da diverso tempo nella base con diverse mansioni. Ad accogliere i piccoli, accompagnati dai loro genitori, gli uomini e le donne di tutte le forze armate italiane e dei contingenti internazionali della coalizione presenti presso la sede del Regional Command West, il comando a guida italiana su base brigata Sassari.

Fanno tenerezza, strappano un sorriso questi bambini che timidi e silenziosi entrano nella grande sala 150. Alcuni si tengono per mano, altri sono un po’ smarriti e cercano lo sguardo rassicurante dei genitori. Hanno lo sguardo puro di chi sa ancora gioire delle piccole cose, hanno gli occhi che brillano per la meraviglia e lo stupore. Una bambina indossa l’abito tradizionale di velluto e ricami dorati e sembra una bambola antica e fragile. Altri camminano un po’ impacciati in minuscoli ma elegantissimi completi di giacca e pantalone. Alcune bimbe coprono il capo con coloratissime pashmine.  

Applaudono felici il colonnello Giacinto Parrotta, il comandante del Provinciale Reconstruction Team di Herat che per un giorno ha svestito gli abiti del militare per indossare quelli del prestigiatore. Li fa salire a turno sul palco e li coinvolge nelle sue magie, fa scomparire monetine, trasforma fazzoletti bianchi in rossi, si cimenta in trucchi con le carte da gioco. E loro guardano attenti, scrutano dov’è il trucco, sorridono incuriositi, fanno a gara per essere gli assistenti del colonnello – mago.

Il cappellano militare, don Gianmario Piga, instancabile organizzatore della festa, si trasforma in presentatore e annuncia che il coro composto da militari italiani e stranieri intonerà alcuni canti natalizi, alcuni dei quali cantati anche in sardo. Poi sul palco sale un ragazzino che si fa portavoce di tutti gli altri piccoli e ringrazia in inglese i militari italiani per il lavoro che ogni giorno compiono in Afghanistan.

Per i bambini viene allestita una tavola con dolci di tutti i tipi. La prendono d’assalto e si tuffano sui biscotti al cioccolato, sul dolcetti di ogni tipo. Le tasche dei vestiti piene di dolcetti come le guance di uno scoiattolo rigonfie di noccioline. Così timidi da nasconderli per la paura di assaggiarli.

Sono così teneri che commuovono. Così semplici, così spontanei, così puri che sembrano personaggi usciti da una fiaba. Invece vivono in Afghanistan e di questo Paese hanno ereditato la fierezza. Composti e ordinati si siedono per partecipare alla proiezione del cartone animato Tom e Jerry prima di andare a gustare un pranzo in stile italiano a mensa, assieme ai militari italiani.

I bambini hanno avuto inoltre l’opportunità di essere visitati da un ufficiale medico specializzato in pediatria, impegnato giornalmente ad assistere la popolazione civile così come tutti gli altri suoi colleghi dislocati in tutte le basi del contingente, da Nord a Sud, che assicurano la distribuzione di medicinali e cure mediche.

La giornata dei bambini afgani a Camp Arena si è conclusa con la consegna dei pacchi dono acquistati grazie ad una raccolta spontanea avvenuta durante le celebrazioni della Santa Messa nelle scorse domeniche. Si avviano verso casa ognuno con il suo sacco colorato targato “Isaf” e curiosi sbirciano cosa c’è all’interno. Ci sono giochi, pelouche, bambole, dolci ma anche abiti e coperte calde e morbide per affrontare il rigido inverno afgano. Hanno gli occhi che brillano per la felicità. I più piccoli scompaiono quasi nascosti dal gigantesco pacco dono ma lo difendono come si difende un tesoro non lasciando che qualcuno si avvicini. Trotterellano allegri sul piazzale delle bandiere, si mettono in posa per le foto di gruppo assieme ai militari italiani. Poi salutano agitando la manina e dicendo “ciao”. Uno di loro si volta indietro e bisbiglia “tashakor”, grazie.

di Ebe Pierini

    Print       Email

You might also like...

Esercitazione Atlante – Cluster Action 2018

Read More →