La scoperta è stata fatta dopo un controllo sul mercantile Thor Liberty. Come dicevamo, il carico di armi era a bordo del mercantile “Thor Liberty”, approdata il 13 dicembre allo scalo tedesco di Eden, pronta per ripartire alla volta di Shanghai in Cina dopo aver preso a bordo altro materiale, e bloccata al porto di Kotka, nel sud della Finlandia.
Ufficialmente sul mercantile c’erano casse di fuochi d’artificio, nella realtà invece, si trattava di 160 tonnellate di esplosivo e 69 missili anti-aerei Patriot di produzione americana diretti, probabilmente, in Sud Corea. Per le autorità doganali non è chiara l’origine dei missili né la destinazione finale, anche se alcune fonti hanno ipotizzato che la meta potrebbe essere la Corea del Sud. I finlandesi, però, non hanno escluso che i missili dovessero essere scaricati durante il viaggio verso la Cina.
L’allarme è scattato da parte degli scaricatori, che salendo a bordo per svolgere il loro lavoro hanno trovato nelle stive l’esplosivo stoccato non in modo appropriato, da qui è partito il controllo da parte delle autorità, che perquisendo il carico hanno scoperto i contenitori con la scritta “fuochi d’artificio”, ma all’interno c’erano i Patriot. Si proprio i Patriot, missili, armi che gli Usa hanno ceduto solo a Paesi alleati.
Il Patriot, o meglio il MIM-104 Patriot, è un missile terra-aria americano per la difesa tattica di punto, una base militare, una città o piccola provincia; arma dall’efficacia indiscussa, che ad oggi rappresenta l’ultima categoria di missili missili terra-aria dispiegata dagli Stati Uniti. Ha lanciatori orientabili, non verticali, per missili con guida track-via missile, in altre parole i missili sono guidati con un misto di radio e impulsi radar “phase array”.
Il patriot è diventato famoso per la difesa contro i missili SS-1 Scud lanciati dall’Iraq contro Israele durante la guerra del Golfo del 1991. Sono stati schierati senza essere impiegati anche durante l’operazione Enduring Freedom che consisteva nell’invasione dell’Iraq da parte delle forze anglo-americane.
Certo è, che nonostante la crisi economica che attanaglia il mondo, gli stati, tutti, annunciano tagli, ma a quanto pare per le armi e le guerre non esiste crisi…
Forse dovremmo sar sentire la nostra voce, verso ogni governo a cui apparteniamo, per fare un taglio sull’acquisto e produzione di armi.
di Armida Tondo



