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Il sistema bancario in simbiosi con l’arte rinascimentale

By   /   12 Dicembre 2011  /   Commenti disabilitati su Il sistema bancario in simbiosi con l’arte rinascimentale

Si sono sviluppati di pari passo il moderno sistema bancario e la grande stagione artistica del Rinascimento. Tutto ciò è ampliamente documentato da una singolare mostra aperta a Firenze a Palazzo Strozzi fino al 22 gennaio.

Denaro e Bellezza. I banchieri, Botticelli e il rogo della vanità” è un evento nato da un’idea di James M. Bradburne e curato dalla storica dell’arte Ludovica Sebregondi, autrice della “Iconografia di Girolamo Savonarola. 1495-1998” e dallo scrittore Tim Parks, autore de “La fortuna dei Medici”.

La particolarità della manifestazione consiste nell’intento di raccontare una storia attraverso l’esposizione di opere d’arte (quadrerie, tavole, affreschi, sculture, codici miniati, monete, avori, medaglie e tessuti).

La storia è quella dell’invenzione del sistema bancario e del forte impulso che ha dato, soprattutto a Firenze, all’economia dal Medioevo al Rinascimento. La storia coincide con quella delle famiglie che gestirono il potere finanziario (Bardi, Peruzzi, Gondi, Cambini, fino ai Medici) e che diedero avvio ad una fiorente attività di mecenatismo, favorendo l’opera di alcuni dei più noti artisti di tutti i tempi.

Il lungo viaggio inerente il potere finanziario fiorentino, all’epoca dominante nel mondo degli scambi commerciali, parte dal 1252 quando venne coniato il fiorino d’oro e si protrae fino alla morte di Botticelli. Il nome del fiorino deriva dal giglio, simbolo araldico di Firenze, raffigurato sul diritto della moneta, mentre il patrono della città, san Giovanni Battista è effigiato sul rovescio.

Le otto sezioni dell’esposizione presentano più di 100 capolavori. Oltre al citato Botticelli (sua l’opera “La Calunnia” scelta come immagine della mostra), tra gli altri Beato Angelico, Piero del Pollaiolo, i Della Robbia, Lorenzo di Credi, Filippo Lippi, Paolo Uccello, Donatello, Domenico Veneziano, Andrea del Verrocchio, Jacopo del Sellaio, Hans Memling: in pratica l’élite del Rinascimento.

Del sistema bancario vengono trattate anche tematiche già all’epoca scottanti come l’usura e la crisi e vengono presi in considerazione alcuni strumenti finanziari innovativi come i cambi. Il mestiere del banchiere rivive nell’occasione nelle opere di artisti fiamminghi quali Jan Provoost e Marinus van Reymerswaele del quale è esposta la significativa opera “Gli usurai”.

A Palazzo Strozzi è anche possibile ammirare in tutto il suo splendore post restauro la preziosa Pala della Zecca, imponente capolavoro fiorentino su fondo oro realizzato nel 1372-1373 da Jacopo di Cione, Niccolò di Tommaso e Simone di Lapo. La mostra si chiude simbolicamente con Savonarola, il frate dei “bruciamenti della vanità”, l’antagonista dei Medici che finì per rinnegare il Rinascimento.

Una mostra dunque innovativa e stimolante che consente di ammirare l’arte, ed in particolare quella fiorentina, attraverso una prospettiva interdisciplinare che parte dalle radici della moderna economia facendo comprendere al pubblico, grazie alla visione di opere sublimi, quanto fosse pertinente già nel Rinascimento il connubio tra “denaro” e “bellezza”.

di Aurora Portesio

Denaro e Bellezza. I banchieri, Botticelli e il rogo della vanità
a cura di Ludovica Sebregondi e Tim Parks
dal 17 settembre 2011 al 22 gennaio 2012
Palazzo Strozzi,  Piazza Strozzi, Firenze
Orari: da venerdì a mercoledì ore 9-20; giovedì ore 9-23

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