Il partito Russia Unita, con capolista Dmitri Medvedev, amico e compagno di Vladimir Putin, sarà di nuovo alla guida del Paese, nonostante abbia perso il 50% dei consensi, rispetto alle consultazioni elettorali del 2007. Questi i dati dei sondaggi exit poll dell’istituto demoscopico Vtsiom.
Sembra che ad aumentare la percentuale dei voti ricevuti sia stato il partito comunista, che passano dall’11,57 al 19,8% e il partito di centro-sinistra Russia Giusta, che dal 7,7% arriva al 14,1%.
Il presidente Putin, aveva già avuto il sentore di un calo di consensi, infatti, poche ore prima a dare l’annuncio di una possibile perdita di voto erano stati dei soliti sondaggi preelettorali, ma di certo non avevano avuto sentore di un vero disastro, cioè un crollo dal 64,3% del 2007 al 48,5%.
Il partito di Putin che vedeva in corsa il presidente Dmitri Medvedev, avrebbe comunque conquistato la che la maggioranza alla Duma, la Camera del parlamento russo, passando però da 315 a 220 seggi su 450 totali. Se così fosse, e per questo bisognerà aspettare lo scrutinio finale, il voto di ieri, sarà, di fatto, una mazzata per Medvedev. Il voto di ieri potrebbe significare una scomparsa dalla scena politica per Medvedev e poiché a marzo 2012 in Russia si tornerà alle urne per rieleggere il Presidente, non è un buon segnale.
Ieri da più parti, da siti on line di associazioni, giornali e altro, è stato denunciato di brogli e irregolarità durante lo svolgimento del voto. Insomma, ieri è stata una giornata di “guerra” a colpi di attacchi hacker, i siti dei giornali: Kommersant, della radio Eco di Mosca, delle riviste Forbes Russia, Bolshoi Gorod e New Times e i siti d’informazione Slon.ru e Gazeta.ru. sono stati più volte oscurati.
Come sempre chi cerca di dare la notizia-verità viene in qualche modo zittito, alla faccia della libertà di stampa e della democrazia, il LiveJournal, il più grande sito on line d’informazione e dove trovano spazio persone non concorda con la politica di Palazzo hanno nei giorni scorsi subito una vera e propria persecuzione mediatica.
Secondo alcuni esperti del web, l’attacco è stato troppo esteso per non far pensare a un coinvolgimento delle autorità federali, impensierite del diffondersi sulla Rete di notizie documentate su frodi a livello nazionale.
Nonostante la guerra messa in atto a livello internet, non sono state bloccate le informazioni provenienti da siti contro il potere politico alla guida del paese, e tutte le opinioni e informazioni si sono spostate su Facebook o Twitter per aggiornare i lettori sull’andamento del voto, in barba agli attacchi pirati informatici.
Ora non avendo la maggioranza assoluta, Putin dovrà guadagnarsi il consenso da parte di altri rappresentanti politici, e forse questo potrebbe creare nuove prospettive per una politica diversa e più indirizzata ai cittadini.
di Armida Tondo




