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May , 2013
Friday
 

Si apre oggi a Bonn, Germania, la 10a Conferenza Internazionale sul futuro dell’Afghanistan in cui si parlerà principalmente del futuro di questo Paese dopo il ritiro delle truppe straniere che dovrebbe avvenire entro il 2014.

Data proposta dal Presidente Afghano, Hamid Karzai, alla conferenza internazionale di Kabul, il 20 luglio 2010. “Entro il 2014 gli Afghani dovranno essere in grado di provvedere alla sicurezza del proprio Paese”, questo fu il messaggio principale lanciato da Karzai, sposato in pieno dalla Gran Bretagna mentre il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva, nella sua cosiddetta nuova strategia, avanzato l’ipotesi di cominciare il ritiro entro il 2011.

Circa Mille delegati di 100 Paesi e organizzazioni Internazionali prenderanno parte alla conferenza. Per gli Stati Uniti  sarà presente il Segretario di Stato Americano, Hillary Clinton, accompagnata da una dozzina di ministri.

Grande assente sarà il Pakistan che non parteciperà ai colloqui per protesta contro gli attacchi condotti ai confini e nel territorio nazionale da parte dei soldati Americani e della NATO. Solo la scorsa settimana, il 26 novembre, si è ripetuto l’ennesimo bombardamento con drone, aerei senza pilota a bordo, a Salala un posto di controllo di confine in Pakistan in cui sono morti 24 soldati.

A niente sono valse le scuse della NATO da sempre convinta che i Pakistani offrano rifugio e santuari ai Talebani e ad altri gruppi, compreso il gruppo Haqqani, responsabile di numerosi attacchi contro le truppe NATO in l’Afghanistan. La lotta contro i Talebani è stata combattuta in gran parte proprio ai confini con il Pakistan, dove hanno trovato la morte oltre 500 soldati della NATO.

Sforzi per rilanciare il dialogo con i Talebani sono in corso, ma non hanno portato a risultati tangibili. “Il nostro obiettivo è un Afghanistan pacifico che non diventi rifugio del terrorismo internazionale” ha detto il Ministro degli Esteri Tedesco, Guido Westerwelle e l’ex inviato degli Stati Uniti in Afghanistan, l’Algerino Lakhdar Brahimi, ha aggiunto che già 10 anni fa lui era favorevole ad un dialogo con i Talebani che erano stati espulsi dall’invasione USA nel 2001.

La riconciliazione nazionale, lanciata dal Presidente Afghano, Hamid Karzai, alla conferenza internazionale di Londra lo scorso anno e ripresa con forza dopo l’uccisione a settembre dell’ex Presidente  Burhanuddin Rabbani, incaricato di trovare un accordo con i ribelli, non ha ancora dato i suoi frutti. “Ancora adesso non sappiamo dove sono, non sappiamo a quali porte bussare”, così si è espresso l’Ambasciatore Afghano negli Stati Uniti, Eklil Hakimi.

Va ricordato che la Germania ha in Teatro oltre 3.500 soldati, situati nel nord, nelle provincie di Kinduz e Badakhashan.

di Vito Di Ventura

(dicembre - 5 - 2011)

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