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A Ginevra si discute della Siria

By   /   2 Dicembre 2011  /   Commenti disabilitati su A Ginevra si discute della Siria

Oggi si è riunito a Ginevra il gruppo del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per affrontare la situazione in Siria, dove le forze governative stanno da tempo reprimendo nel sangue le manifestazioni anti governative.

Secondo fonti delle Nazioni Unite, in questi mesi di scontri, sono morte oltre 4 mila persone e le forze di sicurezza e di polizia hanno perpetrato abusi e violenze anche sulle donne e sui bambini, commettendo quelli che in gergo sono definiti “crimini contro l’umanità”.

Lo scopo dell’incontro è quello di fare ulteriore pressione sul Presidente Bashar al-Assad, dopo che già ieri l’Unione Europea ha approvato una serie di sanzioni contro la Siria, vietando le esportazioni di petrolio e di gas e l’acquisto di bond Siriani. Inoltre, è stata ampliata la lista delle compagnie e delle persone cui sono stati congelati i beni e l’ingresso in Europa. Anche la Lega Araba in settimana si era espressa contro il comportamento del governo Siriano e aveva imposto delle sanzioni ed espulso la Siria dalla Lega Araba.

Il Presidente del Consiglio per i Diritti Umani, Navi Pillary, ha chiesto sia un intervento “urgente”  per salvare la popolazione civile e sia il deferimento del Presidente Assad alla Corte Internazionale per i Crimini (ICC) dell’Aia. Azione che non gradita da Russia e Cina che hanno già espresso parere contrario poiché ritengono che questo potrebbe preludere ad un intervento militare tipo Libia.

Il Consiglio non ha il potere di imporre sanzioni, ma è piuttosto un’autorità morale e la risoluzione che verrà emessa al termine dei lavori comprenderà sicuramente la richiesta dell’invio di una commissione investigativa in Siria. 

Intanto i manifestanti non hanno allentato le loro proteste che regolarmente di susseguono dopo la preghiera del venerdì, mentre in Damasco sono scesi in piazza i sostenitori del governo per manifestare il loro sostegno.

Il Ministro dell’Interno Francese, Claude Gueant, ha detto di aver disposto maggiori misure di sicurezza nei confronti dei leader dissidenti presenti in Francia. Infatti, molti membri dell’opposizione, il Consiglio Nazionale Siriano (SNC), compreso il capo, Burhan Ghalioun, sono in esilio proprio a Parigi.

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani di stanza in Gran Bretagna ha fatto sapere che la scorsa settimana 27 civili sono stati uccisi dalle forze di polizia, diversi soldati sono stati uccisi durante l’attacco alla base dei Servizi Segreti di Idlib, da parte di commilitoni che si sono uniti ai manifestanti.

Per la Siria tutte queste manifestazioni sono solo azioni destabilizzanti da parte di gruppi armati di delinquenti al servizio di potenze straniere, ma, come non mai, vi è di contro una comunanza di pensiero tra Europa, Nazioni Unite e Lega Araba.

 di Vito Di Ventura

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