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	<title>ItalNews &#187; 2011 &#187; novembre</title>
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		<title>Iran, assalto all&#8217;ambasciata Gb: Londra ritira personale diplomatico</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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Dopo l&#8217;assalto di ieri contro la sede diplomatica inglese a Teheran, Londra decide di ritirare il personale diplomatico. “Il primo ministro e il ministro degli Esteri hanno chiarito che garantire la sicurezza del nostro staff e dei familiari è la nostra immediata priorità”, si legge in una nota del Foreign Office. “Alla luce di quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/602-0-20111129_175506_3633648D1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23829" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/602-0-20111129_175506_3633648D1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;<strong>assalto</strong> di ieri contro la <strong>sede diplomatica inglese</strong> a <strong>Teheran</strong>, <strong>Londra</strong> decide di ritirare il personale diplomatico. “<em>Il primo ministro e il ministro degli Esteri hanno chiarito che garantire la sicurezza del nostro staff e dei familiari è la nostra immediata priorità</em>”, si legge in una nota del <strong>Foreign Office</strong>. “<em>Alla luce di quanto accaduto e per garantirne la sicurezza, una parte dello staff sta lasciando Teheran</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Segno che la crisi diplomatica tra i due paesi sta diventando sempre più profonda. La tensione era già tesa dopo la decisione del Parlamento iraniano di espellere il rappresentante diplomatico britannico per effetto delle sanzioni della Gran Bretagna contro l&#8217;Iran. E ora si prospetta un ulteriore inasprimento delle relazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella che inizialmente sembrava un&#8217;ordinaria manifestazione di protesta per le sanzioni che Londra ha adottato contro la Repubblica Islamica è degenerata con l’assalto e il saccheggio della sede diplomatica. Nelle immagini che sono state diffuse dalla tv iraniana Press Tv si vedono manifestanti che lanciano sassi e buttano dalla finestra documenti, mentre uno sventola la cornice con la foto della Regina Elisabetta. Si vede anche una bandiera inglese bruciata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premier britannico<strong> David Cameron</strong> ha definito “<em>un oltraggio indifendibile</em>” l&#8217;assalto all&#8217;ambasciata a Teheran e ha chiesto al regime iraniano di punire i colpevoli.  Nelle ore appena precedenti, il Ministro degli esteri <strong>William Hague</strong> aveva minacciato “<em>serie conseguenze</em>” e considerato il governo iraniano responsabile per non aver garantito la necessaria sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il segretario di Stato americano <strong>Hillary Clinton</strong> ha condannato duramente l&#8217;attacco di ieri definendolo “<em>un affronto non solo al popolo britannico ma anche alla comunità internazionale</em>”. La Clinton, in Corea del sud, ha detto di attendersi dall&#8217;Iran che protegga la vita e le proprietà dei diplomatici in linea con le convenzioni internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Iran però si difende: il ministero degli Esteri iraniano ha detto di essere rammaricato per l&#8217;assalto al complesso diplomatico britannico, secondo quanto riferito dall&#8217;agenzia di stampa Isna.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il ministero degli Esteri si rammarica per le proteste che hanno portato a comportamenti inaccettabili. Noi rispettiamo le norme internazionali sull&#8217;immunità e la sicurezza dei diplomatici e delle sedi diplomatiche</em>”, ha detto il ministero in un comunicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi però ci pensa il presidente del parlamento iraniano, <strong>Ali Larijani</strong>, ad attaccare puntando il dito contro il <strong>Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite</strong> per aver condannato l&#8217;attacco all&#8217;ambasciata britannica a Teheran.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Larijani</strong> ha affermato che la risoluzione adottata in tutta fretta nelle scorse ore mette a rischio la sicurezza globale. “<em>L&#8217;intervento frettoloso del Consiglio di Sicurezza nel condannare l&#8217;azione degli studenti è stato deciso per coprire precedenti crimini dell&#8217;America e della Gran Bretagna, mentre la polizia iraniana ha fatto tutto il possibile per riportare la pace. Questa azione subdola porterà instabilità nella sicurezza globale</em>”.<br />
 <br />
di <strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">foto: AFP</p>
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		<title>ItalVolley padrona del proprio destino</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco DePalo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà una qualificazione all&#8217;Olimpiade già da dicembre? O bisognerà passare per le lunghe e contorte vie traverse dei tornei continentali di aprile? Questo lo decideranno i prossimi tre incontri dell&#8217;Italvolley, anzi saranno proprio i ragazzi di coach Berruto, la camera con vista Londra è ad un passo, o meglio ad 3 set.
Il gran finale della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/giovi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23833" title="giovi" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/giovi.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Sarà una qualificazione all&#8217;<strong>Olimpiade</strong> già da dicembre? O bisognerà passare per le lunghe e contorte vie traverse dei tornei continentali di aprile? Questo lo decideranno i prossimi tre incontri dell&#8217;Italvolley, anzi saranno proprio i ragazzi di coach <strong>Berruto</strong>, la camera con vista Londra è ad un passo, o meglio ad 3 set.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il gran finale della World Cup</strong> verrà disputato a Tokio, gli azzurri dovranno vedersela con<strong> Iran, Giappone, </strong>ma soprattutto venerdì con la <strong>Polonia</strong>, dell&#8217;ex coach Andrea <strong>Anastasi</strong>. I conti in questi casi non si fanno, o forse si fanno ma senza dirlo, in ogni modo <strong>Lasko</strong> e compagni dovranno giocarsi tutto contro i polacchi, per poi battere, sulla carta agevolmente, i padroni di casa e <strong>l&#8217;Iran</strong>. in questo modo il pass per <strong>Londra</strong> sarebbe aritmeticamente in mano agli azzurri, in caso di sconfitta contro Gardini e socio, la situazione si complicherebbe e le due vittorie potrebbero non bastare per salire sul podio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ultimo match,</strong> disputato contro l&#8217;insidiosa selezione argentina, ha dato buoni segnali al gruppo, che nonostante abbia ceduto un set, il primo nella fattispecie, agli avversari, ha saputo rialzarsi con i colpi dei soliti maestri <strong>Savani</strong> e <strong>Lasko</strong> sotto rete e di un buon Zaytsev in fase di ricezione. Le amnesie azzurre le ha causate il &#8220;monzese&#8221; <strong>De</strong> <strong>Cecco</strong>, sempre ottimo in fase di palleggio.</p>
<p><strong>I punti di forza dell&#8217;Italia</strong>, come già visto nelle precedenti apparizioni, sono stati l&#8217;attacco, ma il &#8220;fondamentale&#8221; che cambia l&#8217;inerzia degli azzurri è senza dubbio il servizio, se si batte bene la gara scivola in discesa, se la concentrazione cala, o gli avversari ricevono in maniera perfetta, allora Fei e compagni perdono il bandolo della matassa, come si è ben visto nel primo set del match contro l&#8217;Argentina.</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> Polonia</strong> sarà un avversario molto difficile, innanzitutto per la coppia di esperti che siedono in panchina, <strong>Anastasi e Gardini</strong>, capaci di far virare le sorti di un match con sostituzioni e cambi tattici tutt&#8217;altro che scontati; sarà difficile battere i polacchi anche perchè non saranno gli stessi battuti durante gli europei, avendo recuperato nomi del calibro di <strong>Zagumny, Bartman e Winiarski</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;adesivo &#8220;<strong>Londra</strong>&#8221; da attaccare sulle valige è già nelle mani degli azzurri, ora sta a loro, alle loro teste ed alle loro mani, difendere il pass ed iniziare a preparare l&#8217;impegno olimpico da subito.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Marco De Palo</strong></p>
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		<title>UK. Oltre 2 milioni di dipendenti pubblici scioperano</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 08:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito DiVentura</dc:creator>
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Da questa notte oltre 2 milioni hanno iniziato il più massiccio sciopero che la storia ricordi dai tempi della Thatcher, 1979.
I dipendenti pubblici sono scesi in piazza per manifestare contro le misure del governo, annunciate dal Cancelliere George Osborne nella sua dichiarazione autunnale, di mantenere in pratica congelati gli stipendi (solo l’1% di aumenti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/sciopero-in-UK.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23823" title="sciopero in UK" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/sciopero-in-UK-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da questa notte oltre 2 milioni hanno iniziato il più massiccio sciopero che la storia ricordi dai tempi della Thatcher, 1979</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>dipendenti pubblici</strong> sono scesi in piazza per manifestare contro le misure del governo, annunciate dal <strong>Cancelliere George Osborne</strong> nella sua dichiarazione autunnale, di mantenere in pratica <strong>congelati gli stipendi</strong> (solo l’1% di aumenti per i prossimi 2 anni) e di <strong>elevare l’età pensionabile a 67 anni</strong>, a partire dal 2026.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo sciopero di 24 ore</strong> paralizzerà quasi tutti i settori del pubblico impiego, scuole, ospedali, aeroporti, porti e uffici governativi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante la massiccia adesione</strong> per <strong>Downing Street</strong> “<em>lo sciopero non raggiungerà nulla</em>” ed ha chiesto, invece, di riprendere il dialogo. <strong>Per i sindacati l’obiettivo</strong> è quello di avere uno aumento di stipendio, lavorare di più per essere certi di avere la pensione. E’ il classico “<em>muro contro muro</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Ministro dell’Ufficio di Gabinetto, <strong>Francis Maudem</strong>, le azioni sono “<em>indifendibili e sbagliate …mentre continuano le discussioni, vorrei suggerire ai lavoratori del pubblico impiego di guardare alle offerte che vengono loro fatte e non alla retorica dei leader dei sindacati</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In realtà, nel Regno Unito</strong> le pensioni del settore pubblico sono decisamente più basse rispetto a quelle del pubblico impiego e, pertanto, vi è una specie di “invidia sociale” tant’è che un sondaggio effettuato da “YouGov” ha rivelato che oltre il 50% dei britannici non appoggia questa mobilitazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il leader del sindacato, Paul Kenny,</strong> ritiene che: “<em>oltre alle già vergognose ingiustizia di ridurre gli stipendi del pubblico impiego già pesantemente colpito, il cancelliere vorrebbe portare allungare l’età pensionabile. I contributi che il governo vorrebbe ricavare dalle pensioni sono ingiustificati e impossibili e spostare l’età pensionabile ha tutto il sapore di un sotterfugio</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per effetto dello sciopero</strong> ci saranno lunghe code agli <strong>aeroporti </strong>dove sono stati messi in atto piani di emergenza, ma i maggiori disagi si subiranno negli <strong>ospedali</strong> dove saranno rinviati migliaia di interventi, ma per fortuna saranno assicurati i trattamenti di chemioterapia e di dialisi e resteranno aperte le sale parto.</p>
<p>di <strong>Vito Di Ventura<br />
</strong></p>
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		<title>La Juve riacciuffa il Napoli, al San Paolo finisce 3 a 3</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 22:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paradiso</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/images14.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23816" title="images" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/images14.jpg" alt="" width="287" height="176" /></a>Che partita al San Paolo. Il 3 a 3 tra Juve e Napoli è il giusto risultato per  un match bellissimo, ben giocato da ambo le parti e ricco di colpi di scena. Fino a 15 minuti dalla fine sembrava la grande notte di Pandev. La sua doppietta aveva fissato il risultato sul 3 a 1, ma contro la Juve, questa Juve, le partite non finiscono mai.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;assenza di Marchisio costringe Conte a riproporre il tanto amato 4-4-2. Matri e Vucinic formano la coppia di attaccanti, a centrocampo tocca a Vidal coprire le spalle a Pirlo. Estigarribia e Pepe presidiano le fasce. Mazzarri affida a Pandev le chiavi dell&#8217;attacco. Per il macedone è la grande occasione dopo un avvio non del tutto convincente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La partita è vibrante fin dall&#8217;avvio. La Juve mette in campo la solita aggressività costringendo il Napoli nella propria metà campo. Alla prima sortita offensiva gli uomini di Mazarri conquistano un rigore. Pirlo entra in maniera ingenua su Lavezzi, per Tagliavento è penalty. Hamsik batte Buffon, ma per l&#8217;arbitro la conclusione è da ripetere. Lo slovacco si ripresenta sul dischetto ma calcia sopra la traversa. L&#8217;errore scuote il Napoli. Hamsik si rifà dell&#8217;errore e di testa porta in avanti i suoi. Pandev mostra di essere in buona serata e, memore dei gol seganti a Buffon quando indossava la maglia della Lazio, inizia a prendere le misure. La sua conclusione al 26&#8242; impegna il numero 1 bianconero. La Juve si affaccia dalle parti di De Sanctis con Esigarribia.</p>
<p style="text-align: justify;">Al 40&#8242; Pandev raddoppia con un bel diagonale di destro. Il Napoli chiude i primi 45&#8242; in vantaggio di due reti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La Juve che aggredisce il secondo tempo sembra un&#8217;altra squadra. Matri accorcia le distanze dopo pochi minuti. Vucinic chiama alla gran parata De Sanctis con un bel destro da fuori. Proprio nel miglior momento della Juve il Napoli trova la terza rete. È Pandev a battere Buffon e portare i suoi avanti per 3 a 1. Sembra la rete che chiude il match, invece la Juve non molla. La squadra  di Conte mette in campo tutta la grinta che ha e con Estigarribia accorcia le distanze. Il 3 a 2 sembra lasciare frastornato il Napoli. Senza Pandev, sostituito, il solo Lavezzi non riesce a tenere impegnata l&#8217;intera retroguardia avversaria. Al 79&#8242; Pepe si esibisce in un pregevole slalom centrale e, complice anche il rimpallo fortunato con Fernandez, batte De Sanctis. È la rete che fissa il risultato sul 3 a 3.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un pareggio che lascia l&#8217;amaro in bocca al Napoli, per il doppio vantaggio gettato al vento. Se la Juve al San Paolo cercava una prova di maturità, si può tranquillamente affermare che l&#8217;ha superato. La squadra di Conte ha tutto per giocarsi lo scudetto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di Luca Paradiso</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libia. Sono circa 7 mila i prigionieri in attesa di processo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito DiVentura</dc:creator>
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Nelle carceri Libiche ci sono circa 7 mila lealisti al Colonnello Muhammar Gheddafi in attesa di essere processati.
I detenuti, molti dei quali provenienti dalla zona sub-Sahariana e ritenuti mercenari del passato regime, sono reclusi in prigioni regolari o di fortuna controllate dalle brigate rivoluzionarie, senza alcun contatto con l’esterno poiché sia la polizia e sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/prigioni-libiche-2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23803" title="prigioni libiche 2" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/prigioni-libiche-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nelle carceri Libiche ci sono circa 7 mila lealisti al Colonnello Muhammar Gheddafi in attesa di essere processati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I detenuti, molti dei quali provenienti dalla zona sub-Sahariana e ritenuti mercenari del passato regime, sono reclusi in<strong> prigioni regolari o di fortuna</strong> controllate dalle brigate rivoluzionarie, <strong>senza alcun contatto con l’esterno</strong> poiché sia la polizia e sia il sistema giudiziario non sono ancora funzionanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa situazione è stata denunciata nel loro primo rapporto dai rappresentanti delle Nazioni Unite in Libia</strong> che però si sono affrettati ad aggiungere che il governo Libico ha risposto in maniera positiva ogni qualvolta sollecitato sulla problematica.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Mentre il Consiglio Nazionale di Transizione ha fatto alcuni passi verso il trasferimento delle responsabilità dei detenuti dalle brigate rivoluzionarie alle autorità statali, rimane ancora molto da fare per regolarizzare le detenzioni, prevenire gli abusi e portare in libertà coloro che non dovrebbero essere detenuti</em>” questo è in sintesi quanto dice il rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il commento del Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon</strong>, è stato: “<em>Credo che i leader della nuova Libia siano impegnati a costruire una nuova società basata sul rispetto dei diritti umani. Per raggiungere tali risultati occorre ogire presto, qualunque siano le difficoltà, per porre fine alle detenzioni arbitrarie, per prevenire gli abusi e le discriminazioni sia nei confronti dei cittadini Libici che degli stranieri</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ian Martin</strong>, si è espresso in termini favorevoli nei confronti del governo ad interim: “<em>C’è differenza tra l’atteggiamento del passato regime e questo governo che non nega che i diritti umani siano stati violati e che in molti casi le organizzazioni internazionali non abbiano avuto accesso ai detenuti. Il nuovo Ministro dell’Interno ha pubblicamente accettato le critiche e sta moltiplicando gli sforzi per risolvere il problema</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Attualmente la Libia</strong> deve affrontare grosse emergenze relative soprattutto al <strong>disarmo</strong> <strong>e all’integrazione degli ex combattenti</strong> i quali, in assenza di un vero e funzionante corpo di polizia, hanno preso il sopravvento sulla legge e sull’ordine, alla <strong>sicurezza dei depositi di armi</strong> e a fermare la loro <strong>proliferazione</strong>, a costruire da zero <strong>il sistema elettorale</strong> per affrontare le prossime elezioni di giugno. Solo per citarne alcune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nuovo governo Libico</strong> è stato voluto dal Primo Ministro ad interim, <strong>Abdurrahim al-Keib</strong>, che a sua volta è stato eletto, lo scorso ottobre, dal <strong>Consiglio Nazionale di Transizione. (NTC)</strong>, una coalizione di frazioni rivali, unite nella lotta per sconfiggere la dittatura del <strong>Colonnello Gheddafi</strong>, durata 42 anni, ed ora in cerca di un equilibrio “politico”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i prigionieri c’è anche il figlio di Gheddafi, <strong>Saif al-Islam</strong>, catturato il 19 novembrfe nei pressi della città di Obari, nel sud del Paese. La <strong>Corte Internazionale dell&#8217;Aia</strong>, che lo accusa di crimini di guerra, ha accettato che venga processato in Libia e non all’<strong>Aia</strong>.</p>
<p> </p>
<p>di Vito Di Ventura.</p>
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		<title>A Natale adotta un cucciolo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 09:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Esposto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[a natale adotta una specie]]></category>
		<category><![CDATA[adotta un cucciolo]]></category>
		<category><![CDATA[adozione wwf]]></category>
		<category><![CDATA[animali in via di estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[per natale regala un'adozione]]></category>
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		<category><![CDATA[specie in via di estizione]]></category>
		<category><![CDATA[WWF]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono ormai tante le specie animale in via di estinzione e la natura chiede aiuto all&#8217;uomo che è il principale arteficie della sua sofferenza.
Un quarto dei mammiferi del mondo rischia di scomparire a causa dei danni causati all&#8217;ambiente e dei comportamenti irrispettosi degli esseri umani: il pinguino e la foca  minacciati dallo scioglimento dei ghiacci dell’Antartide, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/dal-wwf-il-dec-albero-per-un-natale-sostenibile-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23797" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/dal-wwf-il-dec-albero-per-un-natale-sostenibile-3-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a>Sono ormai tante le specie animale in via di estinzione e la natura chiede aiuto all&#8217;uomo che è il principale arteficie della sua sofferenza.</p>
<p><strong>Un quarto dei mammiferi del mondo rischia di scomparire</strong> a causa dei danni causati all&#8217;ambiente e dei comportamenti irrispettosi degli esseri umani: il <strong>pinguino</strong> e la <strong>foca</strong>  minacciati dallo scioglimento dei ghiacci dell’Antartide, le <strong>tigri</strong> sono vittime del commercio illegale per la loro pelliccia, il <strong>panda </strong>non ha più foreste dove vivere e trovare cibo, i<strong> lupi</strong> inseguiti per bracconaggio.</p>
<p>Il<strong> WWF</strong> ha deciso di darci un&#8217;altra possibilità e per <strong>Natale ci regala la possibilità di adottare e proteggere una delle dodici specie simbolo in via d’estinzione.</strong> Un modo originale ma concreto di impegnarsi per la difesa dell&#8217;ambiente.</p>
<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/adozione_polari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23798" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/adozione_polari-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a>Adottare un cucciolo è semplicissimo, basta collegarsi al link: <a href="http://wwf.it/adozioni/">http://wwf.it/adozioni/</a> </p>
<p>Le possibilità di partecipare sono svariate, dall&#8217;adozione di una sola specie all&#8217;adozione <strong>trio, che permette di adottare tre cuccioli tra specie asiatiche, polari, africane e italiane. </strong>Inoltre per chi volesse rendere ancora più tenero il proprio regalo può optare per <strong>l&#8217;adozione con peluche.</strong></p>
<p>L&#8217;adozione è corredata dalla scheda dell’animale che si è scelto di adottare, le informazioni sul progetto, da un planisfero che evidenzia le aree di intervento rese possibili dal programma Adozioni e l&#8217;adesivo della specie adottata.</p>
<p>Il <strong>WWF </strong>avrà cura di redigere un <strong>Certificato di Adozione</strong> con il nome indicato che sarà accompagnato da una lettera di Fulco Pratesi, Presidente Onorario del WWF Italia.</p>
<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/WWF_adotta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23799" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/WWF_adotta-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>Un regalo dolce e speciale che  contribuisce a sostenere i progetti  dei ricercatori del WWF di tutto il mondo, che ogni giorno operano sul territorio per <strong>proteggere le specie</strong> in pericolo.</p>
<p>Non sapete cosa regalare per Natale? Scegliete un cucciolo!</p>
<p>di <strong>Licia Esposto<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tiro a Volo: Le gare del 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 07:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Augusto Martellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri sport]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[3ª Prova di Coppa del Mondo di Fossa Olimpica]]></category>
		<category><![CDATA[Campionato Europeo di Fossa Universale]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Federale della Fitav]]></category>
		<category><![CDATA[gare 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Premio Internazionale Juniores]]></category>
		<category><![CDATA[Skeet e Double Trap]]></category>
		<category><![CDATA[tiro a volo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio Federale della Fitav ha deliberato le sedi e le date delle gare federali che interesseranno gli atleti italiani nel 2012. Saranno oltre 120 gli appuntamenti che vedranno protagonisti i tiratori italiani sulle pedane del nostro Paese e che si affronteranno sia nelle discipline olimpiche che in quelle amatoriali.
Naturalmente, oltre a quelli di carattere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/fitav.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23794" title="fitav" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/fitav-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <strong>Consiglio Federale della Fitav </strong>ha deliberato le sedi e le date delle gare federali che interesseranno gli atleti italiani nel 2012. Saranno oltre 120 gli appuntamenti che vedranno protagonisti i tiratori italiani sulle pedane del nostro Paese e che si affronteranno sia nelle discipline olimpiche che in quelle amatoriali.</p>
<p>Naturalmente, oltre a quelli di carattere nazionale, ci saranno anche quattro appuntamenti di livello internazionale. Il nostro Paese è stato infatti scelto come sede per ospitare la<strong> 3ª Prova di Coppa del Mondo di Fossa Olimpica, Skeet e Double Trap</strong> che si svolgerà dal 1 all’8 maggio sulle pedane del <strong>Tav </strong>Concaverde di Lonato del Garda (BS), il <strong>Campionato Europeo di Fossa Universale</strong> che si terrà sempre al Tav Concaverde dal 15 al 17 di giugno, il <strong>Campionato del Mondo di tiro</strong> all’Elica che sarà ospitato dal<strong> Tav Lazio </strong>di Roma dal 20 al 24 giugno ed il consueto<strong> Gran Premio Internazionale Juniores </strong>che sarà, come sempre, ospitato dal Tav Porpetto (UD) dal 28 giugno al 1 luglio.</p>
<p>di <strong>Augusto Martellini</strong></p>
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		<title>Incidente stradale per Valentina Vezzali</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 22:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri sport]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[incidente d'auto]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Vezzali]]></category>

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		<description><![CDATA[La pluricampionessa olimpica di scherma Valentina Vezzali questo pomeriggio è stata vittima di un incidente stradale. Mentre era in viaggio verso il ritiro azzurro la fiorettista, per evitare lo scontro con un&#8217;altra auto, è finita fuori strada sbattendo con un albero. Subito soccorsa è stata immediatamente trasferita all&#8217;ospedale di Spoleto, dove è stata sottoposta a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/vezzali-oro-catania.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23782" title="vezzali-oro-catania" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/vezzali-oro-catania-300x248.jpg" alt="" width="300" height="248" /></a>La pluricampionessa olimpica di scherma Valentina Vezzali questo pomeriggio è stata vittima di un incidente stradale. Mentre era in viaggio verso il ritiro azzurro la fiorettista, per evitare lo scontro con un&#8217;altra auto, è finita fuori strada sbattendo con un albero. Subito soccorsa è stata immediatamente trasferita all&#8217;ospedale di Spoleto, dove è stata sottoposta a tutti gli esami clinici: è tutt&#8217;ora ricoverata in osservazione ma le sue condizioni sono buone.</p>
<p><em>&#8220;Valentina</em> &#8211; spiega il medico federale, Antonio Fiore &#8211; <em>ha riportato nell&#8217;impatto un trauma toracico, un colpo di frusta cervicale e un trauma addominale. Mentre per il trauma toracico e quello cervicale si escludono complicazioni, il trauma addominale necessita di ulteriori accertamenti.</em> <em>Per questo motivo è stato disposto il ricovero cautelativo in osservazione. Le condizioni generali sono comunque buone. Domani, al termine degli accertamenti, si potrà avere un quadro più chiaro&#8221;.</em></p>
<p>Tanta paura ma fortunatamente nulla di grave, la preparazione per le Olimpiadi di Londra potrà continuare senza problemi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Filippino Lippi. Imparare l’arte…e metterla da parte</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 19:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Portesio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[
È uno dei casi classici della storia, anche dell’arte. Filippino Lippi (Prato 1457 – Firenze 1504), fu  figlio d’arte in quanto il padre, il frate carmelitano Filippo, rinomato pittore, lo iniziò agli interessi artistici nella propria bottega in cui imparò a dipingere anche un certo Botticelli. Filippino (così fu chiamato proprio per distinguerlo dall’omonimo genitore), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/Foto-1-Filippo-Lippi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23777" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/Foto-1-Filippo-Lippi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È uno dei casi classici della storia, anche dell’arte. <strong>Filippino Lippi</strong> (Prato 1457 – Firenze 1504), fu  figlio d’arte in quanto il padre, il frate carmelitano <strong>Filippo</strong>, rinomato pittore, lo iniziò agli interessi artistici nella propria bottega in cui imparò a dipingere anche un certo <strong>Botticelli</strong>. Filippino (così fu chiamato proprio per distinguerlo dall’omonimo genitore), nacque dalla relazione clandestina del padre con la monaca agostiniana Lucrezia Buti e in gioventù fu a sua volta allievo dello stesso Botticelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatto sta che, …<strong>imparata l’arte</strong>, Filippino divenne così bravo da fare concorrenza ai propri maestri grazie non solo all’innata abilità pittorica, ma soprattutto alla capacità di dipingere con maggiore originalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo contemporaneo <strong>Botticelli è indubbiamente più noto agli appassionati d’arte</strong>; infatti  Filippino finì per essere parzialmente oscurato dal nome di altri illustri artisti. La mostra “<strong>Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ‘400</strong>”, curata da <strong>Alessandro Cecchi</strong>, direttore della Galleria Palatina, visitabile a Roma presso le <strong>Scuderie del Quirinale</strong> fino al 15 gennaio, racconta proprio questa storia <strong>contribuendo in modo determinante alla rivalutazione postuma delle opere di Filippino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’artista di Prato si specializzò nel dipingere personaggi dalle figure guizzanti ed inquiete e fu talmente versatile ed eclettico da riuscire ad ottenere prestigiose commissioni in varie città italiane da parte dei potenti del suo tempo. Fu lo stesso <strong>Vasari</strong> ad osannarlo come pittore dal “<strong>tanto ingegno</strong>” e dalla “<strong>vaghissima e copiosa invenzione</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione alle Scuderie è annoverabile tra i <strong>grandi eventi autunnali</strong> (l’investimento complessivo per l’allestimento è stato di 1,7 milioni di euro) e rappresenta di fatto <strong>la prima antologica dedicata al pittore toscano a più di 500 anni dalla sua morte</strong>. L’evento <strong>analizza anche i rapporti che Filippino ebbe con colui che, come anzidetto, figura tra i suoi maestri, ovvero Sandro Botticelli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso espositivo ci propone, in sei sezioni, mirabili opere dei due maestri e di alcuni pittori minori a loro collegati come <strong>Raffaellino del Garbo</strong> e <strong>Piero di Cosimo</strong> sullo sfondo della Firenze medicea del XV secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i numerosi capolavori di Filippino (esposte complessivamente in ordine cronologico 60 opere, dalle <strong>tavole</strong> agli <strong>affreschi </strong>ai <strong>disegni su carte colorate</strong>) non si può non citarne alcuni come “<strong>L’Adorazione dei Magi</strong>” del 1478-1479 proveniente dalla National Gallery di Londra, la bellissima “<strong>Madonna con bambino</strong>” del 1485, scelta come icona della mostra e la “<strong>Visione di san Bernardo</strong>” del 1485-86.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ancora la “<strong>Madonna col Bambino, San Martino e Santa Caterina d’Alessandria e i donatori</strong>” del 1493-96 e il bellissimo “<strong>Cristo in croce</strong>”, crocifisso collocabile al 1500, recentemente acquistato dal Comune di Prato ad un’asta di <strong>Christie‘s</strong> a New York.</p>
<p style="text-align: justify;">I lavori di Filippino, quasi per stimolare la curiosità dello spettatore, sono posti a raffronto con opere del suo maestro, amico, <strong>ma anche “rivale” Botticelli</strong>, come in particolare la rarissima “<strong>Derelitta</strong>” del 1470-72, eccezionale prestito dei <strong>Principi Pallavicini</strong> di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Sta di fatto che all’inizio del XVI secolo <strong>l’allievo Filippino era già in grado di tener testa al maestro</strong>, almeno stando al successo decretatogli dal mercato e dai mecenati del tempo. Addirittura, a differenza di Botticelli che morì quasi in disgrazia, Filippino poteva permettersi di rifiutare ghiotte commesse in quanto troppo oberato di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo spettatore e a tutti gli amanti dell’arte il compito di stabilire le proprie preferenze tra Filippino  e Sandro e valutare se uno dei due primeggi sull’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Filippino Lippi fu in ogni caso un <strong>vero grande artista dalla personalità bizzarra</strong> e fu maestro di modernità. Nei trentaquattro anni della sua attività ci ha lasciato autentici capolavori in cui spicca la melanconica grazia delle sue figure che la mostra alle Scuderie ci consente di ammirare in tutto il loro splendore.</p>
<p style="text-align: justify;">Significativo infine che la consacrazione delle sue opere si svolga proprio a Roma dove nel 1488 l’artista affrescò la <strong>Cappella Carata nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Aurora Portesio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ‘400<br />
a cura di Alessandro Cecchi<br />
dal 5 ottobre 2011 al 15 gennaio 2012<br />
Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio 16, Roma<br />
orari: da domenica a giovedì ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-22,30</p>
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		<title>Stefano Garzelli: &#8220;Il mio chiodo fisso è il Giro d’Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 15:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Massariolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[16a stagione da professionista]]></category>
		<category><![CDATA[Giro d'Italia 2000]]></category>
		<category><![CDATA[L'ex vincitore del Giro d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[stefano garzelli]]></category>
		<category><![CDATA[Team Acqua & Sapone]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Vincere una tappa ha un gusto particolare e resta nella memoria  di tutti! Poi, è chiaro, se vengono fuori altri ipotetici obiettivi come  la maglia verde .. beh si vedrà al momento&#8221;. A parlare di obiettivi, di vittorie e di classifica generale è un ragazzino di 36 anni di nome Stefano Garzelli.
L&#8217;ex vincitore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/SAL-news-Garzelli_-_Tirreno1-460x331.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23769" title="SAL-news-Garzelli_-_Tirreno1-460x331" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/SAL-news-Garzelli_-_Tirreno1-460x331-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a>&#8220;Vincere una tappa ha un gusto particolare e resta nella memoria  di tutti! Poi, è chiaro, se vengono fuori altri ipotetici obiettivi come  la maglia verde .. beh si vedrà al momento&#8221;. A parlare di obiettivi, di vittorie e di classifica generale<strong> è un ragazzino di 36 anni di nome Stefano Garzelli.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;ex vincitore del Giro d&#8217;Italia</strong> si appresta ad affrontare la sua<strong> 16a stagione da professionista </strong>con l&#8217;entusiasmo dell&#8217;esordiente. Conscio delle proprie possibilità non vuole più fare il passo più lungo della gamba e, grazie alla maturità agonistica, cercherà di sorprendere ancora per una stagione. Obiettivo Giro d&#8217;Italia: tappa, maglia verde o qualsiasi altro riconoscimento non ha importanza.</p>
<p>&#8220;Cercherò di partire bene già in avvio di stagione – ha dichiarato  Stefano – con il passare degli anni infatti ho capito che la forma è  meglio doverla gestire piuttosto che doverla inseguire. Non nascondo,  tuttavia, che <strong>il mio chiodo fisso è il Giro d’Italia.</strong> È il palcoscenico  che più amo, la corsa intorno alla quale gira tutta la mia preparazione”. Obiettivo tappa, anche se &#8220;arrivando con la forma che spero di raggiungere, potrei probabilmente  arrivare tra i primi dieci in classifica … ma chi se lo ricorda chi è  arrivato 5° o 6° al Giro?&#8221;.</p>
<p>La sua formazione (<strong>Team Acqua &amp; Sapone </strong><em>ndr</em>) è un mix tra vecchietti irresistibili e giovani di belle speranze a cui quest&#8217;anno si è aggiunto Ginanni. Garzelli considera il suo nuovo compagno di squadra &#8220;un ottimo elemento, sperando riesca a ritrovare gli stimoli giusti, come del resto, tutta l’intelaiatura della squadra è di alto livello, c’è il giusto mix di esperienza e gioventù&#8221;.</p>
<p>L&#8217;inizio della stagione agonistica è ancora lontano, ma se a 36 primavere l&#8217;entusiasmo è quello di un ragazzino non resta che salire in sella e pedalare.</p>
<p>di <strong>Antonio Massariolo<span style="color: #00ffff;"> </span></strong><span style="color: #00ffff;"><small><em>Follow me on <a href="http://twitter.com/AntonioMassario#" target="_blank">Twitte<strong>r</strong></a></em></small></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>7 milioni di donne in Italia subiscono violenza. E’ ora di parlare!</title>
		<link>http://www.italnews.info/2011/11/28/7-milioni-di-donne-in-italia-subiscono-violenza-e%e2%80%99-ora-di-parlare/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 13:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Belardinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Daphne III]]></category>
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		<description><![CDATA[Cifre allarmanti quelle sottolineate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, svoltasi lo scorso 25 novembre. Nel nostro Paese le vittime femminili arrivano a sette milioni; un numero che non deve rimanere indifferente agli occhi della gente.
Una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/daphne.bmp"><img class="alignnone size-full wp-image-23752" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/daphne.bmp" alt="" /></a>Cifre allarmanti quelle sottolineate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, svoltasi lo scorso 25 novembre. <strong>Nel nostro Paese le vittime femminili arrivano a sette milioni;</strong> un numero che non deve rimanere indifferente agli occhi della gente.</p>
<p><strong>Una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, ha subìto violenza da parte di un uomo; la fascia d’età più numerosa ad essere stata colpita comprende le giovani donne tra i 16 e i 24 anni. I maggiori responsabili delle aggressioni sono i partner, mentre tra le violenze in famiglia, i maggiori responsabili risultano gli zii. Una percentuale poi sorprendete è che il 96% delle donne non denuncia le violenze subite.</strong></p>
<p><strong>Gli ultimi dati ISTAT affermano che nel 63% dei casi ad assistere al maltrattamento sono i figli.</strong> Secondo la ricerca internazionale &#8220;Daphne III Violenza sulle donne: il danno indiretto provocato sui bambini&#8221;, (programma che mira a prevenire e a combattere ogni forma di violenza, fisica, sessuale e psicologica, nei confronti dei bambini, dei giovani e delle donne), quando i figli sono presenti alla violenza, nella donna scatta il coraggio di cercare aiuto al di fuori delle mura domestiche. I risultati provenienti dalla Facoltà di Scienze della formazione di Roma Tre in collaborazione con la cattedra Unesco di Cipro, Oradea della Romania e Presov della Slovacchia sottolineano come <strong>il danno indiretto che si reca ai giovani fino ai 15 anni di vita, può  provocare forti traumi fino a precludere al bambino il desiderio di formare in futuro una sana relazione di coppia.</strong></p>
<p>Due quindi gli obiettivi principali che devono essere raggiunti: dare voce alle donne che subiscono violenza e prevenire il danno psicologico nei confronti dei bambini che assistono alla violenza della propria madre.</p>
<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/doppia-difesa.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23757" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/doppia-difesa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <strong>USCIRE DAL SILENZIO -</strong> In Italia la scelta di molte donne di non denunciare discriminazioni, violenze e abusi è dovuta spesso alla mancanza di consapevolezza del proprio status di vittime e alla impossibilità concreta di procedere alla denuncia stessa: <strong>la lenta macchina giudiziaria spesso impone tempi di attesa tali da rendere la denuncia inutile e a volte controproducente.</strong> Altro nemico da non sottovalutare è il giudizio della comunità di riferimento. Molte donne hanno paura di parlare per l’opinione negativa e inquisitoria della gente del proprio paese o quartiere. <strong>Grazie alla Fondazione Doppia Difesa molte donne sono uscite dal silenzio</strong>. <strong>La Fondazione nasce da un incontro casuale fra la presentatrice e attrice Michelle Hunziker e l’Avvocato Giulia Bongiorno, le quali hanno scoperto di avere in comune la giusta forza e tenacia per aiutare tutti coloro che hanno subito, sul lavoro o fra le pareti domestiche, discriminazioni violenze e abusi ma che non hanno il coraggio, o le capacità, di intraprendere un percorso di denuncia.</strong></p>
<p><strong>OGGI SI CHIAMA &#8220;STALKING&#8221; –</strong> E’ una forma di violenza sempre esistita ma che solo negli ultimi anni si è riusciti ad identificare con un nome. <strong>Lo &#8220;Stalker&#8221; è colui o colei che non riesce ad accettare la chiusura di una relazione sentimentale (ma non solo) da parte di una persona importante.</strong> Il momento dell’addio non è mai accettato dallo Stalker e pertanto egli attiva a una serie di comportamenti ossessivi e orientati a riconquistare la vittima in ogni modo. &#8220;<strong><em>Nel 75% dei casi lo Stalker è uomo e nel 25% è donna. Nella maggior parte dei casi soffre di rigidità relazionale (75%), ha spesso un disturbo della personalità (20%) e in misura minore soffre di una psicopatologia grave (5%). Secondo l&#8217;Osservatorio nazionale stalking, poiché uno stalker su tre dopo la denuncia continua a perseguitare la vittima (spesso con maggiore intensità) le denunce sono in calo del 25%&#8221;</em>.</strong></p>
<p><strong>Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito </strong><a href="http://www.doppiadifesa.it/"><strong>www.doppiadifesa.it</strong></a><strong> e consultare il progetto Daphne III cliccando sul seguente link: </strong></p>
<p><a href="http://europa.eu/legislation_summaries/human_rights/fundamental_rights_within_european_union/l33600_it.htm">http://europa.eu/legislation_summaries/human_rights/fundamental_rights_within_european_union/l33600_it.htm</a></p>
<p>di <strong>Luisa Belardinelli</strong></p>
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		<title>FAO:minaccia per la sicurezza alimentare</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 13:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[FAO]]></category>
		<category><![CDATA[SOLAW]]></category>

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Il diffuso degrado e la crescente scarsità delle terre e delle risorse idriche stanno mettendo a rischio un gran numero di sistemi di produzione alimentare chiave in tutto il mondo, costituendo una seria minaccia alla possibilità di riuscire a sfamare una popolazione mondiale prevista raggiungere i 9 miliardi di persone entro il 2050, afferma un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/220_RTR2SAJQw300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23753" title="220_RTR2SAJQw300" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/220_RTR2SAJQw300-150x146.jpg" alt="" width="150" height="146" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il diffuso degrado e la crescente scarsità delle terre e delle risorse idriche stanno mettendo a rischio un gran numero di sistemi di produzione alimentare chiave in tutto il mondo, costituendo una seria minaccia alla possibilità di riuscire a sfamare una popolazione mondiale prevista raggiungere i <strong>9 miliardi</strong> di persone entro il <strong>2050,</strong> afferma un nuovo rapporto <strong>FAO</strong> pubblicato oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>Stato Mondiale delle Risorse Idriche e Fondiarie per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura</strong> (<strong>SOLAW</strong>) sottolinea che, sebbene negli ultimi 50 anni si sia registrato un notevole aumento della produzione mondiale, &#8220;<em>in troppe occasioni tali miglioramenti sono stati accompagnati da pratiche di gestione delle risorse che hanno degradato gli ecosistemi terrestri e idrici dai quali la produzione alimentare stessa dipende</em>&#8220;. Ad oggi un gran numero di tali ecosistemi &#8220;<em>sono esposti al rischio di un progressivo deterioramento della loro capacità produttiva, a causa dell&#8217;effetto congiunto di un&#8217;eccessiva pressione demografica e di usi e pratiche agricole non sostenibili</em>&#8220;, afferma il rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna regione è immune: ecosistemi a rischio si trovano in ogni parte del mondo, <strong>dalle montagne della Cordigliera Andina alle steppe dell&#8217;Asia Centrale, dal bacino fluviale del Murray-Darling al centro degli Stati Uniti</strong>. Al tempo stesso &#8211; sostiene il rapporto &#8211; poiché la consapevolezza di tali strozzature nei sistemi di risorse naturali sta sempre più aumentando, la competizione per l&#8217;accesso all&#8217;acqua e alle terre diverrà &#8220;<em>pervasiva</em>&#8220;. Tale competizione comprende tanto quella tra utilizzatori urbani ed industriali tanto quella interna allo stesso settore agricolo &#8211; tra allevamento, colture alimentari, colture non alimentari e produzione di bio-combustibili. Si prevede, inoltre, che il cambiamento climatico andrà sempre più ad alterare le condizioni meteorologiche in termini di temperature, precipitazioni e portata dei fiumi, dalle quali dipende la produzione alimentare mondiale. Di conseguenza, afferma il <strong>SOLAW</strong>, la sfida di fornire cibo a sufficienza ad un pianeta sempre più affamato non è mai stata tanto grande, specialmente nei paesi in via di sviluppo, dove terre fertili, nutrienti del suolo e risorse idriche sono più scarsi.<br />
 </p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Il rapporto SOLAW evidenzia come l&#8217;impatto complessivo di tutte queste pressioni e le conseguenti trasformazioni in campo agricolo hanno esposto alcuni sistemi produttivi al rischio di un crollo della loro integrità ambientale e della loro capacità produttiva. Questi sistemi a rischio potrebbero semplicemente non essere in grado di contribuire come previsto a soddisfare i bisogni della popolazione mondiale di qui al 2050. Le conseguenze in termini di fame e povertà sono inaccettabili. Concrete azioni risolutive devono essere prese ora</em>,&#8221; dichiara il Direttore Generale della FAO <strong>Jacques Diouf.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra il 1961 e il 2009, la superficie mondiale coltivata si è estesa del 12%, ma la produzione agricola è cresciuta del 150%, grazie ad un notevole aumento dei raccolti delle colture principali. Ma uno dei &#8220;<em>segnali d&#8217;allarme</em>&#8221; lanciati dal SOLAW è il fatto che i tassi di crescita della produzione agricola sono andati rallentando in molte aree e sono oggi pari a solo metà di quanto erano durante il periodo d&#8217;oro della Rivoluzione Verde. Nell&#8217;insieme, il rapporto dipinge il quadro di un mondo che si trova di fronte ad un sempre maggior disequilibrio tra domanda e disponibilità di terre e risorse idriche sia a livello locale che nazionale. Il numero di aree che hanno ormai quasi raggiunto i limiti della loro capacità produttiva sta aumentando rapidamente, allerta il rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il SOLAW fornisce per la prima volta una valutazione globale sullo stato delle terre del pianeta. Ben un quarto di esse è fortemente degradato. Un altro 8% è moderatamente degradato, il 36% è stabile o leggermente degradato e il 10% è classificato come &#8220;<em>in miglioramento</em>&#8220;.<br />
La definizione di degrado usata dalla FAO non fa riferimento al semplice degrado del suolo e delle risorse idriche in sé ma include anche altri aspetti degli ecosistemi colpiti, come ad esempio la perdita di biodiversità. Vaste aree in tutti i continenti stanno subendo un degrado delle terre, con un&#8217; incidenza particolarmente alta nella costa occidentale delle Americhe, nella regione mediterranea dell&#8217; Europa Meridionale e del Nord Africa, nella regione del Sahel e del Corno d&#8217;Africa, e in tutta l&#8217;Asia. La minaccia maggiore è la perdita della qualità del suolo, seguita dalla perdita di biodiversità e dall&#8217;esaurimento delle risorse idriche.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa il <strong>40%</strong> delle terre considerate degradate a livello mondiale si trova in zone con alti tassi di povertà. Tuttavia, segno che il degrado delle terre costituisce una minaccia per tutti i livelli di reddito, il <strong>30%</strong> delle terre degradate si trova in aree con livelli di povertà moderati ed il <strong>20%</strong> in aree a bassi livelli di povertà. La FAO stima che per il 2050, la popolazione e i redditi in crescita costante richiederanno un aumento del <strong>70%</strong> della produzione mondiale alimentare. Il che significa un miliardo di tonnellate di cereali e 200 milioni di tonnellate di prodotti d&#8217;allevamento da produrre in più ogni anno. &#8220;<em>Perché l&#8217;alimentazione possa migliorare e l&#8217;insicurezza alimentare e la sottonutrizione diminuire, la produzione agricola dovrà crescere in futuro più rapidamente della crescita della popolazione e dei relativi cambiamenti nei livelli di consumo</em>&#8220;, afferma il <strong>SOLAW</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La FAO ha recentemente sottolineato la sua visione sull&#8217;intensificazione sostenibile della produzione agricola nella sua pubblicazione Risparmio e crescita: <strong>un nuovo paradigma per l&#8217;agricoltura, uscita agli inizi di quest&#8217;anno</strong>. Un&#8217;altra area chiave in cui è necessario intervenire è l&#8217;aumento degli investimenti in sviluppo agricolo. Il fabbisogno di investimenti lordi per la gestione dei sistemi d&#8217;irrigazione nei paesi in via di sviluppo tra il 2007 e il 2050 è stimato intorno ad un <strong>triliardo di dollari</strong>. La protezione e lo sviluppo delle terre, la conservazione del suolo e il controllo delle alluvioni richiederanno ulteriori 160 milioni di dollari per lo stesso periodo, riporta il <strong>SOLAW</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, dovrebbe esser data maggiore attenzione non solo alle opzioni tecniche per migliorare l&#8217;efficienza e promuovere un&#8217;intensificazione sostenibile, ma anche a far si che le politiche e le istituzioni nazionali vengano modernizzate, siano coordinate tra loro e più preparate ad affrontare le nuove sfide odierne in materia di gestione dell&#8217;acqua e del suolo. Il rapporto SOLAW presenta numerosi esempi di strategie adottate in varie parti del mondo e dimostratesi vincenti, che mostrano quindi le diverse opzioni a disposizione potenzialmente replicabili altrove. Data la crescente competizione per l&#8217;uso delle risorse idriche e delle terre, l&#8217;azione decisionale degli attori coinvolti richiede necessariamente la valutazione di diversi trade-off tra una vasta gamma di beni e servizi. Questa conoscenza contribuirà ad orientare le volontà politiche, fissare le priorità ed elaborare strategie d&#8217;azione, ai più alti livelli decisionali.</p>
<p>di <strong>Salvatore Verde</strong></p>
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		<title>Yemen verso la transizione</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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Lo Yemen si avvia verso la fase di transizione che da mesi vacillava tra le mille promesse del presidente Ali Abdallah Saleh che più volte aveva detto di voler lasciare il potere senza mantenere di fatto la parola. Ora però il momento sembra essere arrivato dato l&#8217;annuncio secondo cui il leader dell&#8217;opposizione, Mohamed Basindawa, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/mohamed-basindawa-294x1941.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23741" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/mohamed-basindawa-294x1941-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>Yemen</strong> si avvia verso la fase di<strong> transizione</strong> che da mesi vacillava tra le mille promesse del presidente <strong>Ali Abdallah Saleh</strong> che più volte aveva detto di voler lasciare il potere senza mantenere di fatto la parola. Ora però il momento sembra essere arrivato dato l&#8217;annuncio secondo cui il leader dell&#8217;opposizione, <strong>Mohamed Basindawa</strong>, è stato incaricato da un decreto di<strong> formare un governo di intesa nazionale</strong> per il periodo provvisorio che precede le dimissioni del presidente Saleh previste a febbraio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il capo del governo designato aveva fatto parte dell&#8217;amministrazione di Saleh: era stato in particolare ministro degli Esteri prima di rompere, dieci anni fa, con il Cpg. Ora il suo compito è quello di formare entro due settimane un governo nella quale dovranno convivere sia il partito di Saleh, il congresso popolare generale (Cpg), che l&#8217;opposizione. Tutto come stabilito dall&#8217;<strong>accordo</strong> firmato il <strong>23 novembre</strong> a<strong> Riad</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;accordo che ha siglato l&#8217;inizio della transione, il presidente Saleh, da 33 anni al potere, ha acconsentito alla delega dei poteri al vicepresidente <strong>Abd Rabbo Mansour Hadi</strong>. In cambio ha ottenuto l&#8217;immunità e il mantenimento della carica di presidente fino a quando il proprio successore non sarà formalmente eletto.</p>
<p style="text-align: justify;">Come primo atto ufficiale, Hadi ha firmato il decreto che anticipa le elezioni presidenziali al 21 febbraio 2012, uno dei punti stabiliti dall&#8217;accordo firmato nella capitale saudita e che obbliga inoltre la formazione del governo di unità nazionale con l&#8217;opposizione, la cui guida è stata affidata a Basindawa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo essere rientrato nel Paese dall&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, Saleh ha firmato “amnistia generale per tutti coloro che hanno commesso degli errori durante la crisi”.  L&#8217;amnistia, secondo quanto afferma la tv yemenita, escluderebbe quanti sono stati coinvolti in crimini gravi e nell&#8217;assalto del 3 giugno al palazzo presidenziale nel quale Saleh rimase ferito.</p>
<p style="text-align: justify;">Forti critiche sono arrivate dall&#8217;opposizione. Firmando l&#8217;amnistia il presidente sarebbe andato in contrasto con quanto stabilito dal protocollo firmato solo pochi giorni fa. La portavoce dell&#8217;opposizione,<strong> Hurriya Mashhud,</strong> ha dichiarato che l&#8217;amnistia è una “<em>decisione in violazione con l&#8217;iniziativa dei paesi del Golfo che il presidente deleghi i suoi poteri al suo vice. Saleh non ha più il diritto di prendere tali iniziative</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se l&#8217;accordo per il trasferimento di poteri nello Yemen rappresenta il primo passo verso un nuovo governo, molte sono le ombre che rimangono. La garanzia d&#8217;impunità per il presidente Ali Abdullah Saleh e per altre autorità del paese è un dato da tenere in considerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 10 mesi, le forze di sicurezza e gruppi armati a sostegno fedeli al presidente Saleh hanno ucciso oltre 200 persone e ne hanno ferite altre migliaia nella repressione di manifestazioni prevalentemente pacifiche che si sono svolte nella capitale Sana&#8217;e e in altre città del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accordo che dovrebbe porre fine a 33 anni di presidenza di Saleh è stato giudicato da <strong>Amnesty International</strong> &#8220;<em>un affronto alle vittime delle violazioni dei diritti umani, che nega loro verità e piena riparazione</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le norme del diritto internazionale, come ad esempio la <strong>Convenzione dell&#8217;Onu contro la tortura</strong>, lo Yemen è obbligato a indagare su denunce di tortura e, se vi siano sufficienti indizi, ad avviare un processo nei confronti dei responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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		<title>Dark Horse presenta n °1</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 22:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Ruffino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venticinque anni fa una storica rivista a fumetti sconvolse il panorama fumettistico U.S.A.: si intitolava Dark Horse presents. Una pubblicazione che presentava il meglio del fumetto indipendente statunitense in un formato nuovo ed accattivante.
Adesso per festeggiare il venticinquesimo anniversario di questa storica casa editrice viene ripubblicata, con i grandi artisti che l’hanno resa celebre,  una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/DHP01.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23729" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/DHP01-140x150.jpg" alt="" width="140" height="150" /></a>Venticinque anni fa una storica<strong> rivista a fumetti</strong> sconvolse il panorama fumettistico U.S.A.: si intitolava<strong> Dark Horse presents</strong>. Una pubblicazione che presentava il <strong>meglio del fumetto indipendente</strong> statunitense in un formato nuovo ed accattivante.</p>
<p>Adesso per festeggiare il venticinquesimo anniversario di questa storica casa editrice viene ripubblicata, con i grandi artisti che l’hanno resa celebre,  una <strong>nuova versione </strong>con il contributo artistico degli stessi<strong> grandissimi autori </strong>che ne decretarono il successo anni fa.</p>
<p>In  <strong>Italia</strong> la rivista viene pubblicata dalla casa editrice<strong> Bao Publishing</strong> che è garanzia di<strong> professionalità e qualità</strong>. Quello che poteva preoccupare di questa <strong>pubblicazione trimestrale</strong> è la sua natura di <strong>rivista contenitore</strong>,  formato ormai estinto, visto l’ormai diffusissimo utilizzo di formati più moderni e vicini alle nostre esigenze come i <strong>Tp</strong> ed i <strong>volumi autoconclusivi</strong>.</p>
<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/9179078-dark-horse-presents-4-geof-darrow-variant-cover1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23734" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/9179078-dark-horse-presents-4-geof-darrow-variant-cover1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Stupisce invece come una rivista vecchio stile riesca ad essere <strong>appassionante</strong> ed incredibilmente <strong>moderna</strong>, il merito ovviamente è da attribuire agli<strong> autori presenti in questo primo numero</strong>: <strong>Frank Miller</strong> con la sua anteprima di<strong> Serse</strong> ovvero il<strong> prequel di 300</strong> (ed un’intervista), <strong>Concrete</strong> di<strong> Paul Chadwick</strong>, e poi una storia di<strong> Mike Mignola</strong> e<strong> Guy Davis</strong>, <strong>Richard Corben</strong> e tanti altri.</p>
<p>Io <strong>consiglierei</strong> questo primo numero a chi non conosce questa<strong> storica casa editrice </strong>ed a chi non ha mai letto nulla dei grandissimi autori che hanno fatto la storia della<strong> Dark Horse </strong>venticinque anni addietro e che oggi sono tra  i <strong>migliori artisti della scena fumettistica mondiale</strong>.</p>
<p>Un<strong> albo storico</strong> che riporta con coraggio il formato della rivista a fumetti dalla<strong> grande qualità editoriale</strong> e con<strong> contenuti di altissimo livello</strong>.</p>
<p>In vendita ogni tre mesi nei negozi specializzati in fumetti.</p>
<p>Dark Horse presenta n°1, brossurato, 80 pag. a colori, euro 8,50, Bao publishing.</p>
<p>Di <strong>Ruffino Renato Umberto</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>28^ Firenze Marathon: sul podio Berga Birhanu Bekele e Asha Gigi</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 18:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atletica]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Zanardi]]></category>
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		<category><![CDATA[Firenze Marathon]]></category>
		<category><![CDATA[Lungarno Pecori Giraldi]]></category>
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		<category><![CDATA[sindaco Renzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Conclusa la 28^ edizione della Firenze Marathon, che ha visto in una soleggiata domenica mattina, un numero elevato di partecipanti, che hanno provato il nuovo percorso della competizione con l&#8217;inedito start dal Lungarno Pecori Giraldi.
I primi a tagliare il traguardo sono stati due grandi atleti etiopi, Berga Birhanu Bekele, 2h09:51 tra gli uomini, e Asha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/donne_firenze20111.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23726" title="donne_firenze2011" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/donne_firenze20111-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Conclusa la 28^ edizione della <strong>Firenze Marathon</strong>, che ha visto in una soleggiata domenica mattina, un numero elevato di partecipanti, che hanno provato il nuovo percorso della competizione con l&#8217;inedito start dal <strong>Lungarno Pecori Giraldi</strong>.</p>
<p>I primi a tagliare il traguardo sono stati due <strong>grandi atleti etiopi, Berga Birhanu Bekele, 2h09:51 tra gli uomini, e Asha Gigi, 2h31:36 tra le donne. </strong>Un etiope anche sul secondo gradino del podio maschile, Hailu Seifu Gela  (2h10:17) davanti al marocchino Abdelkabir Saji. In campo femminile, seconda la marocchina dell&#8217;Audacia Record, Hanane Janat (2h34:20), mentre parla italiano il terzo posto grazie a Gloria Marconi (Corradini Excelsior Rubiera) che nella città dove è nata ha fermato il cronometro a 2h34:57.</p>
<p><strong>Come dicevamo, tanti i maratoneti, quasi 9000, tra loro anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi</strong>, che dopo aver svolto il suo ruolo da primo cittadino, si è tolto la fascia tricolore e si è unito al resto dei maratoneti (4h11:01 il suo crono finale). Non poteva mancare l&#8217;ex<strong> pilota di Formula 1, Alex Zanardi, reduce dal successo di New York</strong> e che oggi con la sua handbike ha riscritto il primato della corsa, 1h12:08.</p>
<p>Una giornata, come detto, con il sole che ha accompagnato gli atleti  42km 195 mt, già nei primi 10 km dieci gli atleti che hanno formato il gruppo di testa pilotato dall&#8217;etiope Berga Birhanu Bekele (31:04) seguito a ruota dagli eritrei Tekie e Kidane e dai keniani Rutto e Kororia. In mezzo c&#8217;è anche l&#8217;italo-marocchino Said Boudalia (Biotekna Marcon).</p>
<p style="text-align: justify;">La svolta qualche minuto dopo con il &#8220;tandem&#8221; Bekele-Seifu che si stacca fino a conquistare un margine sugli inseguitori che al 35° km (1h48:01) sarà di una ventina di secondi. Il duello tra i due etiopi si risolve a circa 1000 metri dal traguardo con Bekele che dà l&#8217;ultima sferzata all&#8217;andatura e sfila per primo all&#8217;arrivo in piazza Santa Croce in 2h09:51 davanti al connazionale Gela (2h10:17) e al marocchino Abdelkabir Saji (2h12:11), protagonista di una decisiva rimonta negli ultimi chilometri. Undicesimo e primo degli italiani Pasquale Rutigliano (SME DAR Esercito/2h22:18) con Boudalia al tredicesimo posto (2h23:26).</p>
<p>Meno tattica la prova femminile subito monopolizzata dalle etiopi Asha Gigi e Tigist Memuye, 34:41 al 10° chilometro e poi 1h12:06 alla mezza maratona, dove, quattro minuti dopo, passano anche Gloria Marconi e la marocchina Hanane Janat. Ha quindi, inizio, la fuga solitaria della Gigi (1h44:01 al 30° km) seguita dalla Memuye (1h44:55). Un vantaggio che prenderà ulteriormente quota nel percorso a seguire per stabilizzarsi al 40° dove la Gigi (2h22:32) mostra segni di stanchezza e si limita a controllare, mentre la Memuye (2h27:06) è stata ormai nettamente sopravanzata dalla Hanane (2h25:50) e dalla Marconi (2h26:45). Si finisce in quest&#8217;ordine: Gigi prima in 2h31:36 davanti ad Hanane (2h34:20), Marconi (2h34:57) e Memuye (2h36:49).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>foto (di Giancarlo Colombo/FIDAL)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>R.i.p. Gary Speed</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 17:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paradiso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando un uomo di 42 anni decide di togliersi la vita, ogni discorso legato al calcio, allo sport, a una vittoria o una sconfitta, passa in secondo piano. Oggi, domenica 27 novembre, è una giornata tragica per il footie d&#8217;Oltremanica. Gary Speed, ex giocatore di Leeds, Everton Newcastle, Bolton, Sheffield United e attuale commisario tecnico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/images-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23714" title="images-1" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/images-1.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>Quando un uomo di 42 anni decide di togliersi la vita, ogni discorso legato al calcio, allo sport, a una vittoria o una sconfitta, passa in secondo piano. Oggi, domenica 27 novembre, è una giornata tragica per il <strong>footie d&#8217;Oltremanica</strong>. <strong>Gary Speed</strong>, ex giocatore di Leeds, Everton Newcastle, Bolton, Sheffield United e attuale <strong>commisario tecnico della nazionale gallese</strong> si è tolto la vita nella propria abitazione di Chester.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un fulmine a ciel sereno che lascia esterefatto l&#8217;intero mondo del calcio. Ieri pomeriggio <strong>Speed</strong> aveva registrato presso gli studi della <strong>BBC</strong> di Manchester la trasmissione sportiva <strong>Football Focus</strong>. Insieme a Gary McAllister, suo ex compagno di squadra ai tempi del Leeds, aveva discusso di calcio, in assoluta tranquillità. Impossibile capire cosa gli sia passato nella testa nel breve tragitto che collega gli studi televisivi alla sua casa.</p>
<p style="text-align: justify;">La polizia del Cheshire alle ore 8.08 di questa mattina ha diramato un messaggio in cui rendeva noto il decesso. Accorsa sul luogo le forze dell&#8217;ordine hanno trovato un uomo di 42 anni morto impiccato. La famiglia, avvertita immediatamente, ha confermato l&#8217;identità: quel corpo era di Speedo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Immediate le reazioni degli ex colleghi. È l&#8217;incredulità il sentimento dominante per una morte illogica. Ai messaggi di cordoglio di <strong>Giggs</strong> e della federazione gallese, si aggiunge il ricordo dell&#8217;ex compagno di squadra <strong>Robbie Savage</strong>, conosciuto per la sua ruvidezza dentro il campo: &#8220;Il mondo ha perso un grande uomo. Sono devastato. Ho parlato con lui ieri mattina, perché? Abbiamo riso insieme, parlando di calcio e musica. Non capisco&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il connazionale <strong>Craig</strong> <strong>Bellamy</strong>, capitano della nazionale gallese, ha chiesto di non scendere in campo nell&#8217;incontro di questo pomeriggio tra <strong>Liverpool</strong> e <strong>Manchester City</strong>. <strong>Shay Given</strong>, portiere dell&#8217;Aston Villa, è scoppiato in lacrime durante il minuto di raccoglimento che il Liberty Stadium di Swansea gli ha dedicato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Se ne va un grandissimo del calcio britannico. Colonna del centrocampo del <strong>Leeds</strong> che nel 1991/92 trionfò in <strong>First Division</strong>, l&#8217;ultimo torneo prima dell&#8217;avvento della moderna Premier League. Speed è, per numero di presenze, <strong>terzo</strong> nella lista all time, alle spalle del connazionale <strong>Giggs</strong> e del poriere <strong>James</strong>. 85 volte in campo con la maglia del Galles, nel dicembre scorso venne nominato commissario tecnico. Di lui rimarrà, indelebile, il ricordo di mille battaglie sui campi da calcio di tutta Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>di </strong><strong>Luca Paradiso</strong></p>
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		<title>L&#8217;Egitto alla vigilia delle elezioni</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 13:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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Piazza Tahrir continua a essere animata e teatro di scontri. A partire dalle proteste di gennaio che hanno portato alla caduta del regime di Mubarak il fuoco della rivoluzione sembra non spegnersi,  alimentato da promesse mancate e da aspettative che si sono rivelate forse troppo ambiziose.
La transizione auspicata dagli egiziani, dopo anni di dittatura, verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/1d54c888f518171ba7eb415e6510a0961.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23709" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/1d54c888f518171ba7eb415e6510a0961-150x148.jpg" alt="" width="150" height="148" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piazza Tahrir</strong> continua a essere animata e teatro di scontri. A partire dalle proteste di gennaio che hanno portato alla caduta del regime di<strong> Mubarak</strong> il fuoco della rivoluzione sembra non spegnersi,  alimentato da promesse mancate e da aspettative che si sono rivelate forse troppo ambiziose.</p>
<p style="text-align: justify;">La transizione auspicata dagli egiziani, dopo anni di dittatura, verso una democrazia non riesce a trovare posto e ora che siamo alla vigilia delle elezioni le speranze si mescolano ai feriti, ai morti e alla paura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nuove manifestazioni di massa si fanno largo in questa domenica dove si continua a chiedere a gran voce le dimissioni della giunta militare e la formazione di un governo di “salute nazionale”. Gli animi sono più accesi che mai e la coalizione della gioventù della rivoluzione, nata durante le prime proteste, ha lanciato un appello sulla pagina di Facebook per riunirsi a piazza Tahrir e in tutto il paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre ci si mobilita per le strade, il <strong>Consiglio supremo delle forze armate</strong> e altre personalità influenti della scena politica portano avanti le trattative nel tentativo di trovare una soluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è chiaro che per trovare una soluzione occorerrà ascoltare il movimento di massa che da settimane fa richieste ben precise puntando il dito contro le forze militari che, secondo i manifestanti, non starebbero attuando il cambiamento tanto sperato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il capo del Consiglio militare egiziano, consapevole delle pressioni e dell&#8217;influenza che stanno avendo, ha affermato:“<em>Non permetteremo a nessun individuo o parte politica di esercitare pressioni sulle forze armate</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hussein Tantawi</strong>, incontrando alcuni giornalisti ha ribadito che il voto legislativo prenderà avvio, come previsto, domani. Tantawi ha anche affermato che la “missione” delle forze armate non cambierà nella nuova costituzione egiziana e che non ci saranno emendamenti che ne modificheranno lo status.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le personalità influenti sulla scena politica c&#8217;è soprattutto <strong>Mohamed ElBaradei</strong>, ex capo dell&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia atomica (<strong>Aiea</strong>) e <strong>Premio Nobel per la Pace</strong>, che ieri è andato a Piazza Tahrir a manifestare e ha poi annunciato di essere pronto a rinunciare alle sue ambizioni presidenziali per guidare il governo di “salvezza nazionale” chiesto dai dimostranti.</p>
<p style="text-align: justify;">ElBaradei si dice pronto ma “<em>alla condizione che il governo disponga di tutte le prerogative per gestire il periodo di transizione, ristabilire la sicurezza, rilanciare l&#8217;economia e realizzare gli obiettivi della rivoluzione egiziana</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma tutto questo non è così scontato. Quello che dovrebbe essere un periodo di transizione si sta trasformando in uno stato di disordine e di insicurezza dove la violenza torna a dilagare per le strade.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi ultimi giorni numerosi sono stati gli scontri dove ci sono stati feriti e anche morti. E ora si affaccia anche l&#8217;incubo del “<strong>cacciatore di occhi</strong>”, un poliziotto accusato di sparare mirando agli occhi dei manifestanti identificato come<strong> Mahmoud Sobhi El Shinawi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">El Shinawi avrebbe accecato finora cinque persone.Le autorità egiziane hanno avviato un&#8217;indagine nei suoi confronti e in Piazza Tahrir gira la sua foto, sui muri il suo nome e grado, con la dicitura “ricercato”.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">foto Ansa</p>
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		<title>Juve ok, Napoli pari. Il confronto è già iniziato</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 21:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paradiso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Napoli-Juventus che andrà in scena martedi prossimo al San Paolo, match rimandato per l&#8217;acquazzone che ha colpito il capoluogo partenopeo qualche settimana fa, vive il suo antipasto nel doppio posticipo di questa sera.

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/308114_225107150891142_153353974733127_505879_1855832674_n1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23705" title="308114_225107150891142_153353974733127_505879_1855832674_n" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/308114_225107150891142_153353974733127_505879_1855832674_n1-e1322344979784.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Il <strong>Napoli-Juventus</strong> che andrà in scena martedi prossimo al <strong>San Paolo</strong>, match rimandato per l&#8217;acquazzone che ha colpito il capoluogo partenopeo qualche settimana fa, vive il suo antipasto nel doppio posticipo di questa sera.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">All&#8217;<strong>Olimpico</strong> di Roma la <strong>Juventus</strong> affronta la <strong>Lazio</strong> in una sfida d&#8217;alta classifica. A Bergamo invece il <strong>Napoli</strong>, dopo la sbornia Champions, trova sulla propria strada l&#8217;<strong>Atalanta</strong> di Denis, ex mai realmente esploso ai piedi del Vesuvio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Le parole da pompiere di <strong>Conte</strong> (“Non voglio parlare di scudetto”) si scontrano con la classifica. La Juventus che arriva a Roma è la grande protagonista di questo inizio di stagione e con la Lazio è chiamata a confermare l&#8217;ottimo momento di forma che sta attraversando. I timori della vigilia legati all&#8217;indisponibilità di <strong>Pirlo</strong> vengono cancellati alla vigilia del match. Il regista bianconero recupera ed è regolarmente in campo. Ai suoi lati Conte conferma Marchisio e Vidal. Matri è l&#8217;unica punta, con Vucinic e Pepe sulle fasce. Fuori Cissè, Reja affida le chiavi dell&#8217;attacco a Klose e Rocchi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La gara è vibrante fin dall&#8217;avvio. La Juve pressa molto i biancoazzuri che con <strong>Ledesma</strong> ed <strong>Hernanes</strong> si rendono pericolosi in avvio. La Vecchia Signora ribatte con Marchisio e Pepe. La partita vive sull&#8217;equilibrio fino al 34&#8242; quando <strong>Pepe</strong>, ben imbeccato da Matri, batte <strong>Marchetti</strong>. Il vantaggio da forza ai bianconeri che controllano gli ultimi minuti del primo tempo. La ripresa si apre con <strong>Matri</strong> che conclude a lato da buona posizione. <strong>Hernanes colpisce il palo</strong> da fuori area al 60&#8242;, un minuto più tardi è Buffon a respingere la conclusione di Klose. È il momento migliore della Lazio. Reja sostituisce Rocchi con Cissè per aumentare la velocità del suo reparto offensivo. I biancocelesti accusano però la fatica e sono della Juve le migliori occasioni. Pepe chiama alla grande parata Marchetti, mentre la conclusione di <strong>Matri accarezza il palo</strong>. La Juventus gestisce gli ultimi minuti in modo autorevole, senza correre particolari rischi. Di fronte a una buona Lazio la squadra di Conte da un&#8217;altra prova di forza. Con una gara in meno i bianconeri sono davanti a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A Bergamo <strong>Mazzarri</strong> rinuncia al massiccio turnover sperimentato in altre occasioni. Rispetto alla gara di martedi contro il City trovano spazio nell&#8217;11 titolare il difensore <strong>Fernandez</strong>, i centrocampisti <strong>Dzemaili</strong> e <strong>Zuniga</strong>, l&#8217;attaccante <strong>Pandev</strong>. I nerazzurri di Colantuono si affidano al “tanque” Denis e al folletto maxi Moralez.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">È proprio l&#8217;ex tanto atteso a sbloccare, al 64&#8242;, una partita tesa e vibrante. Dopo una traversa in girata, <strong>Denis</strong> è bravo a raccogliere un rimpallo e battere De sanctis in uscita. L&#8217;Atalanta va vicina più volte al raddoppio, ma all&#8217;ultimo secondo è <strong>Cavani</strong> a riportare in equilibrio il match. La sua rete, nata da un tiro sbilenco di Lavezzi, regala un altro pareggio agli azzurri. Martedi sera, contro la Juve, serve una vittoria per non allontanarsi troppo dalla vetta della classifica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <strong>Luca Paradiso</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Colpo di scena: terminato il lockout nella NBA. A Natale ripartirà la nuova stagione</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 14:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Centenari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli appassionati di basket di tutto il pianeta possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Anche quest&#8217;anno ci sarà una stagione NBA.
Nella notte, infatti, è stato raggiunto l&#8217;accordo tra la NBA e la NBPA (l&#8217;associazione dei giocatori) dopo un&#8217;interminabile riunione durata ben 15 ore.
L’Associazione Giocatori dovrà ricostituirsi per poter poi firmare il nuovo contratto collettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/Billy-Hunter-David-Stern.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23694" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/Billy-Hunter-David-Stern-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Gli appassionati di basket di tutto il pianeta possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Anche quest&#8217;anno ci sarà una stagione NBA.<br />
Nella notte, infatti, è stato raggiunto l&#8217;accordo tra la <strong>NBA</strong> e la <strong>NBPA </strong>(l&#8217;associazione dei giocatori) dopo un&#8217;interminabile riunione durata ben 15 ore.</p>
<p style="text-align: justify">L’Associazione Giocatori dovrà ricostituirsi per poter poi firmare il nuovo contratto collettivo che dovrebbe essere pronto in una decina di giorni. Saranno necessari poi almeno altri 10-15 giorni alle franchigie per poter ricostituire i rosters, organizzare un mini-training camp e quattro-cinque partite di preseason.</p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>“Abbiamo raggiunto un’intesa di massima, dovremo ancora discutere dei dettagli, ma avremo una stagione, spero, a partire da Natale</strong></em> – ha dichiarato il commissioner <strong>David Stern</strong> alla conferenza stampa post-meeting &#8211; <em><strong>Se tutto va come deve andare, i training camps dovrebbero iniziare il 9 dicembre”.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Dall&#8217;altra parte l&#8217;executive director della NBPA<strong> Billy Hunter</strong> si dice fiducioso<em>:“Sono convinto che tutti i giocatori approveranno l’accordo. Ci sarà una conciliazione</em> (per eliminare le due class action intentate dai giocatori e che eviterà di arrivare in tribunale, ndr), <em>ora toccherà agli</em> <em>avvocati fare la loro parte”.</em></p>
<p style="text-align: justify">Sembra, dunque, che i giocatori abbiano accettato una percentuale sui ricavi compresa tra il <strong>50 e il 51%</strong>, mentre nei prossimi giorni dovranno essere definiti gli accordi sul cosiddetto<strong> “sistema”</strong> il cui obiettivo sarà quello di garantire equità competitiva andando a colpire le franchigie che supereranno la <strong>luxury tax.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Per quanto riguarda il nuovo calendario, si prevede una regular season da <strong>66 partite a partire dal giorno di Natale, il 25 dicembre.<br />
</strong>E il programma della prima giornata assicura spettacolo sin dall&#8217;inizio con le grandi sfide <strong>Boston Celtics-New York Knicks, Miami Heat-Dallas Mavs e Chicago Bulls-Los Angeles Lakers.<br />
</strong>Inoltre, fonti provenienti dagli USA, confermano che <strong>l&#8217;All Star Game di Orlando</strong> sarà regolarmente disputato il weekend dal 24 al 26 febbraio.</p>
<p style="text-align: justify">Vanno ancora chiarite le situazioni dei molti giocatori NBA sbarcati in Europa come <strong>Deron Williams, Tony Parker, Nicolas Batum, Danilo</strong> <strong>Gallinari, Ty Lawson</strong>, ecc&#8230;, che, comunque, dovrebbero tornare nelle rispettive squadre. Più complicata la situazione dei giocatori approdati nel campionato cinese (<strong>Chandler, Smith, Kenyon Martin</strong> ecc&#8230;) che hanno firmato contratti che non prevedono clausole di uscita in caso di fine del lockout.</p>
<p style="text-align: justify">di <strong>Andrea Centenari<br />
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		<title>Volley: Grande Italia batte gli USA</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 12:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco DePalo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/italvolley-maschile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23687" title="Par6519338" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/11/italvolley-maschile-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Quarto successo di fila per gli azzurri, che dopo l&#8217;inizio a singhiozzo sono ormai un diesel, battendo <strong>tre set a uno i Campioni Olimpici degli Stati Uniti,</strong> con un primo set da annali finito 41-39. I ragazzi di <strong>Berruto</strong> salgono così al quarto posto con undici punti, a due lunghezze dalla <strong>Polonia</strong> e ad una dalla coppia <strong>Brasile &#8211; Russia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Indomiti, l&#8217;unico aggettivo che può descrivere i ragazzi azzurri dell&#8217;Italvolley, mai domi appunto riescono ad allungare la serata degli italiani che sono rimasti svegli per guardare la sfida contro i campioni a stelle e strisce, un primo set che ha messo in mostra tutti gli artigli di <strong>&#8220;Fox&#8221; Fei</strong> e compagni, annullare 7 palle set agli avversari, e sbagliare 8 volte il colpo del KO è un ottimo banco di prova per cuore e concentrazione, ma gli azzurri costretti ad inseguire per tutto il set, trovano la parità sui 20 punti, da quel momento l&#8217;equilibrio prende il sopravvento. Christian <strong>Savani</strong> e Michal <strong>Lasko</strong> iniziano ad insegnare pallavolo, con colpi di altissima scuola, <strong>Parodi</strong> sostituisce <strong>Zaytsev</strong> e la ricezione azzurra diventa qualcosa di perfetto, qualcosa che supera la perfezione sulla quale giace l&#8217;equilibrio del match, creando un insieme di emozioni che portano il match sul 41-39, quasi un record se nel 2003 gli azzurri di <strong>Montali</strong> non avessero chiuso la sfida con la Francia 42-40.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo parziale viene giocato dagli azzurri sulle ali dell&#8217;entusiasmo, con <strong>Parodi</strong> sempre perfetto, e <strong>Giovi</strong> che non fa rimpiangere affatto il libero titolare, un certo <strong>Bari</strong>. La chiave del set passa dalle mani di Ivan <strong>Zaytsev</strong>, rientrato a fine parziale al posto di Christian Savani, proprio lo &#8220;Zar di Russia&#8221; approfitta di un errore di <strong>Stanley</strong> e sposta nel pallottoliere la seconda pallina azzurra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo set sembra il momento opportuno per chiudere la pratica con un 3-0, ma la convinzione degli azzurri impatta sulla voglia di riscatto di <strong>Stanley</strong> e soprattutto sulla difesa a &#8220;Star and Stripes&#8221;, un marchio di fabbrica dei nostri avversari, il break iniziale di 2-3 punti viene portato fino in fondo, fino al 25-22 che mette in archivio il terzo set.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel quarto, ed ultimo parziale, le forze fresche di Emanuele <strong>Birarelli</strong>, subentrato al posto di Alessandro <strong>Fei</strong>, fanno la differenza. Il centrale di Senigallia a metà parziale riesce a non disunire la squadra, resa passiva dagli attacchi <strong>statunitensi;</strong> i suoi colpi da maestro, mettono la freccia all&#8217;Italia, che sorpassa gli avversari e vola via verso il poker.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi i ragazzi si trasferiranno a <strong>Hamamatsu</strong>, dove da domani scenderanno in campo per la terza fase, contro <strong>Argentina</strong>, <strong>Cuba</strong> e <strong>Serbia</strong>, tre avversari da brividi, ma <strong>Mastrangelo</strong> e compagni sono consci delle proprie capacità.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Marco De Palo </strong></p>
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