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May , 2012
Tuesday
 

È uno dei casi classici della storia, anche dell’arte. Filippino Lippi (Prato 1457 – Firenze 1504), fu  figlio d’arte in quanto il padre, il frate carmelitano Filippo, rinomato pittore, lo iniziò agli interessi artistici nella propria bottega in cui imparò a dipingere anche un certo Botticelli. Filippino (così fu chiamato proprio per distinguerlo dall’omonimo genitore), nacque dalla relazione clandestina del padre con la monaca agostiniana Lucrezia Buti e in gioventù fu a sua volta allievo dello stesso Botticelli.

Fatto sta che, …imparata l’arte, Filippino divenne così bravo da fare concorrenza ai propri maestri grazie non solo all’innata abilità pittorica, ma soprattutto alla capacità di dipingere con maggiore originalità.

Il suo contemporaneo Botticelli è indubbiamente più noto agli appassionati d’arte; infatti  Filippino finì per essere parzialmente oscurato dal nome di altri illustri artisti. La mostra “Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ‘400”, curata da Alessandro Cecchi, direttore della Galleria Palatina, visitabile a Roma presso le Scuderie del Quirinale fino al 15 gennaio, racconta proprio questa storia contribuendo in modo determinante alla rivalutazione postuma delle opere di Filippino.

L’artista di Prato si specializzò nel dipingere personaggi dalle figure guizzanti ed inquiete e fu talmente versatile ed eclettico da riuscire ad ottenere prestigiose commissioni in varie città italiane da parte dei potenti del suo tempo. Fu lo stesso Vasari ad osannarlo come pittore dal “tanto ingegno” e dalla “vaghissima e copiosa invenzione”.

L’esposizione alle Scuderie è annoverabile tra i grandi eventi autunnali (l’investimento complessivo per l’allestimento è stato di 1,7 milioni di euro) e rappresenta di fatto la prima antologica dedicata al pittore toscano a più di 500 anni dalla sua morte. L’evento analizza anche i rapporti che Filippino ebbe con colui che, come anzidetto, figura tra i suoi maestri, ovvero Sandro Botticelli.

Il percorso espositivo ci propone, in sei sezioni, mirabili opere dei due maestri e di alcuni pittori minori a loro collegati come Raffaellino del Garbo e Piero di Cosimo sullo sfondo della Firenze medicea del XV secolo.

Tra i numerosi capolavori di Filippino (esposte complessivamente in ordine cronologico 60 opere, dalle tavole agli affreschi ai disegni su carte colorate) non si può non citarne alcuni come “L’Adorazione dei Magi” del 1478-1479 proveniente dalla National Gallery di Londra, la bellissima “Madonna con bambino” del 1485, scelta come icona della mostra e la “Visione di san Bernardo” del 1485-86.

Ed ancora la “Madonna col Bambino, San Martino e Santa Caterina d’Alessandria e i donatori” del 1493-96 e il bellissimo “Cristo in croce”, crocifisso collocabile al 1500, recentemente acquistato dal Comune di Prato ad un’asta di Christie‘s a New York.

I lavori di Filippino, quasi per stimolare la curiosità dello spettatore, sono posti a raffronto con opere del suo maestro, amico, ma anche “rivale” Botticelli, come in particolare la rarissima “Derelitta” del 1470-72, eccezionale prestito dei Principi Pallavicini di Roma.

Sta di fatto che all’inizio del XVI secolo l’allievo Filippino era già in grado di tener testa al maestro, almeno stando al successo decretatogli dal mercato e dai mecenati del tempo. Addirittura, a differenza di Botticelli che morì quasi in disgrazia, Filippino poteva permettersi di rifiutare ghiotte commesse in quanto troppo oberato di lavoro.

Allo spettatore e a tutti gli amanti dell’arte il compito di stabilire le proprie preferenze tra Filippino  e Sandro e valutare se uno dei due primeggi sull’altro.

Filippino Lippi fu in ogni caso un vero grande artista dalla personalità bizzarra e fu maestro di modernità. Nei trentaquattro anni della sua attività ci ha lasciato autentici capolavori in cui spicca la melanconica grazia delle sue figure che la mostra alle Scuderie ci consente di ammirare in tutto il loro splendore.

Significativo infine che la consacrazione delle sue opere si svolga proprio a Roma dove nel 1488 l’artista affrescò la Cappella Carata nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva.

di Aurora Portesio

Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ‘400
a cura di Alessandro Cecchi
dal 5 ottobre 2011 al 15 gennaio 2012
Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio 16, Roma
orari: da domenica a giovedì ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-22,30

(novembre - 28 - 2011)

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