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Il Vaticano querela Benetton

By   /   18 Novembre 2011  /   Commenti disabilitati su Il Vaticano querela Benetton

Benetton ci ha abituati a campagne pubblicitarie stravaganti e spesso dissacranti. Questa volta i cartelloni pubblicitari mostrano personaggi politici e famosi, nella maggior parte uomini, mentre si baciano sulle labbra, tra questi c’è anche il Papa Benedetto XVI che bacia il capo Imam del Cairo Ahmed Mohamed el-Tayeb

Naturalmente si tratta di fotomontaggi anche perché tra molti di questi personaggi non corre assolutamente buon sangue. Ma il Vaticano ha immediatamente reagito annunciando di aver “incaricato i propri legali di intraprendere, in Italia e all’estero, le opportune azioni al fine di impedirne la circolazione, anche attraverso i mass media”, nonostante la Benetton avesse dichiarato che avrebbe ritirato l’immagine in questione.

La Segreteria di Stato vaticana, per bocca di Federico Lombardi, ha definito l’immagine “lesiva non soltanto della dignità del Papa e della chiesa cattolica, ma anche della sensibilità dei credenti”. Un portavoce egiziano della moschea al-Azhar, il cui grande Imam era ripreso a baciarsi con il Papa, ha definito la pubblicità “assurda e irresponsabile”. Il portavoce, Mahmud Azab, ha dichiarato all’agenzia Francese AFP che l’assurdità era tale che ancora non sappiamo se merita una risposta”.

Negli altri fotomontaggi il Presidente Francese, Nicolas Sarkozy, si bacia con la Tedesca Angela Merkel e il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama con il Presidente cinese Hu Jintao. Al riguardo, la Casa Bianca, tramite il portavoce, Eric Schultz, ha violentemente protestato puntando il dito su “l’uso dell’immagine del Presidente per fini commerciali”.

Non ci sono reazioni francesi, né da parte delle due Coree per il bacio tra Kim Jong Il (del Nord) e Lee Myung Bak (del Sud), né del Presidente Palestinese Mahmoud Abbas e del Premier Israeliano Benjamin Natanyahu.

Secondo Benetton lo scopo della campagna pubblicitaria era quello di “una battaglia culturale contro l’odio in tutte le sue forme”.

di Vito Di Ventura

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