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May , 2012
Tuesday
 

La polizia di New York ha sgomberato il campo che i manifestati del movimento “Occupiamo Wall Street” avevano eretto nel “Zuccotti Park”. L’ufficio del sindaco della città ha fatto sapere, tramite Twitter, che i manifestanti potranno tornare ad occupare con le loro tende il parco non appena sarà ripulito e, pertanto, lo sgombero è da considerarsi temporaneo.

Le immagini dello sgombero sono disponibili sul web e mostrano il gruppo dei manifestanti riuniti che, mentre la polizia entra nel campo, intonano lo slogan “Tutto il giorno, tutta la settimana occupiamo Wall Street!” (All day, all week Occupy Wall Street).

“Occupiamo Wall Street” è stato messo su lo scorso settembre per protestare contro le iniquità economiche ed ha ispirato dozzine di simili proteste non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo.

Le autorità e il Sindaco della città, Michael Bloomberg, sono stati pressati dai commercianti locali che hanno fortemente protestato per la presenza, da oltre 2 mesi, dell’accampamento. In precedenza c’era già stato un tentativo di sgomberare il parco. Il 12 ottobre, il sindaco Bloomberg  aveva visitato il campo e annunciato che, su richiesta dell’Ufficio di Proprietà “Brookfield”, responsabile anche del mantenimento del parco, il campo sarebbe stato sgomberato per consentire la pulizia del sito. Tuttavia, su pressioni di numerosi personaggi, tra cui il portavoce del comune e del Presidente del Distretto di Manhattan e del senatore Richard Clark, il capo esecutivo di Brookfield ritirò la richiesta di assistenza della polizia.

Il movimento “Occupiamo Wall Street” è iniziato nel “Zuccotti Park”, distretto finanziario di New York, il 9 settembre. Inizialmente, era solo uno sparuto gruppo, ma con il passare dei giorni il numero dei manifestanti si è ingrandito, accogliendo moltissimi giovani e cittadini e sorprendendo gli stessi organizzatori.

Tutti i giornali, sin dall’inizio, hanno irriso il movimento, ridicolizzando i manifestanti per non avere una specifica proposta politica e richieste concrete. Sono stati definiti “senza leader”, “senza un indirizzo preciso”,  ma proprio queste caratteristiche hanno reso popolare il movimento. Lo slogansiamo il 99 percento” sintetizza e galvanizza, esplicita molto bene quel vuoto di benessere in cui la popolazione può proiettarsi e che è cresciuto negli ultimi anni fino al punto da far riparlare della “Grande Depressione”, specialmente negli Stati Uniti.

Il Movimento “Occupiamo Wall Street” si è scagliato contro proprio l’1% della popolazione, coloro che sono considerati ricchi, preoccupati per il crescente divario economico tra questi ultimi e il resto degli Americani. Ma chi sono questi ricchi che fanno parte dell’1%? Si calcola che nel 2010 ne facevano parte circa 1,4 milioni di persone, ovvero coloro che hanno avuto un reddito minimo $ 516.633  (circa 724 mila Euro) e che, tassati al 37%,  contribuiscono a formare il 17% del reddito della nazione.

La “Dichiarazione di Occupazione”, rilasciata il 29 settembre, è ancora poco più di una generalizzata elencazione dei mali della nazione: “Hanno preso le nostre case…hanno avvelenato il nostro cibo…hanno continuamente privato i lavoratori del diritto di negoziare”, ma queste affermazioni mirano a creare una base comune, come uno schermo bianco su cui il malcontento di una elevatissimo numero di persone, “tutte le persone che si sentono oppresse dalle forze aziendali del mondo”, si possono identificare.

Le domande più frequenti che la gente si pone sono: “Cosa vogliono?, chi è l’organizzatore? chi c’è dietro di loro?”. “Occupiamo Wall Street” è il classico movimento spontaneo, ciò nonostante, ha alle spalle organizzatori astuti ma altrettanto riluttanti a esporsi. Per loro la frase “senza leader” non è un insulto ma un ideale. Comunque, l’idea originale della protesta è stata lanciata da Abdusters, un’organizzazione di comunicazione non profit fondata in Vancouver, nella Columbia Britannica, nel 1989. 

di Vito Di Ventura

(novembre - 15 - 2011)

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