Non si ha ricordo di una squadra cipriota capace di ben figurare nelle Coppe europee. Solitamente, in fase di sorteggio, abbinamenti con club dell’isola mediterranea venivano salutati con un sospiro di sollievo. Nella Champions League 2011/12, grazie anche alla tanto criticata formula-Platini, l’Apoel Nicosia sta scrivendo una nuova storia.
Il club fondato nel 1928 è alla seconda partecipazione alla fase a girone della Champions League. Nel 2009/10, dopo aver eliminato nei turni preliminari l’EB/Streymur e il Partizan Belgrado, ribaltò lo 0 a 1 subito in trasferta infliggendo un secco 3 a 1 ai danesi del Copenaghen. Un squadra cipriota era nelle nelle migliori 32 d’Europa. Una qualificazione che fece storcere il naso agli amanti del calcio-business. Come può un piccolo club come l’Apoel competere con Barcellona e Manchester United? I ciprioti, inseriti nel gruppo D in compagnia di Chelsea, Porto e Atletico Madrid, chiusero la propria avventura all’ultimo posto, con tre pareggi e altrettante sconfitte. Non tanto peggio del titolato Atletico Madrid capace di guadagnarsi la qualificazione all’Europa League solo grazie alla migliore differenza reti.
L’anno successivo l’Apoel chiuse il proprio campionato al secondo posto, cedendo ai rivali dell’Omonia Nicosia il diritto di giocarsi l’accesso al tabellone della Champions. Un’avventura finita male, contro il Salisburgo nel terzo turno preliminare.
A maggio la conquista del 21° titolo nazionale ha garantito all’Apoel un’altra chance. Le vittorie nei turni preliminari contro gli albanesi del Skenderbeu e gli slovacchi dello Slovan Bratislava hanno condotto la squadra allenata da mister Jovanovic allo spareggio playoff contro i polacchi del Wisla Cracovia. Come due anni fa il 3 a 1 casalingo, dopo la sconfitta per 1 a 0 in trasferta, ha regalato ai ciprioti l’accesso al tabellone principale.
L’urna di Nyon ha inserito l’Apoel nel gruppo G insieme a Porto, come due anni fa, Zenit e Shaktar Donetsk: girone equilibrato e quindi particolarmente difficile. Come chi non ha nulla da perdere i ciprioti hanno approcciato le gare con il giusto piglio. Vittoria casalinga sullo Zenit all’esordio, pari a Donetsk e al Dragao di Oporto. Cinque punti nelle prime tre gare. Ottimo bottino per chi era destinato a vestire il ruolo di “Cenerentola”. Ieri sera un’altra impresa contro i portoghesi detentori dell’Europa League. I ciprioti vanno avanti sul finire del primo tempo grazie al rigore realizzato da Aiton, al terzo centro in Champions. Resistono fino al 88′ agli assalti dei blasonati avversari. A 2′ dalla fine Hulk conquista e realizza il penalty del pari. Peccato per la vittoria sfumata in extremis, ma un pari contro il Porto sarebbe comunque un ottimo risultato. Invece l’Apoel non molla. Riparte e, complice un errore della difesa avversaria, trova con Manduca al 90′ la rete del 2 a 1. Tre punti che fanno dell’Apoel la nuova capolista del girone. Il sogno ottavi di finale non è più così lontano, con due gare ancora da giocare e 4 punti di distanza dal Porto attualmente terzo in classifica. E quell’ultima giornata contro lo Shaktar, attualmente ultimo e quasi escluso dai giochi, potrebbe trasformarsi in una vera festa.
di Luca Paradiso



