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May , 2012
Tuesday

Archive for ottobre, 2011

Dal 2015 il Belgio chiuderà le centrali nucleari

Posted by Armida Tondo On ottobre - 31 - 2011 Commenti disabilitati

Dal 2015 il Belgio saluterà il nucleare, questo è quello che hanno deciso i negoziatori che lavorano per la formazione del prossimo governo, un accordo che però ha ancora, determinato né il mese né il giorno del 2015 per la chiusura delle prime strutture nucleari.

Ci sono voluti due giorni d’incontri e confronti tra i negoziatori, con il coinvolgimento del prossimo primo ministro, il socialista Elio Di Rupo, per arrivare all’accordo del principio per la chiusura progressiva dei sette reattori belgi, in accordo con una legge del 2003.

Frederic Cauderlier, portavoce del Movimento riformatore, ha dichiarato: “Noi ci siamo trovati d’accordo sul fatto che dobbiamo riferirci alla legge del 2003, tuttavia sarà necessario che il Paese si doti di un piano di approvvigionamento strategico”.

Il prossimo governo definirà, al massimo entro sei mesi dopo essere entrato in funzione, un piano che permetterà di rimpiazzare le centrali con nuove fonti di energia diversa. La data per la chiusura effettiva delle prime centrali sarà fissata in seguito, in funzione del calendario sulla realizzazione di opere alternative al nucleare.

Questo dibattito è stato riavviato dopo l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima lo scorso marzo. Nel 2003 sotto lo stimolo dei partiti ecologisti al governo, il Parlamento aveva deciso una tabella di marcia per la chiusura progressiva, tra il 2015 e il 2025, dei sette reattori.

Nel 2009 il governo dell’allora premier Herman Van Rompuy, aveva terminato un accordo con Electrabel (gruppo Gdf Suez) per prolungare di altri dieci anni, i tre reattori più vecchi, che avrebbero dovuto chiudere nel 2015. Ma a fine aprile 2010 con la caduta del governo e la seguente crisi politica che ancora perdura in Belgio, hanno impedito al Parlamento di legiferare sull’argomento e l’accordo è stato abbandonato.

di Armida Tondo

In diretta dal Festival del Cinema di Roma.

Posted by Donata Carelli On ottobre - 30 - 2011 Commenti disabilitati

In tempo di crisi vince “La guerra dei bottoni”

Perdetevi nei paesaggi incantati di una campagna francese dell’alta Loira guardando questo film delicato ed impeccabile. Lasciatevi irretire dall’atmosfera sognante creata dal regista Christophe Barratier che regala cento minuti in cui molti, di certo, ricorderanno  di quando si giocava con foglie, pezzi di legno, mollette da bucato e, per l’appunto, bottoni. E’ un mondo lontano che pur non perde la sua fascinazione quello della “Guerra dei bottoni”, riuscito remake dell’omonimo film del 1961, qui riambientato nella Francia collaborazionista del generale Pétain.  Il film, applauditissimo, narra dell’ eterno conflitto tra bambini ed adolescenti di paesi vicini e confinanti, dove lo scontro è sia occasione di confronto e crescita sia il giocoso antidoto alla noia della vita lieve di campagna. Ed il gioco andrebbe avanti all’infinito se nel paese non facesse la sua comparsa “lei”, la dolce ed intrigante Violette, una bambina che per la sua eleganza ed il suo portamento porta con sé il profumo e le luci della città. Ma Violette, che in realtà si chiama Myriam, è una ragazzina ebrea, in fuga dall’orrore dei rastrellamenti, nascosta da una Laetitia Castà ancor più bella nel suo low profile. Bellissima la trovata narrativa per cui la guerra, quella vera, che solitamente divide, qui invece alimenta la pace tra bande rivali, tra innamorati distanti, tra padri e figli che non si capiscono più. Guillaume Canet, Anthony Decady , Kad Merad, tutti bravi gli attori, segno di estrema cura nella scelta del cast e del tono attribuito alla pellicola. A fronte del mondo degli adulti, come spesso accade distante ed indecifrabile, ci sono loro, i ragazzi ed uno in particolare che ruba la scena a tutti, grandi e piccoli. Si chiama Clement Godefroy, ha un viso da manuale delle giovani canaglie e la parlata e la mimica inimitabili. Un viso così fa la metà del film, tanto che in sala parte un’ovazione ad ogni inquadratura. Risentiremo parlare di lui. C’è da scommetterci. Nel frattempo, speriamo che questa bella pellicola, adatta ad un pubblico di ogni età, giunga presto nelle nostre sale.

di Donata Carelli

Alessandro Petacchi:”Corro ancora due anni a grande livello”

Posted by Antonio Massariolo On ottobre - 30 - 2011 Commenti disabilitati

38 anni e non sentirli, 38 anni ed avere ancora l’umiltà di faticare con il rischio di prendere delle gran “botte”. Per un campione non è mai facile vedere gli altri davanti a sè, ancor più se il motivo è l’età che avanza.

Alessandro Petacchi in bici campione lo è stato, ora di anni ne ha 38, la potenza è un po’ diminuita, ma la voglia di confrontarsi con i migliori è sempre più forte. Il velocista gentiluomo, chiamato così per il suo essere un gran signore sia in bici che nella vita, ha deciso di non ritirarsi, ha deciso di proseguire ancora per due stagioni.

I traguardi son sempre gli stessi, con la consapevolezza che mettere la propria ruota davanti ad un giovincello in una corsa minore potrà dare la stessa soddisfazione di vincere una Milano-Sanremo, corsa a cui certamente Petacchi non mancherà.

Intervistato dal collega Claudio Ghisalberti per La Gazzetta dello Sport, Alessandro ha dichiarato di voler continuare ancora per due anni a grandi livelli. Il velocista vive di potenza, paragonandolo forzatamente al calcio, lo sprinter è l’attaccante del ciclismo e come tutti gli attaccanti quando smette di far gol significa che è arrivato il momento d’appendere le scarpette al chiodo. Petacchi però è il Pippo Inzaghi delle due ruote, un fuoriclasse che è sempre riuscito a risorgere dopo ogni sconfitta ed infortunio.

La vita del ciclista è dura, che cosa lo faccia andare avanti non lo sa nemmeno lui, certo è che se Ale-Jet riuscisse a mettere la propria ruota davanti a quella del campione del mondo Mark Cavendish, anche per una sola e misera volta, allora quella sarebbe la foto da stampare ed incorniciare scrivendoci sopra:”la passione vince su tutto”.

di Antonio Massariolo Follow me on Twitter

Siria: Assad minaccia l’Occidente, repressione continua

Posted by Elisa Cassinelli On ottobre - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Il presidente siriano, Bashar al Assad, avverte che un’azione dell’Occidente contro la Siria causerebbe un “terremoto” e “metterebbe a fuoco l’intera regione”. “Volete vedere un altro Afghanistan, o decine di Afghanistan?”, dice senza mezzi termini in una intervista concessa al Sunday Telegraph.

I Paesi occidentali, ha affermato Assad, aumenteranno la pressione, ma la Siria è completamente diversa da Egitto, Tunisia, Yemen. La storia è diversa, la politica è diversa. “La Siria – ha aggiunto Assad – è ora il fulcro della regione. E’ la sua linea di faglia, e se si gioca col terreno si causa un terremoto. Qualsiasi problema con la Siria metterà a fuoco l’intera regione. Se il piano è di dividere la Siria, significa dividere l’intera regione”.

Le parole del presidente siriano arrivano dopo un altro week-end di repressione e di proteste. Ieri mattina blindati siriani hanno bombardato un antico quartiere di Homs. Si è trattato degli attacchi più intensi del regime che ha stretto nuovamente la morsa sulla città. Almeno 20 soldati avrebbero poi perso la vita durante gli scontri con alcuni presunti disertori.

La violenza di questi ultimi giorni ha spinto la Lega Araba a rafforzare l’appello rivolto ad Assad perchè cessi di usare la violenza contro i civili. I ministri arabi dovrebbero incontrare le autorità siriane nella giornata di oggi in Qatar proprio per spingere al dialogo governo ed opposizione. Tuttavia tra le fila dell’opposizione c’è chi non si siederà al tavolo dei colloqui se non cesseranno prima le violenze sui manifestanti.

Violenze che continuano a provocare vittime su vittime. Secondo l’Onu, nei tumulti finora sono state uccise almeno 3mila persone, tra cui quasi 200 bambini. Ma il bilancio è destinato ad aumentare giorno dopo giorno nell’inidifferenza della comunità internazionale.

I dati dell’ Osservatorio siriano per i diritti umani, Ong con base a Londra, evidenziano come stia emergendo un’insurrezione armata accanto alle proteste, essenzialmente pacifiche, che si susseguono da settimane per chiedere la fine del regime di Assad.

A Damasco, la protesta ha chiesto aiuti concreti per fermare la violenza e per la prima volta ha fatto un appello per una no-fly zone. “Non vogliamo il ripetersi dello scenario libico, ma cerchiamo modi per proteggere i civili tramite uno scudo arabo o internazionale” ha detto Muhammad Sirmini, membro del Consiglio nazionale siriano (Cns). “La No-Fly Zone limiterà le opzioni militari del regime, faciliterà le azioni dell’Esercito libero siriano e incoraggerà nuove diserzioni”.

Di Elisa Cassinelli

Al via a Capodarco di Fermo “L’anello debole”, premio dedicato ai più fragili

Posted by Luisa Belardinelli On ottobre - 30 - 2011 Commenti disabilitati

L’anello anche se è debole rimane pur sempre indispensabile. E lo sanno bene gli organizzatori della seconda edizione del Capodarco Corto Film Festival, in programma dal 3 al 6 novembre 2011.

Domani 31 ottobre è prevista la conferenza stampa al Caffè Letterario di Fermo. Sempre domani il Capodarco Corto Film Festival avrà una vetrina anche all’interno del III Salone dell’Editoria Sociale a Roma (www.editoriasociale.info) con la proiezione di alcune delle opere video.

Ventotto le opere finaliste, divise in cinque categorie: 6 per la radio, 6 per la tv, 7 per i Corti della Realtà, 6 per i Corti di Fiction e 3 per i Cortissimi. Il premio, “L’anello debole” è riservato ai migliori registi, sceneggiatori e operatori e a tutti coloro che nel modo più incisivo hanno evidenziato le fragilità umane e valorizzato un tema così tanto menzionato oggi come quello della sostenibilità ambientale. Numero record dei partecipanti, ben 210, e tra le opere finaliste, 22 video sono disponibili sul sito Corriere Tv.

Da sottolineare inoltre la vastità dei temi sociali nazionali ed internazionali proposti: dalla psichiatria alla povertà, alla disoccupazione; dall’immigrazione alla disabilità alla criminalità.

Il programma prevede il 3 e il 4 novembre la proiezione di “Ruggine” del regista marchigiano Daniele Gaglianone e ‘Io sono Li’ del regista Andrea Segre. Sabato 5 novembre la serata di presentazione degli autori delle opere finaliste culminerà con un incontro con cinque protagonisti della trasmissione di Italia Uno ‘Le Iene’: Mauro Casciari, Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif), Marco Fubini, Roberto Marcanti, Angela Rafanelli. Domenica 6 avverrà la cerimonia di premiazione, presentata da Andrea Pellizzari e Daniela de Robert.

La giuria di qualità è composta da Giancarlo Santalmassi (presidente), don Vinicio Albanesi, Pino Corrias, Daniela de Robert, Andrea Pellizzari e Daniele Segre. Il punteggio della giuria di qualità verrà ponderato con quello della giuria popolare. Ai vincitori, verrà assegnato un premio in denaro e un gioiello con il simbolo del premio. Per far parte della giuria popolare, bisogna iscriversi entro il 3 novembre.

Info. www.premioanellodebole.it/GiuriaPopolare.aspx

foto di Andrea Pellizzari:  tv.mediaset.it

di Luisa Belardinelli

Afghanistan: la brigata Sassari impegnata nelle operazioni autunnali per la sicurezza e per il consenso

Posted by Ebe Pierini On ottobre - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Tempo di attività operative autunnali in Afghanistan. Le Task Forces della brigata “Sassari” hanno concluso una serie di operazioni finalizzate al consolidamento della sicurezza sul territorio e dei rapporti con la popolazione.

La Task Force South, su base 152° reggimento “Sassari”, sotto la cui responsabilità ricade la provincia di Farah, ha condotto un’attività di controllo e ricerca sul territorio che ha portato al sequestro di 100 chilogrammi di esplosivo, 1 mortaio, 4 razzi, 1 mitragliatrice Dashka calibro 12,7, 1 fucile AK 47, un cannone calibro 106, numerose munizioni e granate d’artiglieria che possono essere utilizzate per la composizione di ied, ordigni improvvisati.

All’operazione hanno partecipato forze dell’Esercito afgano (ANA), della Polizia (ANP) e un’unità statunitense. La Task Force ha distribuito medicinali, materiale scolastico e avviato il progetto per la realizzazione di un impianto d’approvvigionamento idrico nel villaggio di Lash e Jovien. L’attività è stata condotta assieme all’ Afghan National Army, l’Human Terrain Team e al direttore provinciale del Recostruction Reabilitation che, in accordo con le autorità locali, hanno scelto il villaggio su cui è stato concretizzato il progetto.

Presso il carcere femminile di Herat, il Provincia Reconstruction Team italiano, su base 3° reggimento bersaglieri, ha distribuito  materiali alla presenza delle autorità civili e militari della provincia. Alle 120 detenute e ai loro 80 figli attualmente presenti nella struttura, sono stati consegnati  medicinali di vari tipologia, 40 stufe per il riscaldamento e kit scolastici a ciascun bambino. Il Female Engagement Team del PRT italiano conferma così l’impegno per il miglioramento della condizione femminile nella società afgana.

di Ebe Pierini

Eurolega. Siena spazza via Lubiana, sconfitte per Cantù e Milano

Posted by Andrea Centenari On ottobre - 28 - 2011 Commenti disabilitati

Bilancio non del tutto positivo quello delle formazioni italiane impegnate nella seconda giornata di Eurolega: due sconfitte a fronte di una sola vittoria.

L’unico successo è stato quello messo a segno dalla Montepaschi Siena che ha rispettato il pronostico che la vedeva favorita nei confronti dell’Olimpia Lubiana, squadra comunque giovane e di buona prospettiva.
In pratica, la partita, non dura neanche un quarto. I ragazzi di Pianigiani, grazie ad un grande avvio sui due lati del campo chiudono il primo parziale sul 26-4.
La reazione degli sloveni nel secondo quarto riesce solo a produrre un avvicinamento a -9 grazie all’innesto, da parte di coach Filipovski, del giovane Bertans (12 punti in 16 minuti alla fine per lui).
Negli ultimi due quarti ritorna in cattedra Bo McCalebb (17 punti) che con le sue accelerazioni guida Siena al successo finale, 79-57.

Nel big match di Madrid, l’Olimpia Milano è costretta a cedere solo nell’ultimo quarto a un Real apparso più cinico nei momenti decisivi del match.
Ai milanesi non bastano le grandi prestazioni di Drew Nicholas (24 punti) e Malik Hairston (18 punti) mentre i Blancos hanno 17 punti da Rudy Fernandez e 21 da Jaycee Carroll (con 4/4 da tre punti). Il risultato finale è di 85-78 in favore del Real.

Anche per la Bennet Cantù è fatale il non perfetto ultimo quarto di gioco che consegna la vittoria al Caja Laboral per 81-69. E’ la grande prova di Mirza Teletovic, autore di 22 punti, a fare la differenza per gli spagnoli che si portano in testa al gruppo A a punteggio pieno.

Gruppo A
Caja Laboral – Bennet Cantù 81-69
Olympiacos – Fenerbahce Ulker 81-74
Nancy – Bizkaia Bilbao 87-73

Gruppo B
Unicaja Malaga – Zalgiris Kaunas 85-78
CSKA Mosca – Brose Baskets 94-74
KK Zagabria – Panathinaikos  62-81

Gruppo C
Anadolu Efes – Belgacom Spirou 79-80
Real Madrid – Emporio Armani Milano 85-78
Maccabi Tel Aviv – Partizan Belgrado 70-66

Gruppo D
Galatasaray – Unics Kazan 64-68
Montepaschi Siena – Olimpia Lubiana 79-57
Regal Barcellona – Asseco Prokom 88-61

di Andrea Centenari
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