Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Arte  >  Current Article

La scoperta della luce nell’arte del Tiepolo

By   /   24 Ottobre 2011  /   Commenti disabilitati su La scoperta della luce nell’arte del Tiepolo

Giambattista Tiepolo, celebre pittore veneziano del Settecento (1696-1770), raggiunse la propria maturità artistica con gli affreschi eseguiti a Udine tra il 1726 e il 1729 presso il Palazzo Patriarcale.

Nell’ambito del progetto “Udine città del Tiepolo”, ricco programma di eventi culturali giunto alla sua terza edizione, si inserisce quindi in modo pertinente la mostra “Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce” che sarà fruibile sino al 4 dicembre.

L’evento è ospitato presso il Salone del Parlamento del Castello di Udine ed è stato curato dal Prof. Giuseppe Pavanello, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini a Venezia e dalla conservatrice Vania Gransinigh che si sono avvalsi nell’occasione di un prestigioso comitato scientifico internazionale in cui spicca la presenza di William L. Barcham, uno dei massimi esperti dell’opera del Tiepolo.

Nel castello, secondo un ordine cronologico, sono esposti trentatre capolavori (dipinti e disegni) che nell’intento dei curatori vogliono indagare il periodo giovanile del talentuoso artista ed in particolare la produzione degli anni antecedenti al 1726, epoca dell’inizio del suo soggiorno udinese.

Di tutta rilevanza i prestiti ottenuti per allestire la mostra, con quadri giunti dal Louvre, dalla Pinacoteca di Brera, dalla Galleria Sabauda di Torino e dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Giambattista Tiepolo svolse il suo apprendistato presso la bottega del pittore Gregorio Lazzaroni, dove ebbe modo di approfondire sia i modelli della tradizione figurativa veneta del Cinquecento, sia i lavori di alcuni suoi contemporanei tra cui Federico Bencovich e Giambattista Piazzetta. Tiepolo finirà poi con il prediligere un suo linguaggio pittorico costruito sull’interpretazione luminosa dell’immagine.

Proprio l’uso della luce contraddistingue infatti l’opera del Tiepolo in tempi in cui la scienza ottica veniva arricchita dalle sperimentazioni di Newton. In particolare i dipinti esposti del maestro veneziano documentano il passaggio da una pittura inizialmente costruita nella luce attraverso fonti di illuminazione interne all’immagine, ad una tecnica pittorica in cui l’ombra si ritrae progressivamente di fronte al dominio della luce.

Quest’ultimo passaggio dell’evoluzione artistica del Tiepolo è ben visibile in particolare nelle tele ideate per Ca’ Zenobio. In mostra, tra le opere più significative del periodo giovanile dell’artista figurano “Trionfo di Aureliano”, tela dalle dimensioni monumentali del 1718 circa, “Eliodoro saccheggia il tempio” del 1726 circa e “Rea Silvia ammonita da Amulio davanti al tempio di Vesta”.

Occasione all’evidenza importante per ammirare rari capolavori del pittore “tutto spirito e fuoco”, alcuni dei quali tra l’altro esposti per la prima volta dopo un recente restauro resosi necessario a seguito di un incendio che aveva danneggiato alcune tele.

Il giovane Tiepolo.La scoperta della luce

a cura di Giuseppe Pavanello e Vania Gransinigh
dal 4 giugno al 4 dicembre
Salone del Parlamento. Castello di Udine
orari: da martedì a domenica ore 10,30-17

di Aurora Portesio

    Print       Email

You might also like...

L’importanza della storia e dell’archeologia per capire il presente

Read More →