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La Tunisia allo storico voto

By   /   23 Ottobre 2011  /   Commenti disabilitati su La Tunisia allo storico voto

Questa mattina, 9 mesi dopo la caduta del Presidente Zinedine el Abidine Ben Ali, si sono aperti i seggi per le libere elezioni, per scegliere i 217 membri del Parlamento che, a sua volta, sarà chiamato a scrivere la nuova Costituzione e a nominare il governo ad interim.

I seggi si chiuderanno questa sera alle 18 e i primi risultati si sapranno lunedì mattina. Andranno a votare circa 7 milioni di persone, mentre sono oltre cento i partiti iscritti (117), tra cui molti “indipendenti”.

I sondaggi, tuttavia, danno per vincente il partito moderato islamico “Ennahda”, ma non è certo che raggiunga la maggioranza. L’altro partito islamico, il centrista  “Partito Democratico Progressista” (PDP) rappresenta l’anima storica e raccoglie i consensi di quanti vogliono affermare i principi democratici e, tra questi, i diritti delle donne. 

Fondato negli anno ‘70, il Partito “Hizb Ennahda” o “Partito della Rinascimento” fu brutalmente soppresso dall’allora Presidente, Habib Bourguiba, e dal suo successore, con migliaia di attivisti imprigionati. Con la caduta di Ben Ali, il partito si è riorganizzato sul territorio, appoggiando una forma moderata di Islam.

Il PDP, invece, è stato fondato nel 1983 ed è stato uno dei pochi partiti di opposizione autorizzato dal regime. Guidato da Maya Jribi, la prima donna capo di un partito, il centro sinistra si presenta come difensore delle tradizioni progressiste e l’unico in grado di contrastare il partito Ennahda. Alle ultime elezioni ottenne il 10% dei consensi.

Le elezioni saranno seguite da centinaia di osservatori stranieri e, naturalmente, da tutte le principali testate giornalistiche mondiali. La madre di Mohamed Bouazizi, il giovane che si dette fuoco e che ha dato con il suo gesto origine alla rivolta e alla “Primavera araba”, ha definito la giornata odierna “una vittoria delle dignità e della libertà”. “Adesso sono felice che mio figlio abbia dato la sua vita per offrire al Paese la possibilità di lasciarsi alle spalle ingiustizie e paure e sono ottimista…auguro al mio Paese ogni bene”.

A differenza degli altri Paesi arabi, la transizione in Tunisia è avvenuta in gran parte pacificamente, grazie al fatto che il dittatore Ben Ali e la sua famiglia hanno preferito trovare rifugio in Arabia Saudita piuttosto che arroccarsi e difendersi ad oltranza, come invece, ha fatto Muammar Gheddafi, con le conseguenze che sappiamo.

Per gli osservatori della Comunità europea la campagna elettorale è stata condotta in modo trasparente cioè nel rispetto delle regole democratiche. Adesso, tutto il mondo, non solo quello arabo, guarda alla Tunisia e attende, con il fiato sospeso, che dopo i fatti di piazza e i proclami si realizzi nella sostanza la democrazia, la scelta degli uomini giusti che possano rendere concreta la vittoria “della dignità e della libertà”.

di Vito Di Ventura

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