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Torino: Incontro con il regista Amos Gitai

By   /   19 Ottobre 2011  /   Commenti disabilitati su Torino: Incontro con il regista Amos Gitai

Sabato 5 novembre sarà ufficialmente presentata al pubblico l’installazione video “Architettura della memoria”, inaugurata nei locali sotterranei della Mole Antonelliana, aperti per la prima volta al pubblico, a cura del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Per l’occasione sarà presente grande regista Amos Gitai, che nel curare l’allestimento della Mole, come in tutte le opere di Gitai, ha portato avanti il filo conduttore del rapporto fra passato e presente, fra Storia e Memoria. L’edificio dell’Antonelli che, va ricordato, è un luogo straordinario, che nasce come tempio ebraico.

L’installazione nasce come memoria rivisitata della storia della Shoah, partendo dal percorso individuale di Munio Weintraub Gitai, padre di Amos, architetto ebreo-tedesco del Bauhaus accusato di tradimento, processato ed esiliato in Svizzera prima di partire per la Palestina nel 1934. “Con questo progetto – ha dichiarato il regista israeliano – io continuo il mio personale duello con l’architettura autocratica e monumentale”, del periodo nazista. “L’architettura – afferma ancora Gitai – è carica di significati. Mio padre si era formato alla scuola Bauhaus, che proponeva un’architettura fragile, minimalista, per niente decorativa. Non è un caso che proprio il Bauhaus fu una delle prime scuole a essere chiuse quando i nazisti andarono al potere nel 1933“.

Con “Architettura della memoria” grazie ai suoni e alle immagini tratte dai numerosi suoi film, Gitai cerca di riprodurre emozioni ed esperienze che, in modi diversi, appartengono alla memoria collettiva di tutti noi. Amos Gitai è fiducioso, non crede che l’offensiva israeliana e i razzi katiusha riusciranno a trasformare radicalmente i rapporti tra ebrei e arabi ad Haifa, la città dov’è cresciuto e vive. Regista israeliano molto noto all’estero, Gitai non nasconde la sua opposizione al militarismo israeliano e condanna l’occupazione di territori arabi dichiarando: “Un giorno vorrei superare la mia condizione di regista che deve sempre confrontarsi con il tema della guerra e della violenza in questa regione, ma non credo che ciò avverrà tanto presto”.

di Armida Tondo

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