Israele ha reso noto i nomi dei 477 prigionieri palestinesi, di cui 450 uomini e 27 donne, che potrebbero essere rilasciati, nella prima fase delle trattative, in cambio di Gilad Shalit, il soldato sedicenne catturato dai Palestinesi nel 2006. L’annuncio è stato dato questa mattina dal Gabinetto del Presidente, Shimon Peres.
I prigionieri, i cui nomi in parte erano già stati annunciati da alcuni siti di Hamas, potrebbero essere liberati il prossimo martedì, mentre ulteriori 550 prigionieri sarebbero liberati dopo il rilascio del Sergente Shalit.
L’operazione è ampiamente condivisa dal popolo israeliano, ma per quanti si opponessero al progetto sarebbe possibile rivolgersi alla Corte Suprema entro 48 ore, cioè domani. Uno dei gruppi di oppositori è l’”Amalgor Terror Victims’ Association”, secondo cui in questo modo si disonorano le vittime degli attacchi e la liberazione dei prigionieri porterà ulteriori violenze e sequestri. Inoltre, secondo il gruppo, non è stato dato sufficiente tempo ai familiari delle vittime di analizzare la lista dei nomi ed esprimere un proprio parere.
La Corte Suprema discuterà la petizione domani e, molto probabilmente, nella stessa giornata prenderà una decisione.
Molti di coloro che verranno liberati sono Palestinesi arrestati per avere condotto attacchi suicidi o a fuoco. Comunque Israele ha rifiutato di rilasciare 3 figure chiavi: Marwan e Abdullah Barghouti e Ahmed Saadat.
Tra i prigionieri c’è anche Ahlam Tamimi, una donna che nel 2001 ha guidato un’auto bomba durante un attacco in un ristorante che provocò la morte di 15 persone. Alla domanda se fosse pentita o avesse rimorsi ha semplicemente risposto :” No, perché dovrei?”
Il Sergente Shalist dovrebbe essere trasferito in Egitto e da qui consegnato agli Israeliani. Hamas ha comunque paura che Israele in realtà stia organizzando una trappola. Un portavoce Ppalestinese ha dichiarato che le identità dei Palestinesi che verranno rilasciati saranno verificate prima che il pullman li porti sulle colline del Sinai dove dovrebbe avvenire lo scambio. Se tutto sarà regolare il Sergente Shalit verrà rilasciato.
Dopo la liberazione di Shalit, verranno rilasciati, in circa 2 mesi, i rimanenti 550 prigionieri, secondo i termini della mediazione egiziana. Alcuni prigionieri verranno trasferiti dal West Bank nella striscia di Gaza, mentre altri verranno inviati in esilio all’estero.
Shalit fu catturato durante un raid di militanti di Hamas infiltratisi ai confini tra la striscia di Gaza e Israele. Le sue condizioni di salute non sono note poiché è stato vietato a chiunque di fargli visita, anche alla Croce Rossa.
di Vito Di Ventura




