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Frank Miller’s Holy Terror

By   /   13 Ottobre 2011  /   Commenti disabilitati su Frank Miller’s Holy Terror

Questa recensione è sicuramente la più difficile che mi sia capitata di scrivere da quando tratto di fumetti; Holy Terror infatti parla di terrorismo islamico e lo fa con un linguaggio che definirei quasi di sfida nei confronti del terrorismo.

Per poter giudicare in maniera corretta questo volume di Frank Miller ho deciso di dividere in due parti il giudizio, quello tecnico sul fumetto e quello che definirei “etico” sui contenuti e sulle idee che Miller ha inserito nella sua graphic novel.

Miller nel realizzare questo volume sceglie di utilizzare tutte le tecniche e gli stili che lo hanno reso celebre. Tavole cinematografiche dal taglio orizzontale, intensi stacchi tra il bianco ed il nero, poche pennellate di colori per definire i protagonisti, perfino i dettagli delle suole delle scarpe richiamano al filmThe Spirit” diretto dallo stesso Miller.

Un elemento grafico che caratterizza da sempre i lavori di Miller post Sin City è la pioggia, in tutti i suoi fumetti l’effetto pioggia è presente nei momenti più drammatici ed intensi, ma, in questo suo ultimo lavoro, tale “effetto viene usato, a mio avviso, in maniera esagerata rendendo la prima parte della storia confusa e poco immediata.

Dal punto di vista dei disegni ci troviamo di fronte ad uno stile stilizzato e massiccio, più vicino a quanto visto su 300 che non allo stile minimal di Sin City. Una soluzione grafica in particolare mi è piaciuta molto. Quando il protagonista, The Fixer, parla dei tanti morti dovuti al terrorismo, ci viene mostrata in mezza pagina una griglia contenente i ritratti di gente comune, nelle pagine successive, questa griglia, si rimpiccolisce ed i volti della gente sbiadiscono scomparendo poi in maniera definitiva. Questo vorrebbe rappresentare come in tragedie con tante vittime i caduti vengano dimenticati in fretta diventando poi solo una statistica senza volto e senza storia.

La trama di Holy Terror è molto lineare: un eroe molto simile a Batman assiste ad un attacco terroristico; la sua scelta è semplice: deve impedire che un attacco simile si ripeta nella sua città. The Fixer, il protagonista, si mette sulle tracce degli attentatori in una corsa contro il tempo aiutato dalla criminale Cat Burglar (in pratica Catwoman).

Non c’è da stupirsi se i protagonisti sembrano usciti da un fumetto della DC comics. Holy terror infatti è nato come una storia di Batman, ma vista la sua natura “estrema” è stata rifiutata dai vertici della casa editrice DC; Miller comunque non si è arreso e ha scelto di pubblicarla, modificando i protagonisti, con la casa editrice Legendary.

Dal punto di vista editoriale, ci troviamo di fronte ad un bel volume cartonato, molto robusto e dagli ottimi materiali. Molto bella la copertina con un effetto speciale lucido.

Adesso passiamo al commento sui contenuti di questo Holy Terror.

Uno dei commenti ricorrenti sui forum di fumetti è che Miller è un “fascista” per via della sua visione “borderline” su determinati temi. Ovviamente questa etichetta è ridicola, ma molto spesso è più facile “marchiare”un autore invece che cercare di capire il motivo di una determinata visione della società e del mondo.

Miller non nasconde la sua avversione verso l’Islam ed i terroristi, lo mostra chiaramente con la prima frase che apre il volume. Quello che prova Miller probabilmente è quello che provano molti Americani nei confronti dei terroristi.
Ovviamente non tutti gli Americani sono della stessa idea di Miller, quello di Miller è un pensiero estremo, un pensiero che forse avrebbero condiviso in molti subito dopo l’attacco alle torri gemelle.

Sicuramente in questo fumetto non si respira il buonismo di facciata che spesso affiora in certi lavori. La visione di Frank Miller è estrema, da molti considerata da troglodita, ma è anche frutto di una frustrazione covata da tanto tempo e culminata nel 2004  con l’assassinio di  Theo Van Gogh colpevole di aver realizzato vignette contro l’Islam (a cui Miller dedica il volume).

Quello che mi lascia perplesso in questo lavoro di Frank Miller è la violenza. Violenza visiva, violenza verbale, una violenza che pervade in maniera totale tutto il volume.

Ma se il terrorismo è violenza come è possibile per Miller denunciare il terrorismo e l’estremismo con il loro stesso mezzo?

Io credo che Miller sia un “furbone”; probabilmente l’unico modo di creare un “caso” è parlare di un tema scomodo utilizzando un linguaggio forte e mettendo in mostra un’idea estrema.
Sicuramente sentiremo parlare molto a lungo di questo Holy Terror, in particolare se un produttore si prenderà l’onere di realizzare una versione cinematografica di questo libro.

Io consiglio la lettura di questo volume a tutti quelli che amano lo stile di Frank Miller e ai curiosi che vogliono leggere le idee di Miller sul terrorismo tradotte in graphic novel.

Consigliato ad un pubblico maturo.

Volume in lingua originale.

Holy Terror, Legendary, pag. 120. B\N e colori, Cartonato, $29,95

di Ruffino Renato Umberto

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