Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Ambiente  >  Current Article

FAO: rapporto sulla fame nel mondo 2011

By   /   13 October 2011  /   Comments Off

I prezzi alimentari sono destinati a rimanere sostenuti – e forse ad aumentare – e saranno caratterizzati da grande volatilità. Questo è quanto afferma il rapporto annuale sulla fame nel mondo (The State of Food Insecurity in the World), pubblicato quest’anno e redatto congiuntamente dalle tre agenzie di Roma: la FAO, (l’Organizzazione ONU per l’alimentazione e l’agricoltura), l’IFAD (il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo) ed il PAM (il Programma Alimentare Mondiale).

I più a rischio saranno i piccoli Paesi, dipendenti dalle importazioni, specialmente quelli africani.  Molti di essi stanno ancora pagando le gravi conseguenze della crisi alimentare e di quella economica del 2006-2008. Crisi come queste, compresa quella nel Corno d’Africa, “mettono a rischio i nostri sforzi per raggiungere l’obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare per il 2015 la proporzione di persone che soffrono la fame“, mettono in guardia i responsabili delle tre agenzie: Jacques Diouf della FAO, Kanayo F. Nwanze dell’IFAD e Josette Sheeran del PAM, nell’introduzione al rapporto.

Ma anche se gli obiettivi di sviluppo del millennio venissero raggiunti per il 2015, nei Paesi in via di sviluppo rimarrebbero comunque circa 600 milioni di persone sottonutrite.  E che 600 milioni di persone soffrano di fame cronica non è mai accettabile. L’intera comunità internazionale deve agire al più presto ed in modo efficace per mettere al bando l’insicurezza alimentare dal pianeta“, hanno aggiunto.

I Governi devono garantire un contesto normativo trasparente e sicuro, un contesto che promuova gli investimenti privati e faccia incrementare la produttività agricola.  Dobbiamo ridurre lo spreco di cibo nei Paesi sviluppati con l’informazione e con politiche adeguate, e ridurre le perdite nei Paesi in via di sviluppo con investimenti lungo tutta la catena alimentare, specialmente nella fase del dopo raccolto e della trasformazione alimentare.  Una gestione più sostenibile delle nostre risorse naturali, delle foreste e del patrimonio ittico è cruciale per la sicurezza alimentare dei più poveri“, hanno poi concluso.

Quest’anno il rapporto s’incentra sulla volatilità dei prezzi alimentari, identificati come uno dei principali fattori dell’insicurezza alimentare a livello globale e fonte di grave preoccupazione per la comunità internazionale. “L’aumento dei consumi alimentari nelle economie in rapida ascesa, la crescita demografica e l’ulteriore espansione dei biocombustibili pongono un ulteriore pressione sul sistema alimentare“, si legge nel rapporto. Per di più, la volatilità dei prezzi alimentari potrebbe aumentare nel prossimo decennio per lo stretto rapporto tra mercato agricolo e mercato energetico e per i sempre più frequenti fenomeni climatici estremi.

Ma l’altalena dei prezzi, fa notare il rapporto, ha colpito i Paesi, le popolazioni e le famiglie in modo assai diverso.  I più esposti sono stati i poveri e gli indigenti, particolarmente in Africa, dove il numero delle persone sottonutrite è salito dell’8 % tra il 2007 ed il 2008, mentre in Asia è rimasto pressoché costante.

Economie più forti e prezzi alimentari sostenuti rappresentano incentivi per maggiori investimenti di lungo termine nel settore agricolo, che possono contribuire a migliorare la sicurezza alimentare nel lungo periodo.  Quando gli agricoltori reagiscono all’aumento dei prezzi con un incremento della produzione è fondamentale far leva sulla loro risposta di breve termine con maggiori investimenti in agricoltura, ponendo l’accento su tutte quelle iniziative che vadano a sostegno dei piccoli contadini, che sono in molti Paesi in via di sviluppo i principali produttori di cibo. Contemporaneamente, occorrono reti di protezione sociale mirate ad alleviare l’insicurezza alimentare nel breve periodo, che devono essere programmate in anticipo, d’intesa con le popolazioni più vulnerabili.

Il rapporto sottolinea che gli investimenti in agricoltura rimangono l’elemento essenziale per una sicurezza alimentare duratura.  I settori chiave verso cui dirigere questi investimenti sono l’irrigazione, migliori pratiche di gestione della terra e lo sviluppo di sementi di migliore qualità mediante la ricerca agricola.  Questo aiuterebbe a ridurre i rischi produttivi con cui devono fare i conti gli agricoltori, specialmente quelli su piccola scala, ed a mitigare la volatilità dei prezzi.

La migliore stima della FAO sul numero delle persone che soffrono la fame rimane per il 2010 quella di 925 milioni di persone, mentre per il periodo 2006-2008 era di 850 milioni.  La metodologia usata dalla FAO per calcolare il numero di coloro che soffrono è al momento in fase di revisione, ed è per questo che il rapporto non fornisce stime per il 2011.

di Salvatore Verde

    Print       Email

You might also like...

gabry

Nel sud pontino i rifiuti reciclati varranno soldi

Read More →