La Bielorussia è l’unico Paese europeo e dell’ex Unione sovietica che ancora applica la pena capitale. Sono più di 400 le persone che sarebbero state messe a morte in Bielorussia dall’indipendenza, ottenuta nel 1991. Tuttavia il numero effettivo delle esecuzioni resta sconosciuto a causa della segretezza che circonda l’uso della pena di morte nel Paese.
In occasione delle nona giornata contro la pena di morte, Amnesty International torna a chiedere la fine delle esecuzioni capitali ponendo l’attenzione sulla Bielorussia che ancora non ha adottato nessuna moratoria per porre fine alla pena di morte nel proprio Paese.
“La Bielorussia – ha dichiarato Roseann Rife, esperta di Amnesty International sulla pena di morte - è il solo Paese in Europa che continua a pretendere di uccidere in nome della giustizia”.
Molte delle “confessioni” vengono estorte sotto tortura e maltrattamenti, utilizzate poi durante il processo per la condanna. I prigionieri che si trovano nel braccio della morte vengono a conoscenza dell’imminente esecuzione pochi istanti prima che avvenga.
Così come in molti Paesi al mondo, la pena di morte è circondata dalla segretezza. Le famiglie non sono informate dell’esecuzione se non dopo che questa è avvenuta; non viene comunicato nemmeno il luogo di sepoltura del condannato.
“La crudeltà della pena capitale in Bielorussia – ha sottolineato Rife – va ben oltre la fase dell’esecuzione. Le famiglie vengono informate solo settimane o persino mesi dopo, i corpi dei prigionieri messi a morte non vengono consegnati e neanche viene reso noto dove siano stati sepolti”.
Nel 2010, sono state emesse tre nuove condanne a morte. Due uomini sono stati condannati il 14 maggio per reati commessi durante una rapina a mano armata, avvenuta a ottobre 2009. Il 20 settembre 2010, le condanne a morte sono state confermate dalla Corte suprema e la successiva richiesta di clemenza al presidente Lukashenka è stata respinta. Un uomo è stato messo a morte tra
il 14 e il 19 luglio. Il 23 settembre la famiglia è stata contattata dalla corte regionale di Grodno per la consegna dei certificati di morte. Un terzo uomo è stato condannato a morte a settembre 2010 e la sua sentenza è stata confermata a febbraio 2011.
Nel 2010 almeno 23 Paesi hanno eseguito la pena capitale per un totale di 527 esecuzioni riportate. Al primo posto c’è l’Iran con almeno 252 esecuzioni, poi la Corea del Nord con almeno 60, lo Yemen con almeno 53, gli Stati Uniti d’America con 46, l’Arabia Saudita con almeno 27. Questi dati non includono la Cina in quanto Amnesty sostiene che l’anno scorso siano state eseguite migliaia di pene capitali ma non è possibile stabilirne il numero perché la Cina considera i dati un segreto di stato. Inoltre nel 2010 in 67 Paesi sono state inflitte almeno 2024 nuove sentenze capitali.
di Elisa Cassinelli




