In Siria la prospettiva di un possibile dialogo fra il regime e l’opposizione popolare è spazzata via non solo dalla campagna di intimidazione e di violenza portata avanti dal regime di Assad ma anche dalla spaccatura che si è creata nella diplomazia internazionale, incapace di essere compatta ed efficace.
Gli sforzi diplomatici per trovare una strada comune, l’appello della comunità internazionale affinché l’Onu assumesse una posizione chiara e decisa contro la sanguinosa repressione in Siria, non hanno sortito alcun effetto.
Cina e Russia hanno posto il veto sulla risoluzione di condanna alla Siria proposta al Consiglio di sicurezza dell’Onu da alcuni Paesi europei. Nove i voti a favore del progetto di risoluzione promosso dai Paesi europei: oltre a quelli di Francia, Inghilterra, Germania, Portogallo, anche quelli di Stati Uniti, Bosnia Erzegovina, Nigeria, Gabon, Colombia. Quattro invece gli astenuti: India, Sud Africa, Libano e Brasile.
Una ‘vittoria diplomatica’ per il presidente siriano Assad che ha parlato di un giorno storico mentre i Paesi occidentali che avevano proposto la risoluzione hanno condannato il veto posto da Russia e Cina. “E’ un giorno triste per il popolo siriano”, ha detto il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, sottolineando che la Francia, con i suoi partner, aveva cercato di proporre al Consiglio di Sicurezza “un testo forte” per “rispondere alle preoccupazioni di tutti”.
Critiche anche da Washington per l’esito del confronto al Palazzo di Vetro. “Gli Stati Uniti sono furiosi per il fatto che il Consiglio di Sicurezza abbia completamente fallito”, ha commentato subito dopo il volto Susan Rice, ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite.
Cina e Russia però difendono la propria decisione. L’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, ha detto al Consiglio che Mosca si oppone con fermezza alla minaccia di sanzioni contro Damasco, e ha espresso il timore che un voto favorevole alla risoluzione potesse aprire la strada a un intervento militare come quello in Libia.
“Riteniamo inaccettabile la minaccia di un ultimatum per arrivare a imporre sanzioni contro la Siria. Questo approccio è contrario al principio di una pacifica risoluzione della crisi sulla base di un dialogo nazionale”, ha detto l’ambasciatore russo.
Secondo Pechino invece, una risoluzione dell’Onu non migliorerebbe la situazione in Siria: “Alcuni paesi – ha detto il portavoce della diplomazia cinese Ma Zhaoxu - hanno presentato una bozza di risoluzione per fare pressione in modo cieco e minacciare di sanzioni la Siria. Questo non aiuterebbe a migliorare la situazione”.
di Elisa Cassinelli




