22
May , 2012
Tuesday

Archive for settembre, 2011

Finale Coppa del Mondo: Alla conquista della Coppa di cristallo

Posted by Augusto Martellini On settembre - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Ecco gli otto azzurri qualificati tra i migliori 60 al mondo.

Si apre ufficialmente domani la finale del circuito di Coppa del Mondo di Trap, Skeet e Double Trap che fino a giovedì 6 ottobre vedrà i migliori 60 tiratori del pianeta darsi battaglia sulle pedane di Al Ain negli Emirati Arabi Uniti per la conquista dell’ambita Coppa di Cristallo.

Domenica 2 ottobre il via alle gare con le competizioni di Skeet maschile e femminile con 75 piattelli per tutti e subito finale per le donne. Gli uomini proseguono lunedì 3 ottobre con ulteriori 50 piattelli di qualificazione più  25 di finale per i primi sei classificati. Martedì 4 ottobre la manifestazione vedrà in pedana gli specialisti del Double Trap che affronteranno, in un unico giorno, i 150 piattelli di qualificazione ed i 50 di finale. A chiudere, mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre, sarà la gara di Fossa Olimpica.

Otto gli azzurri, cinque uomini e tre donne, che hanno acquisito il diritto a partecipare alla finale. Per lo Skeet ci saranno l’olimpionico Ennio Falco (Forestale) di Sant’Angelo in Formis (CE), oro ad Atlanta ’96, che di Coppe di Cristallo ne ha già conquistate cinque, l’ultima nel 2010 ad Izmir (TUR); Chiara Cainero (Forestale) di Cavalicco di Tavagnacco (UD), campionessa olimpica a Pechino 2008 e vincitrice del Trofeo di Cristallo nel 2006 a Granada (ESP); e Katiuscia Spada (Fiamme Oro) di Fabro (TR), titolare della Finale di Coppa del 2010.

Nel Double Trap saremo rappresentati da Daniele Di Spigno (Fiamme Oro) di Terracina (LT), pluri-campione del mondo e vincitore di una Finale di Coppa del Mondo nel 1998 a Montecatini (PT), e da Marco Innocenti di Montemurlo (PO), vincitore del Trofeo di Cristallo nel 2004 a Maribor (SRB).

Infine, per il Trap, scenderanno in pedana il neo Campione del Mondo Massimo Fabbrizi (Carabinieri) di Monteprandone (AP), che cercherà di conquistare la sua prima Coppa, così come Rodolfo Viganò (Forestale) di Castello d’Agogna (PV) e Jessica Rossi (Fiamme Oro) di Crevalcore (BO), Campionessa Europea e Mondiale 2009.

LA SQUADRA AZZURRA DI SKEET
Senior: Ennio Falco. Ladies: Chiara Cainero e Katiuscia Spada. Commissario Tecnico: Francesco Fazi.
LA SQUADRA AZZURRA DI DOUBLE TRAP
Senior: Daniele Di Spigno e Marco Innocenti. Commissario Tecnico: Mirco Cenci.
LA SQUADRA AZZURRA DI FOSSA OLIMPICA
Senior: Massimo Fabbrizi e Rodolfo Viganò). Ladies: Jessica Rossi. Commissario Tecnico: Albano Pera.

di Augusto Martellini

La Svizzera dice stop al nucleare

Posted by Elisa Cassinelli On settembre - 29 - 2011 1 COMMENT

In seguito al disastro di Fukushima molti paesi hanno rivalutato l’utilizzo del nucleare. Tra questi paesi c’è anche la Svizzera che ha deciso di fermare il nucleare e per questo sta programmando di uscire progressivamente dalla produzione di energia atomica.

 Dopo il parere favorevole del Consiglio Nazionale, anche il Consiglio degli Stati  ha approvato ieri lo stop alla realizzazione di nuove centrali. I reattori svizzeri dovranno essere chiusi entro il 2034: il primo impianto ad essere spento sarà quello di Beznau I nel 2019, seguito da Beznau II e da Muehleberg nel 2022, da Goegen nel 2029 e dalla centrale di Leibstadt nel 2034.

Secondo Doris Leuthard, ministro svizzero dell’Energia, è giunto il momento di riparare al ritardo che il Paese ha raggiunto ad oggi, puntando sulle energie rinnovabili. Il ministro si è detto convinto che si tratta di un passo necessario per preservare il futuro delle generazioni future. Soprattutto dopo il disastro di Fukushima, in Giappone, quando l’11 marzo un terribile tsunami danneggiò gravemente la centrale, producendo un’ingente fuoriuscita di materiale radioattivo.

Il testo congiunto delle due camere del parlamento federale svizzero afferma che nessuna autorizzazione sarà concessa per costruire nuove centrali atomiche. Ma aggiunge che “non sarà vietata alcuna tecnologia”: la ricerca sul nucleare infatti continuerà, ma senza costruire nuovi impianti. Almeno per il momento.

Il provvedimento dunque, contiene misure che incoraggiano le energie rinnovabili ma prevede comunque la continuazione della ricerca sul nucleare. E qui nasce una piccola polemica: la sinistra ha infatti criticato l’introduzione di questa clausola in quanto “porta solo confusione quando bisognerebbe invece lanciare un segnale chiaro all’economia per far sì che investa subito nelle energie rinnovabili”.

Tuttavia, la Svizzera  prende esempio dalla Germania che dopo Fukushina ha deciso per l’abbandono definitivo del nucleare entro il 2022 e sta prevedendo un piano di smantellamento progressivo dei 17 reattori nucleari tedeschi.

Il governo svizzero dovrà sostenere dei costi per lo fermare il nucleare: la decisione del governo si traduce in una spesa di 2,2-3,8 miliardi di franchi, vale a dire lo 0,4-0,7% del PIL nazionale annuale. Una spesa che però dovrebbe essere compensata da un incremento dell’occupazione nel settore rinnovabili e da un risparmio sull’aumento dei prezzi dell’elettricità previsto in Europa.

di Elisa Cassinelli

Donna condannata a dieci frustate perché fermata al volante… Interviene il re saudita

Posted by Armida Tondo On settembre - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Una ragazza è stata condannata alla pena di dieci frustate dal tribunale di Jeddah, per aver sfidato il divieto di guidare un’auto previsto dalla dottrina ufficiale del Paese orientale.

La condanna, dieci frustate, è la pena che il tribunale di Jeddah, in Arabia Saudita ha deciso di infliggere a una donna “colpevole” di aver sfidato il divieto di guidare un’auto. La notizia è stata resa nota da Amnesty International con un comunicato stampa: “Le frustate sono una punizione crudele in qualsiasi circostanza ma ha dell’incredibile il fatto che le autorità saudite le abbiano ordinate per punire una donna per il solo fatto che abbia guidato un’auto”, ha detto Philip Luther, che per la “Ong” internazionale per la difesa dei diritti umani si occupa del Medio Oriente e dell’Africa del nord.

Secondo Amnesty, ci sono almeno altre due donne saudite che rischiano di ricevere la stessa punizione, sempre per “reati” legati all’uso delle auto. Un’altra è in attesa di giudizio ancora al tribunale di Jeddah, mentre la terza deve comparire davanti al giudice ad al-Khobar. Appena tre giorni fa, con un annuncio a sorpresa, la monarchia saudita aveva concesso alle donne il diritto di voto e la possibilità di essere elette nei consigli municipali, che saranno rinnovati fra quattro anni.

A “salvare” la ragazza dalla condanna è intervenuto il re saudita, che ha dato segno di un nuovo gesto di apertura verso le donne dopo la storica concessione dei diritti politici di tre giorni fa. Re Abdullah ha annullato la condanna a dieci frustate inflitta a Sheima. A dare comunicazione, della sospensione della pena, con un linguaggio al di fuori dell’ufficialità, è stata una donna della famiglia reale, pare sia stata la principessa Amira Tawil: “Grazie al cielo la flagellazione di Sheima è stata annullata. Grazie al nostro re beneamato. Sono sicura che tutte le donne saudite saranno felici. Se le donne saudite, rischiano la punizione per aver cercato di esercitare il loro diritto alla libertà di movimento, questo significa che le tanto reclamizzate riforme valgono veramente poco, la decisione presa dal re, mi rassicura su imminenti modifiche che vedranno coinvolte le donne arabe”.

Il divieto per le donne di guidare un’automobile è in vigore dal 1990 e si inserisce in una serie di dure limitazioni poste alla vita delle donne e ai loro diritti che fa di Riad uno dei paesi più rigidi con l’universo femminile: senza il permesso di un familiare maschio, non possono lavorare, viaggiare e neppure recarsi dal medico. La guida dell’auto è però diventata per le donne il simbolo delle loro rivendicazioni, che vedono l’uso dell’auto, come un vero segnale di crescita e di apertura verso chi contribuisce alla crescita economica ed educativa del paese.

Dopo le rivoluzioni degli ultimi mesi, che hanno visto coinvolti più paesi arabi, le donne saudite hanno lanciato una campagna “Women2Drive” attraverso la Rete e i social network per protestare contro il divieto. Non è la prima volta che accade. Già nel 1990 alcune decine di donne dell’alta borghesia saudita, docenti universitarie, professioniste, mogli di diplomatici e uomini d’affari, avevano sfidato il divieto, che fino allora era “solo” non scritto, consuetudinario. La risposta delle autorità fu molto dura: tutte le donne coinvolte nella protesta furono arrestate e processate. In molti casi dovettero rinunciare alla propria professione e furono private del passaporto. Inoltre, il ministero dell’Interno intervenne dal punto di vista legislativo, trasformando il divieto consuetudinario in una legge. La legge che vieta alle donne di guidare un’auto da sole è una delle manifestazioni più clamorose della durezza dell’interpretazione della legge religiosa in vigore in Arabia Saudita.

di Armida Tondo

Bambole di pezza. Andrew Yang

Posted by Licia Esposto On settembre - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Ogni bambina, affascinata dalle bambole, una volta cresciuta porterà con sé il ricordo di un’infanzia passata a giocare, vestire  e coccolare le fedeli compagne di gioco.

Per questo ogni donna ha un’intima predilezione per questi giocattoli che in parte la rappresentano e se ancora credete che le bambole siano esclusivamente dei giochi infantili allora dovrete ricredervi osservando le creazioni di Andrew Yang, giovane artista e illustratore che lavora a New York.

Andrew Yang ha creato una linea di 27 bambole, tutte ispirate alla moda e vestite con i capi della collezione Spring - Summer 2012 degli stilisti più in voga, che ha chiamato “The Kouklitas”, il nome prende spunto dalla parola greca “koukla”, che significa “bambola”.

Il giovane artista, la cui bisnonna Mary Astor recitò con Humphrey Bogart nel film “Maltese Falcon” per cui vinse un oscar nel 1942, proprio nel momento in cui dubitava di poter continuare a vivere con i proventi delle sue bambole, è stato contattato da Vogue per crerare delle bambole ispirate alla moda di alcuni tra i più famosi fashion designers tra cui Riccardo Tisci di Givenchy, Alber Elbaz di Lanvin e Stefano Pilati diYSL per Barney’s NY.

Da questo importante incarico ne sono seguiti molti altri, tra cui quello della famosa rivista newyorkese The Block Magazine, la rivista distribuita in tutto il mondo che tratta di moda, design e lifestyle, che, giunta al fortunato traguardo di 20 anni di attività, ha deciso di festeggiare in maniera inusuale il suo anniversario.

Ciascuna bambola è  creata su un modello e ha un motivo particolare, viene cucita e meticolosamente riempita a mano per poi essere decorata con tessuti firmati che ricreano gli abiti che sfilano in passerella.

Le bambole ispirate ad Anna Wintour, direttrice di Vogue America dal 1988, e Grace Coddington, direttrice creativa della stessa rivista, sono rappresentazioni di pezza che risultano essere assolutamente fedeli agli originali, quasi da sembrare vive!

Ecco la particolarità di queste bambole: esse sembrano nascondere un’anima!

Vi invito a visitare il sito: http://www.kouklitas.com/ per saperne di più e per vederle tutte, l’unico lato negativo è il prezzo, costano infatti almeno mille dollari l’una!

di Licia Esposto

Venicemarathon: giro d’onore in Piazza San Marco

Posted by Armida Tondo On settembre - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Venezia è una città unica al mondo che, tra le sue particolarità, deve convivere con l’acqua alta, fenomeno sempre tenuto sotto controllo anche dagli organizzatori della Venicemarathon.

Quest’anno, per fortuna, le previsioni della marea astronomica si prospettano clementi il giorno della gara. Il tanto atteso e inedito passaggio in Piazza San Marco, mancato lo scorso anno a causa dell’acqua alta, sembra essere questa volta garantito agli oltre 7000 atleti che domenica 23 ottobre saranno al via della 26° edizione della Maratona di Venezia. Un giro d’onore in uno dei luoghi più affascinanti al mondo che farà sfilare gli atleti davanti al Museo Correr, le Procuratie, il famoso campanile e la Basilica di San Marco e la Torre dell’orologio, per poi ritornare sul percorso di gara tradizionale che da Riva degli Schiavoni giunge al traguardo in Riva Sette Martiri.

Gli organizzatori, che lo scorso anno si trovarono costretti ad allestire in meno di due ore e con estrema abilità un percorso alternativo preventivamente misurato e certificato, non hanno abbandonato il sogno di regalare agli atleti l’eccezionale passaggio in Piazza San Marco e hanno subito proposto l’iniziativa all’amministrazione Comunale che, con grande sensibilità, ha di nuovo accolto la loro richiesta. Buone le previsioni della marea astronomica per domenica 23 ottobre. È la prima volta nella storia della maratona che gli atleti sfilano in Piazza San Marco. Quest’anno sul percorso anche la Scuola Italiana Cani di Salvataggio.

Resta invariato invece il resto del tracciato tradizionale. Da Villa Pisani i maratoneti costeggeranno la Riviera del Brenta, per poi penetrare nel cuore di Mestre con il passaggio in Piazza Ferretto. Il percorso proseguirà lungo i verdi viali del Parco San Giuliano e il Ponte della Libertà. Raggiunta Venezia, inizia lo spettacolo con il lungo rettilineo delle Zattere, Punta della Dogana, l’attraversamento del Canal Grande sul ponte di barche, Piazza San Marco infine l’arrivo a Riva Sette Martiri.

I tredici ponti che i maratoneti dovranno affrontare in Venezia, da San Basilio alla Biennale, saranno ricoperti anche quest’anno dalle rampe di legno che ne faciliteranno il passaggio, migliorando al contempo l’accessibilità e fruibilità anche da parte di portatori d’handicap. L’iniziativa, che prende il nome di “Venezia Accessibile” quando le Barriere si superano di corsa e che vede coinvolti il Comune di Venezia e Venicemarathon in collaborazione con l’autorità Portuale, garantirà per molti mesi (fino a Carnevale circa) un ampia accessibilità a gran parte della città.

Da quest’edizione il percorso sarà reso ancora più sicuro dalla S.I.C.S. (Scuola Italiana Cani Salvataggio). Da San Basilio all’arrivo, 2 unità cinofile composte da cane e padrone saranno dislocate ogni 500 metri, in contatto radio con un gommone adibito ad idro ambulanza (con a bordo un medico rianimatore ed un infermiere) e 4 moto d’acqua.

La S.I.C.S. è la più grande organizzazione nazionale dedita alla preparazione delle Unità Cinofile da salvataggio in acqua della Protezione Civile. Nata a Milano nel 1988, quella di Venezia è il riferimento per il Veneto e l’Emilia Romagna. Da tre anni, i volontari S.I.C.S. prestano servizio a Caorle e Porto Santa Margherita, dove hanno tratto in salvo ben 6 persone.

di Armida Tondo

Caffè a colazione di Laura Scarpa

Posted by Umberto Ruffino On settembre - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Ci sono volumi che fanno bene al cuore, che vanno sfogliati, studiati, apprezzati e amati.
Caffè a colazione è uno di questi volumi. Il “progetto” che ha portato alla nascita del volume è stato semplice. Nato come un .tumblr.com (un blog di immagini) si è preso il meglio delle creazioni dell’autrice, Laura Scarpa, che sono state raccolte in volume.

L’idea di base del blog e del volume è semplicemente innovativa: ogni mattina Laura mentre sorseggia il caffè realizza un disegno oppure una vignetta.
I temi trattai sono vari, si va dalle persone incontrate per le strade, ai “personaggi” che affollano le grandi città fino ad arrivare alle illustrazioni ispirate all’universo letterario creato da Lewis Carroll:  “Alice nel paese delle meraviglie”.

Una delle particolarità del volume è che le illustrazioni,  essendo tratte da un Blog, sembrano un agglomerato di fogli presi dalle pagine dei taccuini, delle agende e delle Moleskine dell’autrice.
Scrivere qualcosa su Laura Scarpa è complicato. Laura è semplicemente il fumetto in Italia! Se c’è una persona che ha lavorato sulle riviste di culto del fumetto italiano è lei, e sempre lei è stata una delle poche persone ad aver avuto l’onore di lavorare con i grandissimi del fumetto italiano.

Il talento grafico di Laura Scarpa è immenso, si passa da illustrazioni stilizzate, appena schizzate con il pennello fino ad arrivare a dei piccoli quadri dall’immenso impatto visivo.
Le tecniche ed i materiali usati dall’autrice per realizzare le sue illustrazioni variano molto, si passa dalla ruvida penna “BIC” fino ai bellissimi acquarelli passando per pennarelli e pennelli.

Dal punto di vista editoriale ci troviamo di fronte ad un prodotto curatissimo da parte della Coniglio Editore, con una carta che valorizza in maniera ottima i colori degli acquarelli di Laura, e con una bella copertina softcover con alette laterali.

Concludendo un volume bello, dedicato sia agli appassionati delle illustrazioni, sia a chi non segue in maniera continuativa il fumetto.

Consigliatissimo.

Caffè a colazione, Coniglio Editore, Euro 16,50. a colori, pagg. 256, brossurato

di Ruffino Renato Umberto

Fermato attacco contro il Pentagono

Posted by Armida Tondo On settembre - 29 - 2011 1 COMMENT

Arrestato dall’FBI, Rezwan Ferdaus, giovane americano di 27 anni, laureato in fisica alla Northwestern University di Boston. L’americano aveva preparato un attacco contro Capitol Hill e il Pentagono con una specie di droni in miniatura, piccoli aero-modellini telecomandati a distanza, carichi di esplosivo. Gli agenti federali, da tempo, tenevano sotto controllo il giovane ma solo ora, dopo l’arresto hanno reso nota l’operazione, precisando che non c’è mai stato pericolo per gli americani. A dare l’annuncio dell’arresto è stato il ministro della Giustizia del Massachusetts, Carmen M. Ortiz.

Uomini federali, sulle sue tracce del giovane dal 2010, sotto copertura avevano preso contatto con lo stesso, facendosi passare per uomini di Al Qaida, giunti in America con il compito di reclutare nuove leve per il gruppo terroristico. Il giovane capace, vista la sua preparazione, era in grado di modificare telefoni cellulari per essere usati come detonatori verso i soldati americani impegnati in Iraq e Afghanistan.

Il giovane arrestato considerato molto vicino ad Al Qaida, aveva comprato a maggio dell’anno scorso un vecchio modello, caccia Usa a reazione radiocontrollato, un F-86 Sabre degli anni 1950. Il giovane prima di essere arrestato ha ricevuto da un agente federale, il suo falso contatto con gli jihadisti, oltre 11 kg di quello che credeva fosse il potente esplosivo plastico C-4, sei mitra kalashnikov AK-47 e alcune false granate.

I federali hanno riferito, che durante gli appuntamenti precedenti all’arresto, il giovane era felice e gratificato di essere stato avvicinato dai falsi uomini di Al Qaida, inoltre, quando gli riferirono che grazie ai suoi cellulari modificati, soldati americani erano rimasti feriti e tre erano morti, la reazione del ragazzo fu: “Era esattamente quello che volevo”.

Il giovane non si era fermato solo alla modifica dei cellulari, lo stesso, mise a conoscenza i suoi falsi complici che aveva in mente un attacco contro i palazzi della politica di Washington, la sede del Dipartimento della Difesa, già colpito l’11 settembre del 2001, e la sede del parlamento, dove secondo molte testimonianze, sempre quel maledetto giorno, si sarebbe dovuto schiantare l’aereo poi precipitato in Pennsylvania. Infatti, aveva già portato a termine a Boston e Washington, nel mese di maggio 2010, un primo sopralluogo. Decidendo di fatto, che quello sarebbe stato il luogo da dove far partire i suoi «droni» in miniatura, cioe  dall’ East Potomac park, lungo il fiume della Capitale, un posto a metà strada dai suoi due obbiettivi. Poi, durante l’estate si è procurato i modellini, un F-86 guidato a distanza da un potente telecomando. In tutto questo tempo ha sempre continuato a scambiare tutte le informazioni con gli agenti federali, che lui non ha mai avuto dubbi fossero veri terroristi di Al Qaida.

Infine, la settimana scorsa, tanto era la sua cieca fiducia in questi suoi nuovi amici, che gli inviò un video in cui mostrava com’era riuscito a produrre  i cellulari detonatori, solo a quel punto sono scattate le manette. Ferdaus rischia ora una condanna complessiva all’ergastolo.

Il terrorismo è una minaccia forte, oggi come dieci anni fa – ha detto Ban ki-Moon in apertura della riunione della Commissione dei Quindici creata ad hoc dopo la strage compiuta da al Qaida nel 2001, Counter-Terrorism Committee - Decine di migliaia di persone hanno perso la vita, e le stragi compiute in questi anni continuano a minare la stabilità di intere nazioni”.

di Armida Tondo

Recent Comments

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Latina, n. 928/2010 P.I. 02597900592
La maggior parte delle immagini utilizzate sono state tratte da Internet, qualora la loro pubblicazione e il loro utilizzo violasse eventuali diritti d’autore saranno rimosse previa comunicazione.
La collaborazione con il giornale on line italnews.info è gratuita. Gli articoli e quant\'altro inviato, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. La riproduzione totale o parziale dei documenti pubblicati effettuata da parte di terzi con qualsiasi mezzo e su qualsiasi supporto idoneo alla riproduzione e trasmissione non è consentita senza il consenso scritto dell\'editore. Nel caso di articoli e note, si prega di precisare se essi sono stati inviati ad altre riviste, al fine di evitare fastidiose ripetizioni. L\'editore si riserva la facoltà di pubblicare e modificare gli articoli inviati.
E\' vietata la riproduzione di tutto il materiale pubblicato nella testata

Recent Comments

Tragedia durante la Coppa del Mondo di sci. Muore Nick Zoricic

On mar-10-2012
Reported by Vito DiVentura

In mostra la Roma cinquecentesca di Michelangelo e Raffaello

On gen-31-2012
Reported by Aurora Portesio

Stoffe vintage che passione!!!

On nov-17-2011
Reported by Licia Esposto

L’amore che scalda il freddo della Groenlandia

On dic-15-2010
Reported by Alga Madia
Rss Feed Tweeter button Facebook button