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Passaggio del testimone tra Folgore e Sassari in Afghanistan

By   /   29 settembre 2011  /   Commenti disabilitati su Passaggio del testimone tra Folgore e Sassari in Afghanistan

Sa vida pro sa patria. La vita per la patria. Un impegno che gli uomini della Sassari onorano ogni giorno con il proprio impegno in Italia e che assume un sapore particolare ora che si trovano ad operare in Afghanistan.

Da oggi la brigata sarda ha assunto ufficialmente il controllo del Regional Command West, il comando a guida italiana dislocato nell’ovest dell’Afghanistan.

Il passaggio del testimone tra la brigata Folgore, che rientra in Italia dopo 6 intensi mesi di missione, e la brigata Sassari è avvenuto questa mattina ad Herat alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Biagio Abrate; del comandante di Isaf, il generale John R. Allen; il governatore della città di Herat, Daud Saaba, e di molte autorità civili e militari afgane.

L’Italia è orgogliosa di voi ed è alle vostre spalle – ha esordito il generale Abrate che ha portato ai militari il saluto del ministro della Difesa La Russa – E’ un piacere e un onore rivolgermi a tutto il contingente.I risultati dei tanti sacrifici che avete compiuto sono sempre più tangibili. E’ un dato di fatto che la città di Herat è ormai già da tempo tornata nelle legittime mani dei suoi proprietari, gli afgani. A Bala Murghab avete raddoppiato l’area nella quale oggi i ragazzi afgani possono tornare a giocare sereni. E nel sud, nelle zone di Farah, di Bakwa e nel Gulistan avete aiutato le forze di sicurezza afgane ad aumentare la looro presenza. Il fatto che gli stessi cittadini afgani chiedano la presenza delle loro forze di sicurezza è forse il risultato più importante che avete saputo raggiungere – conclude – E’ il segno inequivocabile del desiderio della gente afgana di riconoscersi come popolo e di credere sempre più delle loro istituzioni”.

Lascio l’Afghanistan con la soddisfazione di aver svolto il compito e gli obiettivi prefissati – ha commentato il generale Carmine Masiello, comandante della Folgore – Sei mesi sono volati perché abbiamo lavorato tantissimo. L’obiettivo principale che siamo riusciti a concretizzare è stato quello di assicurare la crescita delle forze di sicurezza afgane. Il fatto che ora riescano ad operare in autonomia sul terreno è un segnale importante. C’è un solo obiettivo che non ho raggiunto ed è quello di riportare tutti miei uomini a casa”.

“Assicureremo la continuità rispetto alla brigata Folgore che ci ha preceduto – ha assicurato il generale Luciano Portolano, comandante della Sassari e neo comandante del Regional Command West – Nell’ovest del paese è in corso un processo di transizione che noi continueremo a sostenere. Nei prossimi 6 mesi, in linea con quanto già operato dalla Folgore, guideremo gli afgani verso la piena autonomia nella gestione del loro territorio”.

La cerimonia si è conclusa con il lancio di tre paracadutisti della Folgore che hanno fatto librare nell’aria la bandiera di Isaf, il tricolore italiano e la bandiera afgana.

E poco prima che iniziasse la cerimonia del transfert of autority, del passaggio di testimone cioè tra Folgore e Sassari, a 12 chilometri dalla base di Herat l’ennesimo attentato ai danni di una postazione dell’Afgan National Police. Una moto imbottita di esplosivo ha causato la morte di 3 persone: due donne appartenenti alla border police afgana e un civile. Nove i feriti tra cui 2 donne della border police.

Intanto negli scorsi giorni si sono svolte le cerimonie di passaggio di consegne relativamente a vari assetti del Regional Command West.

Alla guida della Task Force North, con sede a Bala Murghab il colonnello Luigi Viel ha sostituito il colonnello Marco Tuzzolino. Il 151° reggimento fanteria “Sassari” riceve il testimone dal 183° reggimento Nembo.

Il colonnello Gianluca Carai del 152° reggimento fanteria “Sassari” ha assunto la guida della Task Force South, con sede a Farah, sostituendo il colonnello Gianmarco Badialetti e il suo 187° reggimento paracadutisti Folgore.

Cambio della guardia anche per la Task Force Center, di base a Shindand. Il colonnello Francesco Randaccio, a capo del 66° reggimento fanteria aeromobile “Trieste”, prende il posto del colonnello Salvatore Daniele Patanè, comandante dell’11° reggimento bersaglieri “Ariete”.

La Task Force South East è affidata ai marinai del reggimento San Marco alla guida del capitano di vascello Giuseppe Panebianco. Hanno sostituito il 186° reggimento paracadutisti Folgore alla guida del colonnello Lorenzo Daddario.

La Task Force Lince è ora affidata al colonnello Giacinto Parrotta del 3° reggimento bersaglieri.

Alla guida della Task Force Genio il colonnello Maurizio Mascarino, che ha alle sue dipendenze gli uomini del 5° reggimento genio guastatori di Macomer e una compagnia del genio guastatori del 10° reggimento della brigata “Ariete”. Subentra al comandante Pasquale Varesano.

Cambio della guardia anche al vertice dell’Aviation Battaglion della Task Force Fenice. Il colonnello Livio Ciancarella a capo del 5° reggimento Rigel prende il posto del colonnello Bartolomeo Polidori.

Nella zona a guida italiana sono impegnati 8000 militari di 11 paesi di cui 4200 sono i militari italiani di tutte le forze armate.

La Sassari torna in Afghanistan per la seconda volta a un anno e mezzo di distanza dalla precedente missione. Molti dei militari della brigata conoscono quindi bene questo territorio. Sono pronti a proseguire il lavoro iniziato un anno e mezzo fa e poi proseguito dai loro colleghi durante questi mesi. Sanno già che l’inverno afgano sarà duro e difficilissimo, che l’impegno nelle fob, le basi avanzate e nei cop, i combact out posting, sarà gravoso e durissimo. Ma sanno anche che uniti porteranno a termine anche questa missione. Avanti forza paris.

di Ebe Pierini

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