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Svolta contro l’HIV

By   /   23 Settembre 2011  /   Commenti disabilitati su Svolta contro l’HIV

Potrebbe essere la chiave di svolta contro la malattia che ad oggi uccide ancora 1,8 milioni di persone all’anno in tutto il mondo; 33,3 milioni di individui convivono oggi col virus e, anche se non è più una notizia di primo piano, ci si ammala e si muore!

Una notizia davvero straordinaria. La ricerca è stata condotta dall’italiano Adriano Boasso, leader dell’équipe di scienziati americani ed europei dell’Imperial College di Londra, col contributo anche dell’Università di Milano.

La scoperta scientifica lascia ben sperare che finalmente si possa si possa spegnere il virus dell’HIV. Il patogeno non sarebbe più in grado di indebolire il sistema immunitario se si rimuove il colesterolo dalla membrana del virus.

Boasso ha parlato della scoperta usando una metafora militare: “Il virus così è come un esercito che ha perso le sue armi, ma che ha ancora le bandiere, così un altro esercito può riconoscerlo e attaccarlo”.

Ora si dovrà andare avanti con la ricerca e il prossimo passo dei ricercatori è ovviamente l’applicazione dei risultati per lo sviluppo di un vaccino.

È un orgoglio per noi italiani sapere, che siamo in grado di formare ricercatori altamente qualificati. Dovremmo però interrogarci sul futuro dei nostri ricercatori. Attualmente, problema che da anni affligge il nostro Paese, e non solo, si registra la grande “fuga di cervelli”.

Le indicazioni, che ad oggi ci vengono date, confermano l’esistenza di una grave fuga di cervelli dall’Italia, il sintomo più grave ed evidente del male che affligge il sistema della ricerca in un Paese. Ma come sistema della ricerca non va intesa  solo quella scientifica, bensì, più in generale e più gravemente, l’intera capacità di innovazione di un Paese. La fuga dei cervelli o il loro spreco è un fenomeno di ampie dimensioni che comprende anche chi resta in patria a svolgere un lavoro diverso da quello per cui si è formato. Questo rappresenta la misura di quanto un Paese stia smarrendo sia la visione del proprio futuro, sia la capacità stessa di pensare e progettare il futuro.

Ovviamente, via via che la fuga aumenta e si aggrava, passiamo dal sintomo di una malattia ad una malattia a sé stante. Ecco perché chiunque si sia occupato di fuga di cervelli ha paura da tempo che l’Italia sia un Paese avviato verso il declino nell’ambito della ricerca scentifica.

di Armida Tondo

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