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Intervista ad Elisabetta Melaranci

By   /   23 Settembre 2011  /   2 Comments

Elisabetta, come prima domanda un classico. Quali sono gli autori che ti hanno ispirato?

“Eh…Domanda classica ma complicata.
Mi piacciono autori molto diversi tra loro, ognuno per un motivo differente.
Diciamo che all’interno del circuito Disney i miei riferimenti massimi sono Chris Sanders, Andreas Deje ovviamente Glen Keane (originalissima).
Per il resto nutro un amore folle per Jordi Bernet e per Will Eisner (lo so, sono una nostalgica).
Ultimamente guardo e leggo molto. Ieri ho letto “Rughe” di Paco Roca (alla buonora direte voi…) e ne sono rimasta incantata.
È tutto il giorno che me lo riguardo tra un lavoro e l’altro.
L’anno scorso ho scoperto Manu Larcenet.
Anche lì è nato un amore”.

Tu sei un’ autrice di punta della scuderia Disney: quanto è stato impegnativo  arrivare a collaborare con questa prestigiosa casa editrice?

“Di tacco, preferisco!
Sulle punte non mi trovo molto a mio agio.
Entrare in Disney non è stato difficile.
Ho fatto una selezione, l’ho passata e ho cominciato il corso intensivo in Accademia.
Dopo un anno ho iniziato a lavoricchiare per lo più su properties bizzarre;  Era un periodo strano quello (stiamo parlando di circa 11 anni fa), arrivava un sacco di lavoro che nulla aveva a che fare con gli Standard o con  i Classici.
Sono stata fortunata”.
Non è tanto difficile entrare quanto restare in Disney.
Io solitamente lavoro sui personaggi classici, da Biancaneve a Rapunzel per intenderci.
Ogni anno esce un film nuovo.
Nuova “Bibbia”, nuovi personaggi da imparare, nuovo stile.
È un lavoro impegnativo che richiede un costante aggiornamento.

Visto che molti lettori potrebbero voler seguirei tuoi passi, che consigli puoi dare agli aspiranti fumettisti che ci seguono?

Al momento so che l’Accademia Disney ha chiuso i battenti.
Ciò non significa che la Disney non accoglierà più nuovi artisti ma sinceramente non so quale iter alternativo consigliare.
Ti piace disegnare?
Disegna.
Tanto.
Sempre.
Se vali prima o poi il mercato se ne accorgerà.
Non è facile, soprattutto in questo periodo di forte crisi, ma un uomo saggio disse “continua ciò che hai cominciato e forse arriverai alla cima o almeno arriverai in alto ad un punto che solo tu comprenderai non essere la cima”.
L’importante è anelare alla cima e augurarsi di non raggiungerla mai perché il giorno che pensi di esserci arrivato non hai più nulla da scalare e ti tocca scendere”.

Tra le altre cose, tu sei stata anche protagonista di una lezione di fumetto al Tunué Lab. Una bella iniziativa. Ti va di parlarcene?

“È stata una bella esperienza e loro sono stati gentilissimi.
Mi piace insegnare, mi diverte e mi permette di ripassare e rinfrescare un sacco di nozioni che col tempo si danno per scontate”.

Sul tuo blog sono presenti molti tuoi lavori, tra cui le tue “donnine”. Ci parli di queste tue illustrazioni, di come sono nate e se secondo te in futuro potrebbero diventare un art-book visto che sono molto popolari?

“Mmmm, l’idea dell’art-book mi ha sfiorata ma c’è ancora troppo poco materiale e comunque, quando lavoro per me sola preferisco non pensare a future pubblicazioni, mi mette ansia e mi toglie l’ispirazione e la libertà.
Mi è sempre piaciuto disegnare donnine, soprattutto quelle belle formose.
Lo trovo un esercizio divertente e rilassante, è un gioco.
In alcune illustrazioni invece non sono figure fini a se stesse, ma veicolano un messaggio, un appunto che scrivo\ disegno più per me stessa che per gli altri”.

A Narni, durante la fiera del fumetto, ho avuto il piacere di incontrarti allo stand NPE  dove realizzavi disegni  sul libro Wonderland.  Un volume notevole, al quale hai contribuito con splendide illustrazioni. Cosa ci puoi dire sulla realizzazione di questo libro?

“Che mi sono divertita da matti.
In primis, perché ho esordito come sceneggiatrice di me stessa (anche se la cosa mi ha procurato parecchia ansia) e poi perché mi ha dato la possibilità di conoscere un gruppo di persone interessanti che avevano molto da dire e che lo facevano in maniera totalmente libera e indipendente sia sotto il punto di vista del linguaggio che sotto quello prettamente grafico.
Non ero abituata a lavorare così.
In Disney per ovvii motivi la creatività è subordinata al modello e vincolata dal target.
Ogni step di lavorazione viene controllato e approvato”.

A quali progetti stai lavorando attualmente?

Al momento sto lavorando con il publishing americano su “Brave”, sto facendo delle tavole di prova tratte da un cartone animato in onda su Disney  Channel (non vi posso ancora dire il nome) e ad Ottobre dovrei cominciare la graphic novel del prossimo film di Tim Burton”.

Elisabetta grazie per la bella intervista.

“Grazie e voi”.

di Ruffino Renato Umberto

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2 Comments

  1. Umberto Ruffino ha detto:

    Grazie a Pierpaolo per il retroscena fieristico (d’annata visto che si parla di Expocartoon) 🙂

  2. Pierpaolo ha detto:

    Mitica Ely!!! E pensare che l’ho conosciuta cucciolotta che andava in giro per gli stand di Expocartoon vestita da Sailor moon!!! Ne ha fatta di strada! Un vero talento!

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