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Vergogna: la Regione Abruzzo si schiera contro l’orso!

By   /   22 settembre 2011  /   Commenti disabilitati

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, è costituito principalmente da un insieme di catene montuose di altitudine compresa tra i 900 e i 2.200 m s.l.m., una risorsa naturale, ma anche turistica per Abruzzo, Lazio e Molise.

Le montagne del parco presentano un paesaggio vario ed interessante in cui si alternano vette tondeggianti, tipiche dell’Appennino, a pendii dirupati dal tipico aspetto alpino. La zona centrale del parco è percorsa dal fiume Sangro, al quale affluiscono vari torrenti; nella zona più esterna defluiscono, invece, le acque del fiume Giovenco, del Melfa, del Volturno e di altri fiumi.

Uno scenario paesaggistico spettacolare, alternato a quello dei  borghi e piccoli paesi, che hanno conservato in gran parte la loro identità, caratterizzata da vicende storiche e  modi tradizionali di vita.

I comuni del parco sono 24 caratterizzati dall’insediamento accentrato in nuclei compatti situati su alture, in posizioni strategiche per l’accesso alle risorse della montagna e del fondovalle. La loro posizione ed il modello insediativo hanno permesso la conservazione dei caratteri tipici dei centri storici medievali, con vie strette e toruose e case che si sviluppano in altezza.

L’animale simbolo presente nelle alture del parco da sempre è l’orso bruno marsicano.

Il bosco rappresenta l’habitat più importante per l’orso: in esso trova rifugio, tranquillità e cibo. Trattandosi di un animale onnivoro, cioè che si nutre sia di sostanze vegetali che animali, l’orso riesce ad adattarsi a diversi tipi di habitat, purché tranquilli e sicuri.

L’orso si nutre sia di piante che di animali, anche se la sua dieta è costituita per l’80% da vegetali.

Un animale in via di estinzione, di cui il parco vanta 40 esemplari. Il simbolo del parco, ma nonostante questo la Regione Abruzzo si schiera contro l’orso a favore della caccia, un sicuro distrubo alla riproduzione di questo delicato animale in via di estinzione che ama la tranquillità.

Inoltre, la caccia risulterebbe essere un reale rischio per gli orsi presenti nei boschi del parco, che rischiano di essere accidentalmente colpiti.

In fine, legalizzare la caccia nelle zone del parco renderebbe più difficile il controllo del bracconaggio.

I WWF denuncia la decisione della Regione Abruzzo, che vota contro l’impegno per la conservazione dell’orso, rinnegando le prescrizioni poste a tutela della specie simbolo della natura italiana.

La decisione, arrivata su richiesta della Direzione Agricoltura, è stata avanzata al solo fine di permettere di aprire la caccia in questi territori proprio nel periodo in cui le femmine si trovano a dover accumulare le necessarie riserve di grasso fondamentali per la riproduzione, risorse utili alla fase del parto in tana e poi per allattare i cuccioli fino alla primavera successiva. La sopravvivenza e la capacità riproduttiva degli orsi dipende strettamente dalle possibilità di sfruttare le risorse trofiche ed è palese il disturbo causato dall’attività venatoria a questa specie come a diverse altre in un periodo così delicato della loro vita. In un momento in cui serve seriamente un impegno straordinario per la conservazione di questa popolazione di orso unica, le decisioni assunte e le scelte della politica vanno invece in direzione opposta.

Anche l’Ente Parco protesta contro la decisione presa dalla Regione Abruzzo che fa dell’orso il suo emblema nel mondo, ma che concretamente non è disposta a tutelarlo.

Una situazione che mette a disagio anche noi cittadini, che capiamo l’infinito valore delle zone verdi protette e degli animali che vi abitano  in un’epoca in cui l’inquinamento, la deforestazione e i disastri ambientali sono motivo di grande preoccupazione a livello mondiale.

Il WWF si dichiara disposto ad intervenire  in tutte le sedi nazionali ed internazionali a difesa dell’orso in Abruzzo ed ha l’appoggio di tutti noi!!!!

di Licia Esposto

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