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May , 2013
Saturday
 

È stato assassinato vicino alla sua casa di Kabul. Stiamo parlando di Burhanuddin Rabbani, una figura di primo piano negli ultimi trenta anni della vita politica afghana, esponente di spicco della resistenza antisovietica, due volte Presidente.  In questo momento era alla guida del nuovo Alto Consiglio per la pace, incaricato di stabilire contatti con i talebani e trovare delle soluzioni per mettere fine alla guerra: dunque una figura importante in questo momento storico del Paese. Rabbani aveva il difficile compito di negoziare con i talebani. Finora i suoi tentativi non avevano avuto successo.

La polizia non ha dato molte notizie sull’attentato, ha solo confermato l’uccisione di Rabbani. La polizia si è limitata a confermare l’attentato kamikaze. Fonti vicine a Rabbani, hanno informato che l’esplosione è avvenuta vicino all’ambasciata americana. Questo è il secondo attacco in una settimana all’interno della zona diplomatica di Kabul, questo a dimostrazione che non accenna a diminuire la tensione nella città.

Burhanuddin Rabbani, classe 40 nato a Faizabad, nella provincia del Badakshan, dopo gli studi alla prestigiosa università Al-Azhar del Cairo, nel 1971 assunse la direzione della Jamiat-i-Islami, nel lontano 1979, dopo l’invasione sovietica, il suo partito giocò un ruolo primario tra i mujaheddin in lotta contro l’Armata rossa, ma Rabbani fu superato in popolarità da due dei suoi condottieri: Ahmed Shah Massud, il “Leone del Panshir“, e Ismail Khan nella zona di Herat. Nel 1992, dopo il crollo del regime instaurato dai Sovietici, tornò a Kabul e divenne Presidente. Nel 1996 fu estromesso dai talebani, carica che tornò a occupare per un breve periodo alla loro cacciata, nel 2001, prima di consegnare il potere a Karzai su pressione della comunità internazionale.

Rabbani, nonostante fosse all’opposizione, da qualche tempo era stato nominato presidente dell’Alto consiglio per la pace per stabilire contatti con i talebani. La sua eliminazione è un’altra risposta clamorosa alle proposte di tregua del Governo da parte dei seguaci del Mullah Omar e di Jalaluddin Haqqani, il capo del gruppo di fuoco, oggi forse più temibile, che tiene sotto scacco Kabul con attentati a raffica.

Alla notizia dell’uccisione di Rabbani, il Presidente Hamid Karzai è rientrato da New York d’urgenza, dove si trovava per l’assemblea plenaria dell’Onu.

di Armida Tondo

(settembre - 21 - 2011)

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