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I bocciati: Gasperini e Luis Enrique

By   /   12 Settembre 2011  /   Commenti disabilitati su I bocciati: Gasperini e Luis Enrique

C’è già chi vorrebbe la loro testa e chi invece, pur ammettendo le evidenti difficoltà, è disposto a concedergli tempo. È il destino di Gasperini e Luis Enrique, tecnici di Inter e Roma finiti dopo solo una giornata sotto il fuoco della critica.

Lo spagnolo, giunto da Barcellona per portare scampoli di tiqui-taqua, ha dovuto immediatamente confrontarsi con un personaggio ingombrante: Francesco Totti. Il rapporto tra i due non è nato sotto i migliori auspici. Il tecnico pretende di considerare il Pupone un giocatore uguale agli altri. Ragionamento giusto, in teoria, ma inapplicabile sulla carta. La piazza di Roma venera il suo capitano e non sopporta l’idea di vederlo in panchina. Durante la gara di Europa League, finita poi con l’eliminazione dei giallorossi, la sostituzione del capitano ha scatenato una marea di fischi. Il tifoso romanista in quell’occasione ha mostrato da che parte stava.

Le difficoltà che il mister spagnolo sta incontrando in questo inizio, sconfitto anche ieri all’esordio contro il Cagliari, rendono incandescente un ambiente che vive di emozioni. Trapiantare un’idea di calcio in una realtà completamente differente è difficile, se non impossibile. Tutti vorrebbero copiare il modello Barca, ma solo in Catalogna si pratica un certo calcio.

Per il momento Luis Enrique ha una società che lo sostiene. Il presidente bostoniano Di Benedetto anche ultimamente ha avuto parole di sostegno verso il proprio allenatore. Il progetto, appena partito, non si interrompe per un paio di risultati negativi. Ci vuole tempo per costruire, ci vuole anche la possibilità di sbagliare.

Diversa la situazione di Gasperini. Il tecnico ex Genoa ha davvero l’appoggio incondizionato della società? È nota ormai la vicenda che lo ha portato sulla panchina nerazzurra. Rifiuto dopo rifiuto il presidente Moratti si è “accontentato” di Gasp. Un mister diversissimo dai suoi predecessori, soprattutto a livello tattico. Sostenitore della difesa a tre e del tridente sta incontrando evidenti problemi in questo avvio. Il mercato condotto da Branca non ha pienamente soddisfatto le sue richieste. Zarate e Forlan non sono le ali che avrebbe voluto, Poli è troppo poco per rinfoltire un centrocampo ridotto all’osso, Sneijder è un fuoriclasse di difficile collocazione nel 3-4-3. La sua Inter, abituata alla difesa a quattro, sta trovando difficoltà con il nuovo schieramento. La gara di ieri contro il Palermo ha messo a nudo tutte le difficoltà. Anche Mourinho nel suo primo anno interista tentò di adattare la squadra alle sue idee, salvo poi adeguarsi a quello schieramento tattico che, con Mancini, aveva regalato già due scudetti.

Si narra di un Moratti già abbastanza infastidito. L’Inter non perdeva all’esordio dai tempi di Lippi. Allora la sconfitta di Reggio portò al cambio in panchina. Gasperini non corre ancora questo rischio, ma la pazienza del presidente non è infinita. Serve una decisa inversione di tendenza per evitare che la maledizione del post-Mourinho mieta un’altra vittima.

di Luca Paradiso

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