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Internet, la scuola, il bullismo…

By   /   8 Settembre 2011  /   Commenti disabilitati su Internet, la scuola, il bullismo…

E pensare che quando nacque internet, nel 1969, fu inventata come rete sperimentale costruita per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti dall’ARPA (Advanced Research Project Agency). La rete fu chiamata ARPANET e il progetto aveva due obiettivi principali: consentire la comunicazione e lo scambio dei dati tra computer aventi diverse architetture hardware e differenti sistemi operativi; garantire comunicazioni affidabili tra computer persino quando parti della rete, erano danneggiate, come sarebbe potuto accadere nel caso di un conflitto mondiale. Internet ha trent’anni, anche se, in effetti, sono solo gli ultimi anni a fare la vera storia del web… almeno a livello di mass media.

Negli ultimi periodi, sempre più spesso troviamo su blog e social network video scioccanti, di ragazzini picchiati dai compagni per futili motivi, o fatti picchiare a pagamento da qualche spacciatore reclutato in strada, ragazzine di quindici anni baby prostitute per comprarsi il cellulare, compagni di classe taglieggiati. Video di scherzi insensati subiti da adolescenti che non rientrano nei parametri decisi dal branco; basta poco un chilo di troppo, un carattere taciturno, il naso storto, un handicap fisico, l’orientamento sessuale ed ecco che ci si ritrova su di una buccia di banana, entrare nelle mire dei “perfetti”, quindi essere vittime di umiliazioni continue.

Riflettevo: tra pochi giorni inizieranno le scuole e sentiremo di nuovo parlare di ragazzi picchiati, violentati, derisi e succubi del branco. Pensavo a chi è già stato vittima l’anno passato di tali episodi, alla sua ansia di tornare nel luogo del dolore, sperando che le violenze siano solo verbali e non fisiche. Nel nostro Paese ogni anno aumentano i casi di bullismo e questo danneggia la crescita della nuova generazione con danni fisici e psicologici. Sono tanti i campanelli d’allarme che i nostri ragazzi ci lanciano quando sono succubi di violenze; disturbi alimentari, ansia e malattie della pelle come psoriasi o acne sono le patologie. Alcuni disturbi che si prolungano nei ragazzi sono quelli che da adulti saranno fragili, asociali, e nei peggiori alcuni ricorrono al suicidio.

Da una relazione del responsabile dell’Osservatorio nazionale sul bullismo, Luca Bernardo, ne esce un quadro preoccupante. Dal 2000 i casi di bullismo sono drasticamente aumentati e i danni sugli adolescenti “vittime” sono peggiorati. Negli anni alle “normali forme di violenze” tipo pestaggi negli spogliatoi, in palestra o la derisione in classe e all’uscita della scuola, si sono aggiunti il social network. Internet è diventata una trappola per tanti ragazzi, soprattutto quelli nati dalla metà degli anni ’90 in poi.

Adolescenti senza regole, valori, senza un punto fermo dove ricorrere in caso di bisogno e per questo facili prede dell’alcol, di spacciatori, di sette sataniche, a questo vanno aggiunti gesti inspiegabili finalizzati a sfidare la vita sino ad arrivare ad un passo dalla morte.

Lo stesso Luca Bernardo, ha definito la nuova forma di violenza utilizzata dai bulli “Il cyberbullismo”. Come funziona? Si va dallo stalking via sms, sempre attuale visto che alle medie hanno tutti un cellulare, al dileggio della vittima su Facebook dove l’abuso è amplificato al massimo, come lo sono fama e notorietà del bullo, che diventa un eroe multimediale, da fumetto. Sono dunque network di libero accesso come Twitter o Youtube i palcoscenici privilegiati. Basta comprare una webcam da dieci euro, anche quella del cellulare va benissimo, ed entrare nel circuito dell’esibizionismo per gioco e della prostituzione per soldi.

Insomma i problemi sono sempre gli stessi, i giovani sono anaffettivi e mancano di valori
. Ma chi dovrebbe dare questi elementi agli adolescenti? I genitori! Genitori che spesso delegano la scuola, le associazioni, all’educazione dei propri figli. Uno dei comportamenti che è assunto dai genitori in caso di figli bulli è quello di definire ragazzate comportamenti gravissimi.

A tal proposito, l‘Unione europea sta discutendo per arrivare a elaborare una piattaforma legislativa comune per tutti i Paesi membri. Una legge europea servirebbe a ridare valori agli adolescenti, una coscienza civica, e colpire duro i bulli, identificandoli e soprattutto, svegliare i genitori, andando a toccare i portafogli: cioè, chi sarà l’esecutore della violenza dovrà risarcire la vittima per i danni biologici e psicologici subiti, e poiché il bullo è di solito un minorenne, a pagare saranno i genitori.

La direttiva che è al vaglio della commissione, prevede un percorso per il bullo che dovrà essere curato e recuperato, seguendo con i genitori, una terapia che potrebbe durare dai tre ai sei mesi con colloqui settimanali.

Chissà, forse potrebbe essere una soluzione per riaccendere quel famoso dialogo interrotto tra genitori e figli…

di Armida Tondo

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