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Daegu: terzo gradino per la Di Martino

By   /   3 settembre 2011  /   Commenti disabilitati

Da Di Martino a Di Martino, quattro anni dopo. Dall’argento di Osaka 2007 al bronzo di Daegu 2011. Ancora in Oriente tra le migliori al mondo. Oggi Antonietta Di Martino è salita sul terzo gradino del podio nell’alto ai XIII Campionati del Mondo di Daegu (Corea del Sud), superando con grande tenacia quota 2 metri alla terza prova. Titolo alla russa, capolista mondiale stagionale, Anna Chicherova con 2,03 alla prima, stessa misura, ma con un errore in più, dell’argento della croata, iridata uscente, Blanka Vlasic. La primatista nazionale assoluta regala così all’Italia la trentottesima medaglia azzurra nella storia della rassegna iridata.

È il tredicesimo bronzo e il primo metallo mondiale nel medagliere italiano dall’edizione 2007 di Osaka. Per la saltatrice delle Fiamme Gialle si tratta della seconda affermazione internazionale dopo un stagione indoor che, oltre al 2,04 del nuovo record italiano al coperto, l’ha vista volare al titolo europeo indoor a Parigi.

Sono felicissima per questo bronzo – racconta la Di Martino -  In fondo era la mia terza gara all’aperto quest’anno e con 2 metri ho rifatto la misura saltata a Malaga un mese fa. Peccato davvero per secondo a 2,03,era buono. Purtroppo aver gareggiato così poco, per colpa dell’infortunio all’alluce del piede di stacco, vuol dire che mi mancano i salti. La qualificazione fisicamente è stata impegnativa ed oggi, infatti, iniziavo pure ad avere qualche crampo in pedana. Ma non mi ha fermato, perché ci ho creduto fino alla fine. Ho la testa dura io, ma è un marchio di famiglia. Stamattina ero un po’ tesa, alternavo momenti di serenità ad attimi di panico. Mi ero prefissata di arrivare ai 2 metri senza errori. Ci ho messo, invece, un po’ a carburare, ma non avevo un numero di gare a sufficienza alle spalle. Ai 2 metri mi sono un po’ persa. Al terzo tentativo mi sono detta: “Ora stacco e vado in cielo“. E l’ho fatto. Ad Osaka nel 2007, quando ho vinto l’argento con 2,03, era diverso. Venivo da due mesi di gare. Questa estate, invece, è stata particolare, oltre all’infortunio è mancato improvvisamente mio nonno. Non è stato semplice uscirne, ma senza questi problemi, penso che avrei avuto il record italiano nelle gambe. Sì, ora penso a Londra. Spero di arrivare all’Olimpiade con la tranquillità di prepararmi come si deve“.

di Armida Tondo

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