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	<title>ItalNews &#187; 2011 &#187; agosto</title>
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		<title>Salvo il c.t. Paolo Bettini dopo un ammaraggio con un ultraleggero</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 15:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Massariolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di salite, discese e cadute ne ha superate molte in carriera ma quest&#8217;oggi Paolo Bettini se l&#8217;è vista davvero brutta. Il c.t.  si trovava a bordo di un ultraleggero quando, per cause ancora da accertare, il veivolo è precipitato in mare al largo di Piombino. Il pilota è prontamente riuscito ad ammarare ed &#8220;il grillo&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/paolo_bettini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19557" title="paolo_bettini" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/paolo_bettini-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Di salite, discese e cadute ne ha superate molte in carriera ma quest&#8217;oggi <strong>Paolo Bettini se l&#8217;è vista davvero brutta.</strong> Il c.t.  si trovava a bordo di un ultraleggero quando, per cause ancora da accertare, il veivolo è precipitato in mare al largo di Piombino. Il pilota è prontamente riuscito ad ammarare ed &#8220;il grillo&#8221;, uscito illeso dall&#8217;incidente, è stato recuperato da un peschereccio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;All&#8217;improvviso abbiamo visto il vetro oscurarsi e non siamo più riusciti a mantenere il volo&#8221;</em> hanno dichiarato i passeggeri dell&#8217;ultraleggero.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver allertato la<strong> Guardia Costiera</strong>,<strong> </strong>Bettini ed il suo compagno di disavventura sono stati trasportati all&#8217;ospedale dove al solo c.t. è stata riscontrata una lieve lesione ad una gamba.</p>
<p style="text-align: justify;">Superato lo spavento Paolo potrà finalmente concentrarsi sull&#8217;imminente mondiale di Copenaghen, e sicuramente per un po&#8217; lascerà da parte la passione del volo.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Antonio Massariolo</strong></p>
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		<title>Canoa Polo: Europei di Madrid, lunedì partono le squadre azzurre</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 11:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La squadra azzurra della canoa polo dovrà difendere a Madrid il titolo conquistato nel 2009 a Essen e il bronzo vinto ai Mondiali di Milano lo scorso anno. Questo l’obiettivo cui punta la nazionale senior, che dall’8 all’11 settembre, disputerà i campionati europei nella capitale spagnola; è tutto il movimento polistico italiano che vuole confermare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/canoa-polo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19543" title="canoa polo" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/canoa-polo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La squadra azzurra della <strong>canoa polo</strong> dovrà difendere a <strong>Madrid</strong> il titolo conquistato nel 2009 a Essen e il bronzo vinto ai Mondiali di Milano lo scorso anno. Questo l’obiettivo cui punta la nazionale senior, che dall’8 all’11 settembre, disputerà i campionati europei nella capitale spagnola; è tutto il movimento polistico italiano che vuole confermare la sua validità in un anno sicuramente di transizione e che, tra l’altro, ha visto il cambio di guida tecnica con <strong>Rodolfo Vastola passato dalla vasca alla panchina al posto di Klaus Pagani </strong>e come coordinatore dell’attività di tutte le nazionali. Con <strong>Gabriele Fabris tecnico della under 21 e Giacomo Amelotti</strong>, con la collaborazione di <strong>Francesca Ciancio della senior femminile</strong>.</p>
<p><strong>Il gruppo azzurro raggiungerà lunedì prossimo Madrid</strong>, dove le gare prenderanno il via giovedì otto settembre con due intense giornate di gironi. I senior sono con<strong> Irlanda, Svezia, Belgio, Olanda, Portogallo e Svizzera</strong>. Gli under 21 con <strong>Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Svizzera e Germania</strong>. Le donne, infine, con <strong>Germania, Polonia, Irlanda e Gran Bretagna</strong>. I primi a scendere in acqua, alle 7.30 della giornata inaugurale, saranno gli under 21 opposti alla Danimarca, alle 11.30 giocheranno con la Svizzera, alle 15.30 con la Germania.  I senior esordiranno alle 8.50 contro il Portogallo, alle 12.50 con la Svizzera e le ragazze alle 10.10 contro la Polonia poi alle 14.10 con l’Irlanda e alle 18.10 con la Gran Bretagna. Nel giorno successivo i confronti con le altre avversarie per l’accesso ai quarti in programma il 10. La domenica si disputeranno le semifinali e le finali.</p>
<p><strong>Fabiano Roma</strong>, consigliere federale responsabile del settore: <em>&#8220;È </em> <em>chiaro che abbiamo dovuto affrontare i problemi di un inevitabile cambio generazionale che per la senior ha significato un rinnovamento del 50 per cento. Gli allenamenti e i test internazionali che abbiamo fatto a Essen e Mechelen ci dicono che possiamo affrontare con fiducia il confronto di Madrid. E il discorso vale anche per l’under che il ricambio, per ovvi motivi di età, lo vive in maniera più fisiologica. Forse quella che risente di più del rinnovamento, è la squadra femminile che presenta ragazze veramente giovanissime. Comunque partiamo sereni per questi europei, con il giusto grado di tensione. Conosciamo i nostri avversari, sappiamo quali sono più temibili: Francia, Germania e Olanda tra i senior, Francia e Germania tra gli under, sicuramente la Gran Bretagna tra le donne. Sono però convinto che non sia mai un problema di gironi, ma di consapevolezza dei propri mezzi. A un certo livello le squadre si equivalgono e cenerentole non ce ne sono più: se vuoi essere protagonista, non puoi pensare a chi c’è</em>’’.</p>
<p><strong>Ventiquattro (dieci senior, sette under e sette donne) gli azzurri convocati per questa trasferta spagnola.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Queste le squadre:</p>
<p><strong>SENIOR: </strong>Diego Pagano, Paolo Di Martino, Marco Baldassarre (Posillipo), Andrea Bertelloni, Marco Porzio, Luca Bellini (Pro Scogli Chiavari), Andrea Romano, Davide Novara, Fabrizio Santino (KST Siracusa), Matteo Baldeschi (Firenze). Tecnico federale Rodolfo Vastola</p>
<p><strong>UNDER 21:</strong> Gianmarco Emanuele, Edoardo Corvaia (KST Siracusa), Samuele Reifsnyder (Firenze), Gabriele Davide, Luca Cinelli, AntonGiulio Cusmai (Cus Bari), Gianmarco Guarnera (Academy). Tecnico federale Gabriele Fabris<br />
<strong><br />
DONNE:</strong> Martina Anastasi, Flavia Landolina, Silvia Cogoni (Catania), Ada Prestipino, Maria Anna Szczepanska (Posillipo), Annalisa Sabato (Cus Bari), Natassia Nardini (Bologna). Tecnico federale Giacomo Amelotti  (con la collaborazione di Francesca Ciancio).</p>
<p>di <strong>Armida Tondo</strong></p>
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		<title>150 anni di Italiani che hanno reso grande l’Italia all’estero</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 11:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donata Carelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NEW YORK. Dopo l&#8217;intervista ad Irv Bauer, sceneggiatore, è la volta di Louisa Burns Bisogno, sceneggiatrice ed autrice teatrale e suo marito  Tom Bisogno,   entrambi docenti presso l’Università del West Connecticut, entrambi saldamente legati all’Italia e, al di sopra di ogni sospetto, da sempre  innamorati del Bel Paese.
Louisa Burns Bisogno è stata già più volte premiata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>NEW YORK. Dopo l&#8217;intervista ad Irv Bauer, sceneggiatore, è la volta di <a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/DSC01371.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19536" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/DSC01371-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Louisa Burns Bisogno</strong>, <strong>sceneggiatrice ed autrice teatrale</strong> e suo marito  <strong>Tom Bisogno</strong>,   entrambi docenti presso <strong>l’Università del West Connecticut</strong>, entrambi <strong>saldamente legati all’Italia</strong> e, <strong>al di sopra di ogni sospetto</strong>, da sempre  <strong>innamorati del Bel Paese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Louisa Burns Bisogno è stata già <strong>più volte premiata</strong> come <strong>sceneggiatrice, regista, autrice,</strong> e consulente accreditata in diversi Paesi. Incontro lei e suo marito, <strong>il professor Bisogno</strong>, nella loro elegante villa immersa nei boschi tra Brewster e Southeast, ad un’ora circa da <strong>Manhattan.</strong> Un incanto di aceri e cascate, il luogo ideale per uno sceneggiatore dove ideare storie e creare personaggi . Qui Louisa Burns Bisogno ha scritto molti dei suoi <strong>film prodotti sulla tv via cavo, sui principali canali televisivi americani</strong> e distribuiti <strong>a livello internazionale</strong>. <strong>Sarah Jessica Parker, Cynthia Nixon e Vanessa Redgrave</strong> sono solo alcune tra <strong>le stars</strong> che vi hanno partecipato. È  stata anche <strong>consulente per la tv in Russia ed in Italia</strong>.  Louisa Burns ha inoltre scritto per alcune note serie televisive quali <strong>&#8220;<em>The Young and the Restless&#8221;</em></strong>e<em><strong> &#8220;As the World Turns&#8221;</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Louisa, a quando risale il suo rapporto con l’Italia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ho visitato <strong>per la prima volta l’Italia nel 1973</strong>, quando volli mostrare ai miei <strong>cinque figli</strong> la terra dei loro antenati. Alloggiammo in una villetta tra <strong>Pienza e Montepulciano</strong>&#8230;ma poi viaggiammo attraverso tutta l’Italia, da <strong>Bolzano, a Genova, Venezia, Firenze, Siena, Roma, Napoli e Pompei, poi in Calabria e Sicilia</strong>. Ancora oggi, quando ci ritroviamo durante le feste, ridiamo sempre a ripensare alla nostra avventura in Italia. Ed io poi sono tornata molte volte. <strong>L’Italia ha ispirato molte delle mie storie per tv e cinema&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> La sua visita più recente in Italia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sono stata invitata <strong>dall’Università Cattolica LUMSA di Roma</strong> a tenere un seminario sulla drammaturgia e sulla sceneggiatura nell’era digitale. Ero con la nota<strong> attrice</strong> <strong>Fioretta Mari e con Manuela Metri, </strong>incredibile <strong>produttrice e regista</strong> della <strong>Red Box Productions</strong>, una casa di produzione che opera in Italia e negli Usa. Il <strong>professor Gennaro Colangelo</strong> e la <strong>Presidente del Corso di Laurea Donatella Pacelli</strong> sono stati a dir poco squisiti nell’accogliermi. Ospiti e studenti che hanno seguito <strong>il seminario</strong> sono rimasti interessati al mio viaggio come scrittrice e alla mia convinzione riguardo al fatto che<strong> il web rappresenti una preziosa opportunità per quanti  oggi aspirino a raccontare delle storie attraverso l’audiovisivo</strong>. Sono stata sinceramente toccata dalla loro <strong>spontaneità </strong>e dal loro <strong>entusiasmo</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono state le pietre miliari della sua formazione? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>I miei mentori sono stati George Roy Hill</strong>, il regista di <strong>“Butch Cassidy and the sundance kid”,</strong> e <strong>Robert Wise, il regista di “The sound of music” e “Westside story”</strong>. Le mie sceneggiature sono state interpretate da attori a dir poco favolosi, come <strong>Vanessa Redgrave, Sarah Jessica Parker</strong> ed ho vinto anche molti premi grazie al mio lavoro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed ora, nuovi progetti? A cosa sta lavorando?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La mia scrivania è piena di progetti in corso. Ho completato 23 capitoli di un <strong>romanzo</strong> basato su un mio soggetto <strong>“La notte che morì John Lennon”</strong> ed ora sono circa a metà strada per portarlo a termine. Sto lavorando sul <strong>pilota di una serie televisiva</strong>. <strong>Un documentario</strong> che ho scritto si sta girando in questo periodo. Coordino una serie di <strong>reading per la National Academy of Television Arts &amp; Sciences</strong>.  Sono anche professore associate presso il Dipartimento di Scrittura della Western Connecticut State University.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento sto lavorando con una produttrice italiana allo sviluppo del <strong>concept di una serie televisiva</strong>. Questo mi ha portato a Roma diverse volte e <strong>posso dire di amare Roma ad ogni visita sempre più</strong>. Del resto ho sposato un italiano di origine!&#8221;. Sorride il professor Bisogno, poiché quel legame con il <strong>Bel Paese</strong> lo ha sempre sentito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Professor Bisogno, quale legame ricorda, nella sua infanzia, con l’Italia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Da quando ero bambino, essenzialmente<strong> identificavo la cultura italiana con il cibo e l’ospitalità</strong>. Durante le festività, o quando qualcuno veniva a trovarci, i miei si preoccupavano prima di tutto di come l’ospite venisse ricevuto e che fosse ben nutrito! Oggi io stesso cerco di proseguire quella tradizione culturale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E dell’Italia in particolare cosa ricorda? C’è mai stato? </strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si, certo, varie volte. Ricordo come fosse oggi quando <strong>io e mia moglie visitammo Venezia</strong>. Mentre i nostri cinque figli erano con un gruppo parrocchiale a <strong>Firenze</strong>, Louisa ed io andammo a Venezia per goderci un raro momento per stare insieme. <strong>Io ero ammaliato dai canali e dall’energia della città</strong>. Ebbi anche una buffa esperienza in <strong>una splendida vetreria di Murano</strong>, una storia che ancora ci raccontiamo tra parenti ed amici. Anche se indubbiamente la bellezza ed il patrimonio artistico di molti luoghi in Italia ci colpì e ci ispirò molto, <strong>Venezia era tuttavia qualcosa di speciale perché diversa da tutto il resto</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Tom Bisogno è docente di svariati <strong>Corsi di Comunicazione presso la Western Connecticut State University</strong>, e presso <strong>Iona College and Marist College</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale peso ritiene che il suo insegnamento abbia tra i suoi allievi e qual è il segreto per cui le sue lezioni sono sempre così seguite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ritengo sinceramente che oltre ad insegnare materie canoniche quali leggere, scrivere,  aritmetica, scienze, filosofia, letteratura, dovremmo tutti allegare alla nostra educazione ed inserire nel nostro curriculum <strong>le abilità di comunicazione sociale ed emozionale</strong>. Per esempio, <strong>insegnare ai giovani come essere  effettivamente assertivi -nè timidi nè aggressivi</strong>- gestire le proprie emozioni, sciogliere i conflitti, come effettivamente ascoltare un altro, come sviluppare la creatività, risolvere i problemi, ri-orientarsi in modo differente, avere una sensibilità interculturale, negoziare soluzioni sempre favorevoli, parlare dalla propria postazione e sui proprio piedi e capire l’impatto che i propri segnali non verbali hanno sugli altri. Le pare poco?”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non c’è dubbio che il professor Tom Bisogno ami l’insegnamento</strong>, lo si intuisce da come i suoi studenti lo salutano con cordiale vicinanza, soprattutto i più giovani ai quali, un po’ per scaramanzia, un po’ per golosità, prima di ogni prova che si rispetti, regala un <strong>“fortune-cookie”,</strong> un tipico biscottino cinese all’interno del quale c’è un messaggio ben augurante. Anche Louisa Burns, sua moglie, ha deciso di adottare questo simpatico stratagemma ed ora mi chiede con un sorriso di <strong>“tuffarmi” con lei a Chinatown</strong> alla ricerca dei biscottini della fortuna. Come dire di no?</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Donata Carelli</strong></p>
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		<title>Siria, Amnesty: &#8220;Almeno 88 morti in carcere&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 08:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Torture, arresti arbitrari, violenze e maltrattamenti. Durante questi cinque mesi di sanguinosa repressione messa in atto dalle autorità siriane almeno 88 persone sono morte in prigione: è quanto denuncia Amnesty International in un nuovo rapporto diffuso oggi.
Tutte le vittime erano state arrestate perché avevano preso parte, o erano sospettate di aver preso parte, alle proteste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/260x01307717253588siria_proteste__ARTICOLO1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19524" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/260x01307717253588siria_proteste__ARTICOLO1-150x146.jpg" alt="" width="150" height="146" /></a></strong></p>
<p><strong>Torture, arresti arbitrari, violenze e maltrattamenti</strong>. Durante questi cinque mesi di sanguinosa repressione messa in atto dalle autorità siriane <strong>almeno 88 persone</strong> sono <strong>morte in prigione:</strong> è quanto denuncia <strong>Amnesty International</strong> in un nuovo rapporto diffuso oggi.</p>
<p>Tutte le vittime erano state arrestate perché avevano preso parte, o erano sospettate di aver preso parte, alle proteste di massa lanciate a marzo dal movimento per le riforme. In almeno 52 degli 88 casi, vi sono prove che maltrattamenti e torture abbiano causato direttamente la morte o abbiano contribuito a causarla. Tra i segni della tortura, vi erano quelli di bruciature, frustate, schiaffi e percosse.<strong> E nessuno è stato risparmiato, nemmeno i minorenni</strong>: molte delle vittime avevano poco più di 13 anni.</p>
<p>La maggior parte delle morti denunciate da Amnesty International è avvenuta nei governatorati di Homs e Dera&#8217;a, sedi delle principali proteste. Morti in prigione sono state registrate anche in altri cinque governatorati: Damasco, Rif Damashq, Idlib, Hama e Aleppo.</p>
<p>&#8220;<em>Le morti dietro le sbarre stanno raggiungendo una dimensione massiccia e paiono costituire il prolungamento dello stesso brutale disprezzo per la vita cui stiamo assistendo giorno dopo giorno nelle strade della Siria</em>&#8221; &#8211; ha dichiarato <strong>Neil Sammonds</strong>, ricercatore di Amnesty International sulla Siria. &#8220;<em>I resoconti delle torture che riceviamo sono orribili. Crediamo che il governo di Damasco stia perseguitando in modo sistematico e su vasta scala il suo stesso popolo</em>&#8220;.</p>
<p>Secondo l&#8217;organizzazione per i diritti umani Amnesty <strong>oltre 1800 persone morte</strong> dall&#8217;inizio delle manifestazioni per le riforme. Migliaia di altre persone sono state arrestate e molte di esse sono detenute in luoghi segreti, a rischio di torture e di morte.</p>
<p>Amnesty è da diverso tempo che chiede al <strong>Consiglio di sicurezza</strong> di riferire la situazione della Siria alla Corte penale internazionale, imporre un embargo sulle armi verso il paese e congelare i patrimoni del presidente<strong> Bashar al-Assad</strong> e dei suoi collaboratori di maggiore profilo.</p>
<p>Inoltre ritiene che le violazioni massicce e sistematiche che stanno avendo corso in Siria e le morti in prigione possano costituire <strong>crimini contro l&#8217;umanità</strong> e che il Consiglio di sicurezza deve intraprendere un&#8217;azione ferma e giuridicamente vincolante nei confronti della Siria.</p>
<p>Finora la risposta del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu è stata inadeguata: il 3 agosto 2011 ha emesso una dichiarazione presidenziale dove chiedeva la fine della violenza e  nella quale condannava la massiccia violazione dei diritti umani da parte delle autorità siriane senza però assumere azioni concrete.</p>
<p>di <strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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		<title>Campionati del Mondo di Daegu: Elisa Rigaudo: “Tutto merito di mia figlia”</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 07:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’azzurra Elisa Rigaudo, taglia il traguardo dei 20 km al quarto posto ai XIII Campionati del Mondo di Daegu (Corea del Sud). L’atleta delle Fiamme Gialle vanta un bronzo olimpico a Pechino nel 2008. Una gara, quella della Rigaudo, tutta in progressione, soprattutto gli ultimi 10 km fatti in 44:27,  affrontata con l’esperienza e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Rigaudo_Gote.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19515" title="Rigaudo_Gote" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Rigaudo_Gote-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>L’azzurra Elisa Rigaudo</strong>, taglia il traguardo dei 20 km al quarto posto ai XIII <strong>Campionati del Mondo di Daegu</strong> (Corea del Sud). L’atleta delle <strong>Fiamme Gialle</strong> vanta un bronzo olimpico a <strong>Pechino nel 2008.</strong> Una gara, quella della Rigaudo, tutta in progressione, soprattutto gli ultimi 10 km fatti in 44:27,  affrontata con l’esperienza e la tattica che appartengono ad una grande atleta, che ha saputo distribuire in modo equo lo sforzo nel caldo afoso della città coreana.</p>
<p><strong>L&#8217;oro è andato alla russa</strong>, numero uno indiscussa della specialità di cui è anche campionessa olimpica ed europea, <strong>Olga Kaniskina</strong> con il tempo di 1h29:42, il terzo titolo iridato consecutivo. <strong>Argento</strong> invece, alla cinese <strong>Hong Liu</strong>, 1h30:00, compagna di allenamenti della Rigaudo sotto la guida di Sandro Damilano e <strong>bronzo</strong> all&#8217;altra russa <strong>Anisya Kirdyapkina</strong> con il tempo di 1h30:13.</p>
<p>L’azzurra al termine della gara ha raccontato le sue emozioni: ”<em>A darmi tanta energia è stato proprio il pensiero di mia figlia Elena. Questo è il mio lavoro, la mia grande passione, ma lei è la mia famiglia. Non è una gara che ho tirato fuori con l&#8217;allenamento, ho ripreso la preparazione solo da otto mesi, ma con la testa. Sono rimasta sempre lucida e ho gestito la fatica. Dieci anni di carriera mi hanno insegnato ad ascoltarmi di più. Era una gara difficile da interpretare piena di strappi. Ho chiuso in progressione, le gambe mi sembravano vuote, ma la testa c&#8217;era tutta quanta. Ho provato inizialmente ad agganciare le prime tre, ma loro non hanno mai mollato. Non ho nessun rammarico, non potevo partire più forte, sarebbe stata una pazzia e avrei rischiato di giocarmi questo risultato. Per me oggi vale più di una medaglia. Me l&#8217;avessero detto a gennaio, non ci avrei mai creduto. Oggi ci metto la firma. È</em><em> il primo Mondiale di quella che considero la mia seconda carriera e questo quarto posto va benissimo. Il mio vero obiettivo è Londra. Questo doveva essere l&#8217;anno del rientro, il prossimo sarà quello dell&#8217;Olimpiade. Ed io punto lì. Devo dire grazie al mio tecnico Sandro Damilano, alla Federazione e al mio club, le Fiamme Gialle, perché hanno sempre creduto in me e mi hanno sostenuto per rientrare a questo livello</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Armida Tondo</strong></p>
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		<title>Ricompare l&#8217;influenza aviaria</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 17:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Verde</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ha sollecitato durante un summit tenutosi ieri a Roma, maggiore allerta e sorveglianza contro una possibile recrudescenza dell&#8217;influenza aviaria, altamente patogena H5N1, in relazione ai segnali che un ceppo mutato del virus mortale si sta diffondendo in Asia ed altrove con imprevedibili rischi per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/untitled7.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-19498" title="untitled" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/untitled7.bmp" alt="" /></a>La <strong>FAO</strong> (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ha sollecitato durante un summit tenutosi ieri a Roma, maggiore allerta e sorveglianza contro una <strong>possibile recrudescenza dell&#8217;influenza aviaria</strong>, altamente patogena H5N1, in relazione ai segnali che un ceppo mutato del virus mortale si sta diffondendo in Asia ed altrove con imprevedibili rischi per la salute umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Denominata anche come <strong>peste aviaria</strong>, il virus si presenta come una malattia infettiva contagiosa altamente diffusiva, dovuta ad un virus influenzale che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici con sintomi che possono essere inapparenti o lievi (<strong>virus a bassa patogenicità</strong>),oppure gravi e sistemici con interessamento degli apparati respiratorio, digerente e nervoso ed alta mortalità (<strong>virus ad alta patogenicità</strong>). Secondo i dati dell&#8217;<strong>OMS</strong>, da quando è apparso la prima volta, nel <strong>2003</strong>,<strong> il virus H5N1 ha infettato 565 persone uccidendone 331</strong>.  L&#8217;ultimo decesso è avvenuto all&#8217;inizio del mese in Cambogia, dove dall&#8217;inizio dell&#8217;anno si sono registrati otto casi umani, tutti con esito fatale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2003 ad oggi il virus H5N1 ha ucciso, o ha obbligato ad abbattere, più di <strong>400 milioni di capi di pollame domestico </strong>ed ha causato nel mondo un danno economico calcolato intorno ai<strong> 20 miliardi di dollari</strong>, prima di venire eliminato dalla maggior parte dei 63 paesi che aveva infettato nel momento di maggiore diffusione, nel 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia il virus è rimasto endemico in sei paesi, nonostante il numero dei focolai tra le popolazioni di pollame domestico ed uccelli selvatici sia diminuito costantemente, passando dal picco di 4000 casi l&#8217;anno, a soli 302 nel 2008.  <strong>Ma da allora i focolai hanno ripreso ad aumentare progressivamente, con circa 800 casi registrati nel 2010-2011.</strong><br />
<strong> </strong>Il 2008 ha segnato una svolta significativa del virus in quanto c’è stato l&#8217;inizio di una nuova espansione geografica del virus H5N1<strong> sia tra il pollame domestico che tra gli uccelli selvatici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa avanzata sembra da associare ai movimenti migratori degli uccelli, secondo il capo veterinario della FAO <strong>Juan Lubroth</strong>, che ha affermato che il virus viaggia lungo grandi distanze ed è per questo che negli ultimi 24 mesi esso è comparso in pollame o uccelli selvatici di paesi che erano stati esenti dal virus per diversi anni.</p>
<p>&#8220;<em>Possono essere gli uccelli selvatici ad introdurre il virus ma sono le attività umane nella produzione e nella commercializzazione del pollame a diffonderlo</em>&#8220;, ha fatto notare <strong>Lubroth</strong>.  Di recente sono stati scoperti focolai in Israele, nei Territori Palestinesi, in Bulgaria, in Romania, in Nepal ed in Mongolia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ulteriore motivo di preoccupazione, ha aggiunto, è la comparsa di una variante del virus in Cina e Vietnam che sembrerebbe in grado di eludere le difese fornite dai vaccini vigenti.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>Vietnam</strong>, che ha sospeso quest&#8217;anno la campagna di vaccinazioni del pollame di primavera, la maggior parte del nord e del centro del paese  &#8211; dove l&#8217;H5N1 è endemico &#8211; è stato invaso da un nuovo ceppo conosciuto come <strong>H5N1 &#8211; 2.3.2.1</strong>.<br />
<strong> </strong>In Vietnam i servizi veterinari sono in stato di allerta e giungono notizie che stiano considerando per questo autunno di lanciare una nuova campagna di vaccinazioni mirate.  La circolazione del virus in Vietnam rappresenta una minaccia diretta per molti paesi confinanti come Cambogia, Thailandia e Malesia, ma anche per paesi più lontani come la penisola coreana ed il Giappone, mentre le migrazioni di uccelli selvatici possono diffondere il virus anche su altri continenti.</p>
<p>&#8220;<em>Questo cambio di tendenza dal progressivo declino osservato negli anni 2004-2008 potrebbe indicare un ritorno con forza dell&#8217;H5N1 il prossimo autunno e inverno, con la gente che all&#8217;improvviso potrebbe trovarsi il virus nel cortile di casa</em>&#8220;, ha avvertito <strong>Lubroth</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I Paesi dove il virus H5N1 è fermamente radicato &#8211; Bangladesh, Cina, Egitto, India, Indonesia e Vietnam &#8211; sono quelli che dovranno affrontare i problemi maggiori, ma secondo Lubroth nessun Paese può considerarsi completamente al sicuro.<br />
&#8220;<em>Piani per affrontare una possibile emergenza e vigilanza rimangono essenziali</em>&#8220;, ha sottolineato <strong>Lubroth</strong>.  &#8220;<em>Questo non è il momento dell&#8217;autocompiacimento.  Nessuno può abbassare la guardia con un virus come l&#8217;H5N1</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Salvatore Verde</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Mondiali di Daegu: David Rudisha vince il titolo mondiale</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 16:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/61066_FULL-LND.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19491" title="61066_FULL-LND" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/61066_FULL-LND-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un’altra giornata fantastica ai <strong>XIII Campionati del Mondo di Daegu</strong>, nobilitata dal primo titolo mondiale di <strong>David Rudisha </strong>negli 800 metri, dall&#8217;esplosione definitiva del talento di <strong>Grenada Kirani James,</strong> il primo campione mondiale nella categoria allievi a conquistare, in carriera, il massimo titolo iridato, e anche il più giovane campione mondiale nella storia della specialità (compirà 19 anni tra una manciata di giorni). Nelle finali femminili, sensazionale vittoria della brasiliana <strong>Murer</strong> nell&#8217;asta (solo sesta Yelena Isinbayeva). In pedana, conferma del titolo mondiale del tedesco <strong>Robert Harting</strong> nel lancio del disco, e per finire, l&#8217;exploit della campionessa europea delle siepi<strong> Yuliya Zaripova-Zarudneva</strong>, che con una condotta di gara ineccepibile ha battuto le africane. Il medagliere, dopo la quarta giornata di gare, parla ancora in favore degli Stati Uniti,  con quattro ori, quattro argenti e un bronzo, seguiti da Kenya e Russia (tre ori, due argenti e tre bronzi).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei 400 metri maschili il più giovane campione del mondo della specialità, il più giovane grande talento visto negli ultimi anni, il più forte di tutti nella finale: è Kirani James, già sportivo dell&#8217;anno a 15 anni</strong> nella piccola Repubblica di Grenada <strong>(la prima medaglia nella storia dei mondiali</strong>), che partiva all&#8217;ombra di LaShawn Merritt, il campione del mondo. Proprio nell&#8217;ombra di Merritt, che lo aveva superato dalla corsia interna, James ha costruito il capolavoro della finale correndo a busto in avanti, raggiungendo lo statunitense in fondo al rettilineo e superandolo per tagliare il traguardo in 44&#8243;60, primato personale per un solo centesimo. Merritt (argento in 44&#8243;63) ha retto tre turni e conquistato l&#8217;argento, nonostante la lunga assenza dovuta a una sospensione, da cui era rientrato solo da poco tempo, con una sola gara alle spalle e la speranza di tornare subito competitivo ai massimi livelli. Probabilmente, nel conto delle energie, Merritt ha sprecato troppo nella batteria vinta in un pazzesco 44&#8243;35, mentre il giovanissimo caraibico ha saputo amministrare con grande intelligenza le risorse. La medaglia di bronzo è stata conquistata dal bravissimo Kevin Borlée, già campione d&#8217;Europa a Barcellona, che ha soffiato il podio in 44&#8243;90 al giamaicano Gonzales (44&#8243;99). Quinto il gemello di Kevin, Jonathan, sesto l&#8217;altro uomo di Grenada, Bartholomew, settimo Henry, ottavo Ogunode.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mentre negli 800 metri maschili </strong>dopo i due record del mondo, arriva la consacrazione del titolo mondiale per <strong>David Lekuta Rudisha</strong>, protagonista dal primo all&#8217;ultimo metro della finale mondiale più veloce da dieci anni a questa parte (1&#8242;43&#8243;91). Il kenyano non ha fatto il classico &#8220;vuoto&#8221; come nelle gare dei meeting, e un apprezzamento particolare va anche alla condotta del grande campione che è <strong>Yuriy Borzakovskiy</strong>, olimpionico ad Atene, bravissimo a fare la gara su Rudisha a ritmi sostenuti seguendone il passo. Il russo (1&#8242;44&#8243;49) ha ceduto l&#8217;argento solo negli ultimi cinque metri alla voracità del sudanese <strong>Kaki </strong>(1&#8242;44&#8243;41), rinvenuto nel finale dopo aver rischiato di essere risucchiato. I grandi &#8220;finisseurs&#8221; in gara, il polacco Kszczot e l&#8217;altro kenyano Yego, non hanno avuto possibilità di sfruttare il rettilineo. Quarto, ai piedi del podio, il polacco Lewandowski in 1&#8242;44&#8243;80.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel salto con l&#8217;asta femminile una finale bellissima, emozionante, con esito favorevole alla brasiliana Fabiana <strong>Murer</strong> (già iridata indoor a Doha), che è dovuta salire fino a 4,85 (alla prima prova) e stabilire il nuovo record del Sud America per arrivare al titolo mondiale.<strong> Yelena Isinbayeva</strong>, alla seconda finale consecutiva persa, è entrata in gara a 4,65, superando senza problemi la misura al primo assalto con ampia luce, poi ha fallito la prima prova a 4,75, quota superata dalla Murer, dalla connazionale <strong>Feofanova</strong> e dalla tedesca <strong>Strutz</strong>, ed ha giocato le due restanti carte a 4,80, ma ormai si era spenta nel timore di aver già perso la partita a poker, ed ha concluso al sesto posto. Nell&#8217;ultimo tentativo, si è arresa già in fase ascendente. A fare compagnia alla Murer, primo oro mondiale e prima medaglia iridata per il Brasile, la strepitosa tedesca Martina Strutz, salita a trent&#8217;anni nel gotha della specialità, che con 4,80 ha migliorato ancora il record nazionale. Terza la sempre regolare Svetlana Feofanova, perfetta fino a 4,75 e poi arresasi a 4,80. La Feofanova è alla quarta medaglia in un campionato del mondo, conquistata curiosamente sempre con la stessa misura, appunto 4,75. Un appunto anche per le atlete ai piedi del podio, la statunitense Suhr e la cubana Silva, entrambe a 4,70, ma per la sudamericana si tratta dell&#8217;ennesimo primato nazionale stabilito in questo 2011 indimenticabile per l&#8217;isola caraibica, che ha presentato a Daegu due portenti nell&#8217;asta, la Silva e il formidabile Borges, argento nella gara maschile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo titolo per il tedesco Robert Harting</strong> (68,97 al quarto turno, dopo aver guidato dal lancio d&#8217;avvio con 68,49), il settimo per la Germania nella specialità nel lancio del disco maschile e l&#8217;esultanza di Harting si consuma in un nuovo strip gioioso, seguito da un giro di pista a torso nudo con indosso la bandiera tedesca. Harting aveva recentemente ridotto l&#8217;attività per problemi a un ginocchio, e anche a Daegu ha gareggiato in non perfette condizioni, ma è stato, oggi come due anni fa a Berlino, il migliore. Deludente l&#8217;avversario sulla carta più pericoloso, il polacco Malachowski (solo nono), per l&#8217;argento si è ritrovato il campione olimpico <strong>Gerd Kanter</strong> (66,95), mentre la medaglia di bronzo &#8211; è storia dell&#8217;atletica anche questa - è andata al discobolo iraniano <strong>Ehsan Hadadi</strong>, da diverse stagioni all&#8217;ombra dei più forti, in gran forma già in qualificazione, con 66,08.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei 3000 siepi femminili una <strong>gara &#8220;perfetta&#8221; quella della russa Yuliya Zaripova-Zarudneva</strong>, argento a Berlino e oro a Barcellona, che ha interpretato nell&#8217;unico modo possibile la strategia da opporre alle kenyane, batterle sulle frequenze. Rinunciando a giocarsi la medaglia in volata, dove non avrebbe avuto grandi possibilità, la Zaripova ha macinato metri dall&#8217;inizio alla fine su ritmi da tre minuti nel primo chilometro, con una proiezione finale quasi da record del mondo. La gara è rimasta subito orfana di una delle protagoniste, l&#8217;etiope Sofia Assefa, caduta su un ostacolo, ed è rimasta penalizzata anche la kenyana Njoroge, cui si è sfilata una scarpetta. Passata al secondo chilometro con un mille metri di 3&#8242;04&#8243;, la russa non ha mai permesso alle kenyane di rientrare, né alla Assefa di poter recuperare il gap iniziale. Negli ultimi 250 metri il vantaggio è divenuto abissale, la russa è arrivata all&#8217;oro in 9&#8242;07&#8243;03 (secondo oro russo nella storia iridata). Seconda, autrice di un grande ultimo giro, la tunisina <strong>Habiba Ghribi</strong>, in 9&#8242;11&#8243;97, nuovo record nazionale e miglior piazzamento mondiale per il Paese nordafricano. Al bronzo la favoritissima <strong>Milcah Chemos Cheiywa</strong> in 9&#8242;17&#8243;16, per un tratto di gara smarritasi dalla guida del gruppo delle kenyane. Quarta e quinta le altre due kenyane, sesta la sfortunata etiope Assefa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei 400 ostacoli maschili, ha rischiato grosso Angelo Taylor,</strong> due volte olimpionico della specialità, che è stato graziato dall&#8217;eliminazione usufruendo dei tempi di recupero. Battuto nettamente dal portoricano <strong>Culson</strong> e dal sudafricano <strong>Fredericks</strong>, Taylor ha agguantato la finale in 48&#8243;86, miglior tempo degli esclusi. Promozione anche per Felix Sanchez, nel giorno del suo trentaquattresimo compleanno, ed ennesima finale della carriera (la sesta!). Escluso il ragazzo di Trinidad, Gordon (quarto a Berlino), scippato della finale dal russo Derevyagin col secondo crono tra i ripescati. In finale gli altri favoriti, Greene, Jackson (male l&#8217;ultimo ostacolo), Van Zyl. Malissimo Kerron Clement, campione uscente, che ha confermato con l&#8217;ultimo posto in semifinale una regressione tecnica sconcertante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei 400 ostacoli femminili,</strong> la lotta per l&#8217;oro ha rischiato di perdere in semifinale la grande favorita, la giamaicana <strong>Kaliese Spencer</strong>, che è entrata in finale per il rotto della cuffia dopo essersi fatta superare, nella sua serie, dalla bulgara <strong>Stambolova</strong> e, a parità di tempo, dalla russa <strong>Churakova</strong>. Il miglior tempo delle semifinali è della statunitense <strong>Demus </strong>(53&#8243;82). In finale anche l&#8217;altra russa <strong>Antyukh</strong> (prima nella sua semifinale in 54&#8243;51), la campionessa olimpica <strong>Melaine Walker</strong>, la ceka <strong>Hejnova</strong> e l&#8217;ucraina <strong>Rabchenyuk</strong>, ultima delle due ripescate. Finale con ben cinque specialiste europee, due giamaicane, una sola americana (eliminate le altre due statunitensi Harrison e Chaney).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei 1500 metri femminili,</strong> nelle due semifinali all&#8217;arma bianca che hanno mietuto molte vittime illustri: la prima è stata vinta dalla turca <strong>Karakaya</strong> in 4&#8242;08&#8243;58, sempre più convincente e tatticamente abile, in un contesto dove non sono mancati i contatti fisici per conquistare la qualificazione in finale, la seconda dalla spagnola <strong>Rodriguez </strong>in 4&#8242;07&#8243;88. In finale, tra le altre, la <strong>Jamal</strong> campionessa uscente, l&#8217;etiope <strong>Gezahegne</strong>, la statunitense <strong>Uceny</strong>, la marocchina <strong>Lakhouad</strong>. Ritirata l&#8217;etiope Gelete <strong>Burka</strong>, non hanno superato le semifinali figure importanti quali l&#8217;americana <strong>Rowbury</strong>, le russe <strong>Syreva</strong> e <strong>Martynova</strong>, la campionessa olimpica <strong>Nancy Lagat</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella mattinata si sono disputate le batterie dei 5000 metri femminil</strong>i e dei <strong>1500 metri maschili</strong>: nessuna sorpresa dall&#8217;esito dell&#8217;eliminatoria femminile, tra le quindici atlete che animeranno la finale di venerdì 2 settembre ci sono tutte le quattro kenyane (<strong>Vivian Cheruiyot</strong>, campionessa uscente e vincitrice dei 10000 metri sabato, la <strong>Masai</strong>, la <strong>Kibet</strong> e la <strong>Cherono</strong>) che le tre etiopi <strong>Meseret Defar</strong>, <strong>Sentayehu Ejigu</strong> e <strong>Genzebe Dibaba</strong>, tutte promosse sul campo senza bisogno dei tempi di recupero. La Defar si è imposta nella prima serie in 15&#8242;19&#8243;46, la Dibaba nella seconda in 15&#8242;33&#8243;06. Nei 1500 metri maschili, promozione per tutti gli assi africani alle semifinali. Prima batteria a <strong>Daniel Kipchirchir Komen</strong> in 3&#8242;38&#8243;54, seconda a <strong>Asbel Kiprop</strong> in 3&#8242;41&#8243;22, terza al marocchino <strong>Laalou </strong>in 3&#8242;39&#8243;86. La roulette russa del primo turno ha fatto vittime illustri: il francese <strong>Baala</strong> è caduto ed ha concluso per onor di firma, l&#8217;altro promettente transalpino Carvalho è finito ultimo nella sua batteria addirittura in 3&#8242;53&#8243;86, mentre non sono riusciti a passare il turno due nomi di peso quali l&#8217;australiano <strong>Gregson</strong> e lo statunitense <strong>Wheating</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <strong>Armida Tondo</strong></p>
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		<title>Sciopero della serie A, crisi finanziaria della Liga&#8230; dove va il calcio?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 13:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Paradiso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spirano venti di tempesta sul calcio del vecchio continente. In Italia le questioni legate allo sciopero dei calciatori stanno riempiendo i giornali. Lo stop del campionato voluto dall&#8217;Assocalciatori ha fatto parlare e indignare. Una manifestazione fuori luogo, messa in atto da privilegiati irrispettosi di tanti che, neppure in una vita di lavoro, riusciranno a guadagnare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/images18.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19473" title="images" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/images18-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Spirano venti di tempesta sul <strong>calcio del vecchio continente</strong>. In Italia le questioni legate allo <strong>sciopero dei calciatori</strong> stanno riempiendo i giornali. Lo stop del campionato voluto dall&#8217;<strong>Assocalciatori</strong> ha fatto parlare e indignare. Una manifestazione fuori luogo, messa in atto da privilegiati irrispettosi di tanti che, neppure in una vita di lavoro, riusciranno a guadagnare quanto loro in una sola stagione. Commenti del genere si sono susseguiti in questi giorni di fine estate. La serie A, programmata per il 27 agosto, non è partita perchè il <strong>contratto collettivo dei calciatori</strong> non è stato rinnovato. Le trattative, durate oltre un anno, non hanno portato nessun accordo. Motivo del contendere il famigerato <strong>articolo 7</strong>, relativo alla possibilità dei club di far allenare i propri atleti “in esubero” in separata sede. Rose che attualmente contano anche 30 giocatori rischiano di rendere difficile il lavoro quotidiano dell&#8217;allenatore. Pertanto i club avrebbero voluto poter disporre liberamente dei propri tesserati. Una soluzione rifiutata dai calciatori. Il rischio è che lo strumento dell&#8217;<strong>allenamento differenziato</strong> venga utilizzato come “incentivo” per accettare una cessione non graditissima o un rinnovo di contratto. In passato l&#8217;allenamento differenziato è stato equiparato al mobbing, con evidenti conseguenze, anche economiche, per le società. Permettere la cancellazione dell&#8217;articolo 7 avrebbe consentito alle società di evitare situazioni simili a quella che due anni fa permise a <strong>Pandev</strong> di liberarsi dalla Lazio per approdare all&#8217;Inter.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>sciopero</strong> tuttavia ha evidenziato un malessere diffuso nel Paese verso una categoria, quella dei calciatori, particolarmente fortunata e privilegiata. Anche <strong>Prandelli</strong>, commissario tecnico azzurro, ha parlato di autogol, di situazione che andava affrontata in maniera differente.</p>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente stamani è arrivata una bella notizia. <strong>Damiano Tommasi</strong>, rappresentante dell&#8217;Assocalciatori, ha fatto sapere che dopo la sosta per le nazionali il calcio ripartirà. &#8220;<em>Si giocherà il 10 e l’11 settembre: la nostra volontà è solo quella di scendere in campo. Resta il problema dell’articolo 7, quello relativo agli allenamenti differenziati. Ma è un problema di interpretazione. Ed è urgente giocare. Ci siamo confrontati e possiamo dire che l&#8217;Assemblea della Lega di Serie A di giovedì sarà determinante, perché da lì passa la soluzione del problema. Sono assolutamente ottimista che si giochi il 10 e l&#8217;11 settembre, per quanto mi riguarda sono stato ottimista fino all&#8217;ultimo anche venerdì scorso&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Intanto <strong>Cellino</strong>, numero uno del Cagliari, ha assunto una posizione netta e critica nei confronti di Maurizio Beretta, attuale Presidente della Lega di serie A. L&#8217;invito alle dimissioni è solo l&#8217;ultimo passo di una querelle che dura da mesi e che sta minando la compattezza della Confindustria del calcio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Anche la <strong>Spagna</strong> ha i suoi problemi. In terra iberica la prima giornata è saltata a causa della diatriba tra i club e i giocatori per via del mancato pagamento degli stipendi. Le società vantano debiti nei confronti dei propri tesserati per oltre <strong>50 milioni di euro</strong>: soldi, tanti soldi. Una situazione che rischia di <strong>stritolare</strong> il sistema. La prima giornata giocata in questo week end ha inoltre confermato quello che ormai è un dato di fatto. <strong>In</strong> <strong>Spagna</strong> <strong>esistono due tornei</strong>. Uno tra Real e Barcellona e l&#8217;altro che vede impegnate tutte le restanti 18 squadre. La troppo evidente disparità di risorse economiche non giova affatto allo spettacolo e alla competività. Lo ha ammesso anche il presidente del <strong>Villareal</strong>, stritolato ieri sera dal Barcellona stellare e sempre attivissimo sul mercato: <em>“Questa è la Liga che vogliono. Io vendo giocatori per far quadrare i conti e altri ottengono credito e glielo concedono. Se vogliono che ci siano solo due partite di cartello durante l’anno, che abbiano due partite, però questo non è buono per il calcio. Mi do tempo tre o quattro anni, o questo cambia, oppure uccidiamo il calcio spagnolo. Abbiamo avuto offerte per Rossi e Nilmar, ma non li abbiamo ceduti per non indebolire la squadra. La differenza economica porta a questo”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il 2012 si avvicina&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di <strong>Luca Paradiso</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Firenze splendono i tesori degli Zar</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 12:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Portesio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le mostre dei grandi tesori attirano sempre il pubblico. Basti pensare al successo delle esposizioni dei gioielli della Corona inglese piuttosto che del mega-tesoro di San Gennaro.
Grazie agli ottimi scambi culturali Italia-Russia è ora a disposizione degli appassionati italiani “Il tesoro del Cremlino” che resterà esposto al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Tesoro-cremlino-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19462" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Tesoro-cremlino-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le mostre dei grandi tesori attirano sempre il pubblico. Basti pensare al successo delle esposizioni dei <strong>gioielli della Corona inglese</strong> piuttosto che del <strong>mega-tesoro di San Gennaro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie agli ottimi <strong>scambi culturali Italia-Russia</strong> è ora a disposizione degli appassionati italiani “<strong>Il tesoro del Cremlino</strong>” che resterà esposto al <strong>Museo degli Argenti di Palazzo Pitti</strong> a Firenze fino all’11 settembre. Per contro a <strong>Mosca </strong>è stata allestita, in parziale contemporanea, la mostra dei <strong>tesori dei Medici</strong> costituita da gioielli in gran parte provenienti proprio dal museo fiorentino che trae il nome dagli argenti di Salisburgo portati da Ferdinando III di Lorena nel 1815.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello dell’<strong>Armeria del Cremlino</strong> è notoriamente <strong>uno dei più importanti tesori esistenti</strong>. <strong>L’Armeria fu la “stanza del tesoro”</strong> dal XII al XVIII secolo, sempre ricolma di oggetti preziosi di ogni genere appartenenti ad epoche diverse, in parte direttamente acquistati per la Casa regnante ed in parte dono di Paesi stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">In mostra circa <strong>centocinquanta capolavori, oggetti di corte di uso quotidiano e oggetti destinati al cerimoniale</strong>, tutti legati al nome degli zar di Russia: <strong>gioielli, armature, ricami bizantini, russi, persiani, turchi ed europei</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La visione di queste opere d’arte storiche rende chiaramente l’idea di quale fosse il grado di finitura dei gioielli degli zar. <strong>Collari e braccialetti nonché anelli</strong> erano lavorati quasi sempre con la <strong>tecnica della granulazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/tesoro-del-cremlino.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19464" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/tesoro-del-cremlino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Presenti in mostra anche <strong>oggetti bizantini provenienti dal tesoro della Cattedrale</strong>. <strong>Cammei, icone smaltate e pietre incise</strong> rifiniti con<strong> montature di epoca successiva</strong>, risalenti al XIV e XV secolo. La tecnica orafa era all’epoca molto avanzata vista la diffusione nell’antica Russia dei<strong> monili in filigrana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’Armeria, <strong>il più antico museo russo</strong>, non può prescindere, come ci dice il nome stesso, dalla vasta produzione delle botteghe del Cremlino incentrata sulla realizzazione di <strong>armi e armature</strong>. Un vero e proprio arsenale costituito da mezzi di offesa e difesa, <strong>comprese le prime armi da fuoco </strong>provenienti da tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ultima sala del museo degli Argenti sono esposte poi opere risalenti al XVIII secolo ed in particolare <strong>lavori di famosi argentieri russi come Alexey Ratkov</strong>. Non manca il famoso <strong>trittico in smalti color zaffiro di Ivan in Terribile</strong> mentre non sono presenti, a causa delle evidenti difficoltà connesse all’eventuale trasporto, le famose carrozze imperiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono esposte anche <strong>diciannove opere conservate nella collezione medicea</strong> e a suo tempo donate ai granduchi di Toscana proprio dagli zar a testimonianza diretta dei proficui rapporti interculturali già esistenti all’epoca con la Russia.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra nel complesso museale di Palazzo Pitti, curata da <strong>Irina Gorbatova</strong>, risulta dunque di sicuro interesse e <strong>ben si inserisce tra gli eventi organizzati nell’anno delle celebrazioni Italia-Russia 2011</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tesoro del Cremlino<br />
a cura di Irina Gorbatova<br />
dal 27 maggio all’11 settembre 2011<br />
Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, Piazza Pitti 1, Firenze<br />
orari: da lunedì a domenica ore 8,15-18,50 (18,30 dal 1/9)</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Aurora Portesio</strong></p>
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		<title>Aereo della NATO si scontra in volo con uno della Lituania</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 12:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito DiVentura</dc:creator>
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Questa mattina nei cieli della Lituania due aerei, un “Mirage” della NATO pilotato da un Francese e un jet L-39 dell’Aeronautica della Lituania, si sono scontrati in volo.
I due piloti si sono salvati: il Francese è riuscito ad effettuare un atterraggio di fortuna, mentre quello Lituano si è dovuto lanciare con il seggiolino, finendo nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/mirage.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-19461" title="mirage" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/mirage.bmp" alt="" width="196" height="140" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa mattina nei cieli della Lituania due aerei, un “Mirage” della NATO pilotato da un Francese e un jet L-39 dell’Aeronautica della Lituania, si sono scontrati in volo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I due piloti si sono salvati</strong>: il Francese è riuscito ad effettuare un atterraggio di fortuna, mentre quello Lituano si è dovuto lanciare con il seggiolino, finendo nel<strong> lago Rekyva</strong>, nella regione del <strong>Siauliai</strong>. L’aereo è invece finito in un campo, senza però provocare danni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’incidente è avvenuto</strong> durante un’esercitazione NATO, i cui aerei di stanza nella <strong>base aerea di Zokniai</strong> hanno il compito di controllare lo spazio aereo degli stati del Baltico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La NATO</strong> ha comunicato che l’incidente è avvenuto alle 09.30 questa mattina, durante un’esercitazione condotta dalla base di Zokniai.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Primo Ministro, Andrius Kubilius</strong>, ha detto ai giornalisti che avrebbe avviato un’indagine e ha così commentato l’accaduto: “<em>Possiamo solo dire con sollievo che non ci sono state vittime. Sfortunatamente, incidenti come questi a volte accadono</em>”.</p>
<p>di <strong>Vito Di Ventura</strong></p>
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		<title>Moto Gp Indianapolis, Rossi chiude decimo: “Visto come va quest&#8217;anno non sono così sorpreso”</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 11:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Cassinelli</dc:creator>
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“Visto come va quest&#8217;anno non sono così sorpreso”. Queste sono le parole di Valentino Rossi al termine della gara di Indianapolis che ha confermato una Ducati ancora lontana dall&#8217;essere competitiva e veloce. Parole che hanno il sapore dell&#8217;amaro e della consapevolezza che i tempi difficili non sono ancora passati e che il decimo posto di Indianapolis è un altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/C_3_Media_1324847_immagine_oleft1.jpg"></a><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/07.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/rossi-ezpeleta-reunion-20111.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19456" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/rossi-ezpeleta-reunion-20111-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>“<em>Visto come va quest&#8217;anno non sono così sorpreso</em>”. Queste sono le parole di <strong>Valentino Rossi</strong> al termine della gara di<strong> Indianapolis</strong> che ha confermato una Ducati ancora lontana dall&#8217;essere competitiva e veloce. Parole che hanno il sapore dell&#8217;amaro e della consapevolezza che i tempi difficili non sono ancora passati e che il decimo posto di <strong>Indianapolis</strong> è un altro campanello d&#8217;allarme in questa stagione che sta ormai finendo. Se<strong> Laguna Seca</strong> e <strong>Brno</strong> avevano illuso che forse la via del miglioramento non fosse poi così lontana, Indianapolis ci ha riproposto una <strong>Ducati</strong> che fatica a stare davanti, anzi proprio non ci sta.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa dodicesima gara del mondiale di MotoGp viene vinta ancora una volta da<strong> Casey Stoner</strong> che è al suo settimo successo stagionale. Un copione che ormai si ripete data la superiorità che la <strong>Honda</strong> sta mostrando in questo mondiale e che difficilmente potrà essere ribaltato. Valentino lo sa e non lo nasconde. Sa che ora l&#8217;unica cosa da fare è lavorare duro per la prossima stagione, per cercare di tornare davanti, dove è sempre stato.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>In questo momento non possiamo ambire a più del sesto-settimo posto, ma qui è andata anche peggio</em> – ha detto Rossi – <em>Lavoriamo pensando al 2012, presto dovremmo avere delle novità da provare e speriamo di migliorare. Abbiamo avuto anche problemi al cambio, mi è rimasto in folle diverse volte e in un paio di occasioni sono stato costretto ad andare dritto, altrimenti avremmo potuto chiudere più avanti</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>È molto difficile adattarsi a situazioni di questo tipo</em> – aggiunge Rossi –<em> Possiamo anche accontentarci di poco, come successo a Laguna Seca e Brno, ma non dobbiamo mollare. Adesso servono modifiche grandi, ci vuole tempo, la Ducati sta facendo un grande sforzo ma non siamo né la Honda né la Yamaha</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Problemi ci sono stati anche per <strong>Nicky Hayden</strong>, compagno di squadra di Valentino. Il pilota americano era partito bene e inizialmente aveva fatto ben sperare rimanendo nel gruppo dei primi quattro. Poi però si è dovuto arrendere alle scarse performance della gomma anteriore ed ha terminato la gara solo in quattordicesima posizione. “<em>È stata una giornata davvero molto difficile. Pensavamo che l’anteriore morbida potesse essere una buona opzione per la gara ma purtroppo lo è stata solo per sette, otto giri” </em>ha detto Hayden<em>. “La moto era veloce in rettilineo e il nuovo cambio mi permetteva di uscire bene dalle curve. Comunque, è la nostra prima gara con la nuova moto e probabilmente dobbiamo capire meglio cosa serve per metterla a punto. Mi spiace per tutti i nostri tifosi in America e per tutti i ducatisti, ci riproveremo la prossima gara</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Elisa Cassinelli</strong></p>
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		<title>Niente Milano per Chandler, giocherà in Cina nello Zhejiang Guangsha</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 11:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Centenari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wilson Chandler ieri ha firmato un contratto annuale con la formazione cinese dello Zhejiang Guangsha mettendo definitivamente a tacere le voci che, in questi giorni, lo volevano ad una passo dall’accordo con l’Olimpia Milano.
Con l’approdo nella CBA, Chandler non potrà usufruire dell’NBA-out in caso di fine del lockout perché la lega cinese ha deciso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/wilson-chandler-cina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19437" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/wilson-chandler-cina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Wilson Chandler</strong> ieri ha firmato un contratto annuale con la formazione cinese dello <strong>Zhejiang Guangsha</strong> mettendo definitivamente a tacere le voci che, in questi giorni, lo volevano ad una passo dall’accordo con l’<strong>Olimpia</strong> <strong>Milano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con l’approdo nella CBA, Chandler non potrà usufruire <strong>dell’NBA-out</strong> in caso di fine del lockout perché la lega cinese ha deciso di negare questa opzione a tutti i giocatori NBA che avrebbero deciso di andare a giocare oltreoceano solo per qualche mese.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Forse ci perderò”</em> ha detto Chandler<em><strong> “Ma penso che questa possa essere una grande esperienza”.</strong></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Chandler è un &#8220;restricted free agent&#8221;. <em>“Denver mi piace, la squadra mi piace”</em> ha proseguito <em>“È </em><em>una grande squadra giovane con un grande coach</em> <em>come George Karl e con una grande dirigenza. Spero di tornare lì”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Allo Zhejiang Guangsha, Chandler ritroverà l’ex NBA, <strong>Earl Clark</strong> e sarà allenato dall’ex coach dei Lakers, <strong>Jim Cleamson.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Andrea Centenari<br />
</strong>follow me on<a href="http://twitter.com/#!/andreacentenari"> twitter</a></p>
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		<title>Canottaggio: è semifinale per Carboncini e Stefanini</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 06:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono iniziati bene per i toscani i Mondiali Assoluti a Bled, in Slovenia, che oltre alle medaglie iridate consegneranno anche diversi pass per i Giochi Olimpici londinesi del 2012. Dopo la prima tornata di batterie, infatti, conquistano la semifinale il due senza del limitese Lorenzo Carboncini e il quattro di coppia del samminiatese Matteo Stefanini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Carboncini-Stafanini1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19427" title="Carboncini - Stafanini" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Carboncini-Stafanini1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono iniziati bene per i toscani i <strong>Mondiali Assoluti a Bled, in Slovenia,</strong> che oltre alle medaglie iridate consegneranno anche diversi pass per i Giochi Olimpici londinesi del 2012. Dopo la prima tornata di batterie, infatti, conquistano la semifinale il due senza del limitese <strong>Lorenzo Carboncini </strong>e il quattro di coppia del samminiatese <strong>Matteo Stefanini</strong>, mentre approda ai quarti il doppio Pesi Leggeri del pontederese Lorenzo Bertini.</p>
<p>Particolare soddisfazione per il due senza che<strong> Carboncini</strong> forma con <strong>Niccolò Mornati</strong>, fratello di quel Carlo che dieci anni fa all’Olimpiade di Sidney, sul quattro senza assieme allo stesso Carbo (oltre che a <strong>Riccardo Dei Rossi e Valter Molea</strong>, oggi tecnico del limitese in Fiamme Oro), stava per scalfire la leggenda dell’inglese Steve Redgrave, che al termine di una manciata di centesimi riuscì a relegare gli azzurri al secondo posto e a prendersi di conseguenza il suo quinto oro olimpico.</p>
<p>Il duo azzurro si prende la semifinale con il secondo tempo di tutte e quattro le batterie, dietro ironia della sorte la Gran Bretagna, vincitrice della sua manche, prendendosi anche la soddisfazione di lasciare diversi secondi alla temibile Grecia, spesso davanti nelle ultime uscite ufficiali all’armo italiano.</p>
<p>Bene il quadruplo di Stefanini, al secondo carrello dietro al monumentale (e neo-barbuto) <strong>Rossano Galtarossa</strong> e davanti a <strong>Simone Venier e Paolo Perino,</strong> che tiene bene il passo dei campioni mondiali della Croazia e, soprattutto, regge il confronto psicologico con la Svizzera, che dopo un punta a punta è costretta al terzo posto, e dunque ai recuperi, per soli 4 centesimi.</p>
<p>Il doppio leggero di <strong>Bertini</strong>, fido scudiero del capovoga <strong>Elia Luini,</strong> spicca nel mare magnum della specialità (34 equipaggi iscritti) con una batteria autoritaria, che permette ai due azzurri di entrare ai quarti di finale senza il benché minimo sforzo: gli Stati Uniti, secondi, sono a più di 5 secondi di distacco.</p>
<p>Rimandato invece il quattro senza che vede il livornese Luca Agamennoni ed il fiorentino Francesco Fossi ricoprire il ruolo di “motore”, dietro Andrea Palmisano e davanti a Mario Paonessa. L’handicap di Aga, Fossi e compagni risulta essere la partenza, dal momento che il passo è buono, ma non bastevole per prendere Grecia e Australia, che volano in semifinale.</p>
<p>Recuperi dunque per il quattro senza dei due toscani, in attesa di vedere all’opera gli ultimi elementi del Granducato che ancora devono scendere in acqua: i fiorentini <strong>Davide Riccardi e Fabrizio Caselli, </strong>rispettivamente su otto PL e singolo Adaptive AS, e l’orbetellano Gianluca Santi, sempre sull’otto leggero.</p>
<p>di <strong>Armida Tondo</strong></p>
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		<title>Atletica Leggera: Simona La Mantia saluta Daegu</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 06:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[XIII Campionati del Mondo di Daegu (Corea del Sud)]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia male, per gli azzurri, la quarta giornata dei XIII Campionati del Mondo di Daegu (Corea del Sud): la prima a lasciare la scena è la triplista, campionessa europea indoor e argento all&#8217;aperto, Simona La Mantia.
La finanziera palermitana, nel cercare di registrare al meglio la rincorsa, colleziona un 14,06 (+0.8) iniziale con 15 centimetri regalati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Daegu-2011.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19413" title="Daegu-2011" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Daegu-2011-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Inizia male, per gli azzurri, la quarta giornata dei XIII Campionati del Mondo di Daegu (Corea del Sud):</strong> la prima a lasciare la scena è la triplista, campionessa europea indoor e argento all&#8217;aperto,<strong> Simona La Mantia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>finanziera palermitana</strong>, nel cercare di registrare al meglio la rincorsa, colleziona un 14,06 (+0.8) iniziale con 15 centimetri regalati in fase di battuta e due nulli che lasciano l&#8217;amaro in bocca. La prima &#8220;X&#8221; arriva in maniera piuttosto netta con mezzo piede sopra la plastilina e l&#8217;azzurra che atterra dalle parti del 14,45 della qualificazione diretta. Il secondo nullo è, invece, praticamente minimo. Mentre alle sue spalle si alza la bandierina rossa del giudice di gara, la 28enne allenata da Michele Basile balza intorno ai 14,20. Una misura che le avrebbe probabilmente permesso di rientrare tra le dodici finaliste, il cui elenco si chiude con il 14,15 della brasiliana Costa. &#8220;<em>Ci ho provato fino all&#8217;ultimo salto</em> &#8211; commenta la La Mantia &#8211; <em>Non è stata una questione di pedana. Sì, forse, si sentiva un po&#8217; di vento a favore e la rincorsa sbalzava qualcosa in più, ma non mi ha dato grossi problemi. Nel primo salto ho staccato mezzo piede dietro, lo stesso che poi mi sono ritrovata sul nullo del secondo. Nell&#8217;ultimo ho tirato un piede dietro nella rincorsa, ma è finito con un altro nullo. Io sono comunque contenta di essere qua. Fino a due anni fa, nel 2009, ero a casa a cercare di guarire dagli infortuni</em>&#8220;. Solo tre le atlete &#8211; le principali favorite per il podio &#8211; che hanno centrato la misura di qualificazione: le cubane Yargeris Savigne (iridata in carica), 14,62 (+0.4), e Mabel Gay (14,53/+0.1), e la sorprendente colombiana Caterine Ibarguen (14,52/+0.1). Si giocheranno la finale il 1° settembre (ore 12:20).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/la-mantia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19414" title="ATHLETICS-EUROPEAN/" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/la-mantia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Stesso destino per l&#8217;azzurro <strong>Silvano Chesani </strong>nella finale dell&#8217;alto. Il tricolore assoluto all&#8217;inizio paga forse il prezzo dell&#8217;emozione del suo debutto mondiale, incappando subito in un&#8217;incertezza alla quota d&#8217;entrata di 2,16 che poi risolve al secondo tentativo. Dà, invece, dimostrazione di carattere alle due successive misure della progressione, 2,21 e 2,25, entrambe appesantite da due errori, ma in seguito superate con lucidità alla terza prova. Meglio il primo approccio a 2,28 &#8211; primato personale che il 23enne trentino quest&#8217;anno ha già ottenuto in due occasioni &#8211; ma stavolta l&#8217;asticella finisce a terra per tre volte. &#8220;<em>Un po&#8217; di emozione</em> &#8211; racconta il poliziotto seguito da Giuliano Corradi &#8211; <em>l&#8217;ho sentita giusto al primo salto, poi gli errori sono stati solo frutto di incertezze tecniche. Più saltavo e più trovavo confidenza con la gara e la pedana. Mi è dispiaciuto, ma devo ancora migliorare nella fase di volo. Lo considero un punto di partenza per i grandi appuntamenti internazionali del 2012</em>&#8220;. Dieci in tutto gli atleti che sono saliti al 2,31 che garantiva il passaggio diretto alla finale del 1° settembre (ore 12:10). Tra questi, oltre ai &#8220;soliti noti&#8221; russi Ukhov e Shustov o la statunitense Williams, ci sono il talentuoso junior Barshim, l&#8217;iridato del 2007 Donald Thomas e tre outsider come il greco Chondrokoúkis, il cinese Zhang e Darvin Edwards che ha stabilito il primato nazionale dell&#8217;isola di Santa Lucia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora due fatiche per l&#8217;<strong>eptatleta Francesca Doveri </strong>che salta 6,09 (-0.1/877 punti) nel lungo e lancia 35,09 (573) nel giavellotto, portando il suo score a 4867 punti. In testa alla classifica, la russa Tatyana Chernova riesce nel sorpasso, 5887 a 5754 punti, sulla britannica, campionessa uscente, Jessica Ennis. Si giocheranno il titolo oggi alle 14 con l&#8217;ultima prova, gli 800 metri.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Armida Tondo</strong></p>
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		<title>Mondiali di Atletica: Vizzoni ottavo nel martello</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 18:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’azzurro Nicola Vizzoni ha conquistato l’ottavo posto ai Campionati Mondiali di Daegu (Corea del Sud): questa è la sua ottava partecipazione iridata in carriera. Argento olimpico a Sydney 2000 ed europeo a Barcellona 2010, ha ottenuto la sua miglior misura al primo lancio, 77,04 non riuscendo a migliorarsi nei successivi tentativi. Oro al giapponese Koji Murofushi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/vizzoni-mondiali-berlino2009-finale.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19402" title="vizzoni-mondiali-berlino2009-finale" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/vizzoni-mondiali-berlino2009-finale-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’azzurro <strong>Nicola Vizzoni</strong> ha conquistato l’ottavo posto ai <strong>Campionati Mondiali di Daegu (Corea del Sud)</strong>: questa è la sua ottava partecipazione iridata in carriera. Argento olimpico a <strong>Sydney 2000</strong> ed europeo a Barcellona 2010, ha ottenuto la sua miglior misura al primo lancio, 77,04 non riuscendo a migliorarsi nei successivi tentativi. Oro al giapponese Koji Murofushi, due volte ad 81,24, ma insidiato all&#8217;ultimo turno dall&#8217;81,18 d&#8217;argento dell&#8217;ungherese Krisztián Pars. Bronzo, infine, per lo sloveno, campione olimpico e mondiale uscente, Primož Kozmus (79,39).</p>
<p>Nell&#8217;<strong>eptathlon</strong>, pilotato dall&#8217;iridata in carica Jessica Ennis (4078 punti), giro di boa a 3417 punti per Francesca Doveri (24ª). Oltre a lei, domani (martedì 30 agosto) inizieranno la loro avventura mondiale anche il tricolore assoluto dell&#8217;alto Silvano Chesani (ore 3.10, qualificazione diretta a quota 2,31 oppure un posto tra i primi 12) e la triplista, campionessa europea indoor e vice all&#8217;aperto, Simona La Mantia (ore 4.45, qualificazione diretta a 14,45m).</p>
<p>La terza giornata dei<strong> XIII Campionati del mondo di Daegu</strong> ha regalato emozioni e verdetti sorprendenti, anche oltre le aspettative. Finale spettacolare sui 110 ostacoli e successiva squalifica dell&#8217;olimpionico e primatista mondiale Dayron Robles (al momento è in esame il ricorso di Cuba per la restituzione della medaglia d&#8217;oro) con il titolo passato in mano allo statunitense Jason Richardson (13.16/-1.1). Storico oro del Botswana nei 400 femminili con Amantle Montsho (49.56) sull&#8217;ambiziosa iridata dei 200, Allyson Felix  49.59). Grande finale nell&#8217;asta maschile con oro (5,90) al giovane polacco Wojciechowski, che assieme all&#8217;incredibile cubano Borges (5,90) lascia solo il bronzo al favorito Lavillenie (5,85).</p>
<p style="text-align: justify;">Titolo dei 100 femminili alla sprinter più veloce della stagione, la statunitense Carmelita Jeter (10.90/-1.4), e infine l&#8217;exploit di Valerie Adams, che con l&#8217;oro già al collo nel getto del peso, si supera fino a un 21,24 d&#8217;altri tempi. Infine, le semifinali dei 400 maschili che hanno promosso i favoriti LaShawn Merritt e Kirani James e che hanno visto l&#8217;uscita di scena di <strong>eptathlon</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Domani, oltre alla finale del giro di pista degli uomini</strong>, spettacolo assicurato con le finali del salto con l&#8217;asta femminile (con la Isinbayeva desiderosa di riscatto), degli 800 metri maschili con il primatista del mondo Rudisha alla ricerca del primo oro iridato, del disco maschile e dei 3000 siepi femminili (Kenya ancora a caccia di medaglie nel mezzofondo).</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Armida Tondo</strong></p>
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		<title>Tiro a volo &#8211; 3° Memorial “Nando Rossi”</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 17:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Augusto Martellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri sport]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[3° Memorial “Nando Rossi”]]></category>
		<category><![CDATA[tiro a volo]]></category>
		<category><![CDATA[Trofeo al Tav Umbriaverde]]></category>

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		<description><![CDATA[A Massa Martana e Acquasparta record di presenze: oltre 450 in pedana. Vincono Fabbrizi e la Rossi. Il trofeo va a Prosperi
Il 3° Memorial “Nando Rossi” si è chiuso con risultati entusiasmanti. Primo fra tutti quello della presenza in pedana. Oltre 450 tiratori e tiratrici, provenienti da ogni parte della penisola, hanno reso omaggio alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Prosperi-a-sx-e-Venturini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19394" title="Prosperi a sx e Venturini" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Prosperi-a-sx-e-Venturini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>A <strong>Massa Martana e Acquasparta</strong> record di presenze: oltre 450 in pedana. Vincono <strong>Fabbrizi e la Rossi</strong>. Il trofeo va a Prosperi</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>3° Memorial “Nando Rossi”</strong> si è chiuso con risultati entusiasmanti. Primo fra tutti quello della presenza in pedana. Oltre 450 tiratori e tiratrici, provenienti da ogni parte della penisola, hanno reso omaggio alla memoria del presidente del Coni regionale Umbria e vicepresidente della Fitav, scomparso nel maggio 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">Clou della manifestazione due incontri internazionali che hanno interessato atleti provenienti da sei nazioni. Nel primo, tutto al femminile, l’azzurra <strong>Jessica Rossi</strong>, campionessa europea e mondiale del 2009 e medaglia di bronzo ai Mondiali 2010, in una serie secca di 25 piattelli ha battuto colleghe provenienti da Inghilterra, San Marino, India, Turchia e Thailandia. La giovanissima campionessa di Crevalcore (BO), in forza al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, si è meritata il primo posto con 24 centri su 25, regolando l’inglese Esme Florence Sparey, seconda  con 22, e la sanmarinese Marina Santolini, terza con 21.</p>
<p style="text-align: justify;">Vittoria italiana anche nel triangolare <strong>Italia-India-Turchia</strong> che ha visto impegnati in pedana un senior ed uno junior per ognuno dei tre Paesi. A guadagnarsi il primo posto con un perfetto 25/25 è stato l’italiano Massimo Fabbrizi (Carabinieri) di Monteprandone (AP). Alle sue spalle il secondo e terzo posto sono stati decisi con uno shoot-off che ha interessato l’azzurro Valerio Grazini di Viterbo e gli indiani Mansher Singh e Kynan Chenai, tutti appaiati a quota 24. Grazini ha ceduto il passo al 7° piattello dello shoot-off, chiudendo al 4° posto con 24+6 e lasciando il campo libero agli indiani. Alla fine tra i due si è imposto Singh che con +9 a +8 ha meritato il secondo posto relegando Chenai al terzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la conquista del Trofeo d’Argento, i tiratori si sono affrontati sugli impianti del Tav Umbriaverde di Massa Martana (PG) e del Cascata delle Marmore di Acquasparta (TR) sulla distanza complessiva di 100 piattelli. La classifica a maggioranza ha premiato come vincitore del 3° Memorial “Nando Rossi” Simone Lorenzo Prosperi (Fiamme Oro) di Artena (RM). Premiato dall’intera famiglia Rossi, guidata dal presidente federale Luciano Rossi, il giovane tiratore, fresco vincitore della medaglia di bronzo individuale e di quella d’oro a squadre alle Universiadi di Shenzhen (CHN), ha seguito le orme dei suoi predecessori Massimo Fabbrizi e Mauro De Filippis, vincitori delle prime due edizioni, decidendo di donare l’ambito <strong>Trofeo al Tav Umbriaverde</strong> ed alla famiglia Rossi a memoria della gara.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>È</em> <em>stata una manifestazione meravigliosa</em> – ha commentato al termine della cerimonia di premiazione il presidente della Fitav Luciano Rossi <em>– Vedere così tanti tiratori impegnati nelle gare in memoria di mio padre ha testimoniato quanto il suo ricordo sia ancora vivo nei cuori, nell’anima e nello spirito sportivo di tutti loro, oltre che nel mio e in quello della mia famiglia</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Augusto Martellini</strong></p>
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		<title>I bambini in campagna imparano di più! Orto didattico e agriasilo</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 16:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Esposto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[agriasilo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e natura]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[orto didattico]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi di voi ricorda quando da bambini si giocava per strada?  Dopo il pranzo e un’oretta di compiti si scendeva nel viale sotto casa per incontrare gli altri bambini.
Ci si riuniva per giochi di gruppo, tra i più famosi: guardie e ladri, nascondino, strega comanda color color, campanone o il gioco dell’elastico.
Il paese offriva tutto: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/orto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19384" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/orto.jpg" alt="" width="176" height="231" /></a>Chi di voi ricorda quando <strong>da bambini si giocava per strada</strong>?  Dopo il pranzo e un’oretta di compiti si scendeva nel viale sotto casa per incontrare gli altri bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si riuniva per giochi di gruppo, tra i più famosi: <strong>guardie e ladri, nascondino, strega comanda color color, campanone o il gioco dell’elastico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il paese offriva tutto</strong>: spazi verdi dove poter giocare in tranquillità senza dover essere controllati dai genitori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il vicinato era una grande risorsa</strong>, ci si veniva incontro in base agli impegni, per cui a turno le mamme o ancor di più le nonne preparavano una sana merenda fatta di prodotti genuini come pane e pomodoro  o crostate fatte in casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come sono cambiate le nostre città? E quanto sono cambiati i nostri ammirati e invidiati paesini di provincia un tempo luoghi sicuri per adulti e bambini?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/orto-didattico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19385" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/orto-didattico.jpg" alt="" width="200" height="250" /></a>L’attuale scenario non è dei più felici: i nostri figli &#8211; parlo dei figli degli Italiani &#8211; passano ore soli in casa e<strong> le statistiche dimostrano che la maggior parte del loro tempo libero è impiegato davanti alla televisione o al computer.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Intendiamoci: sicuramente la tecnologia ha apportato grandi cambiamenti positivi nella società moderna e attraverso internet è possibile ridurre le distanze ed accedere alle più svariate informazioni; ma non ci saremo fatti prendere la mano tanto che molti ragazzi necessitano di terapie per distaccarsi dalla dipendenza dall’elettronica?</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi più che mai <strong>si sente il bisogno di sopperire alla mancanza di spazi verdi</strong> e <strong>cresce l’attenzione a ciò che si mangia e soprattutto ai prodotti alimentari per la dieta dei più piccoli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attenzioni al bio, al naturale, all&#8217;eco-sostenibile sono cresciute tra le mamme moderne di pari passo con la crescita dei loro bimbi.</p>
<p style="text-align: justify;">Riciclare creativamente è diventato uno stile di vita: creare giochi e attività per i piccoli riutilizzando materiali di recupero si rivela non solo utile, ma anche divertente ed educativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/green-baby-clothing.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-19387" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/green-baby-clothing.gif" alt="" width="210" height="177" /></a>Inizia ad aumentare la tendenza a recuperare gli orti di famiglia</strong>, ereditati dai nonni, che si è trasformano in angoli dove coltivare frutta e verdura e, naturalmente, nuovi spazi verde dove giocare tranquillamente.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è ancora molto da fare e su cui lavorare, ma si cominciano a vedere i primi segnali di ritorno ad una vita semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invito a visitare il sito <a href="http://www.babygreen.it/">www.babygreen.it</a>, “<strong>una guida per mamme quasi green</strong>” dove poter trovare spunti ed esempi per condurre una vita sostenibile, perché il mondo, la natura è la vera eredità che lasceremo ai nostri figli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Utilizzare il cibo coltivato è un buon modo per far comprendere da dove vengono le pietanze</strong> che si trovano nel piatto, affinché i bambini non pensino che i frutti nascano al supermercato!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’orto è un luogo didattico</strong> dove poter osservare api e farfalle, lumache e uccellini e scoprire il ciclo delle stagioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/agri-asili.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19388" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/agri-asili-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a>A questo proposito la <strong>Coldiretti </strong>propone il progetto degli<strong> agriasilo</strong>: delle vere e proprie scuole dell’infanzia che si basano su un&#8217;idea semplice: far crescere i bambini in un ambiente ricco di stimoli e <strong>a contatto con la natura</strong>. Un ambiente naturale e familiare, dove giocare all&#8217;aria aperta, con piante e animali come &#8220;amici&#8221; da scoprire e da conoscere, per allargare l&#8217;orizzonte sensoriale, la creatività e<strong> </strong>la<strong> sensibilità</strong> verso il mondo esterno.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli agriasilo sono stati aperti in 10 fattorie italiane, ma il progetto è in continua crescita, segno della concreta necessità di ritornare a disporre di un luogo sano e sicuro dove far crescere i nostri piccoli.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Licia Esposto</strong></p>
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		<title>Mondiali di Atletica: Bolt battuto da una falsa partenza</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 11:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Armida Tondo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atletica]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<category><![CDATA[lancio del disco]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali atletica]]></category>
		<category><![CDATA[salto in alto]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Bolt-disperato-per-la-falsa-partenza-290x168.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19375" title="Bolt-disperato-per-la-falsa-partenza-290x168" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/Bolt-disperato-per-la-falsa-partenza-290x168-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Succede l&#8217;imprevedibile, l&#8217;incredibile, l&#8217;inimmaginabile: la spada di Damocle del regolamento impietoso</strong>, che mette fuori gioco chi si addossa la responsabilità di <strong>una falsa partenza</strong>, si abbatte sul faro mediatico dell&#8217;atletica mondiale, <strong>Usain Bolt, </strong>che schizza dai blocchi in netto anticipo, facendo harakiri in un secondo. Via in un attimo la maglia, la medaglia e la sicurezza, appena resosi conto della portata del guaio combinato sui blocchi. La tensione, già alle stelle, sale a livello galattico, per un oro che doveva essere di nessun altro. Se lo prende il più freddo di tutti, Yohan Blake, che ai 30 metri scappa via dall&#8217;ombra di Collins, un razzo dai blocchi, e chiude senza rivali in 9&#8243;92 con vento contrario di quasi un metro e mezzo. L&#8217;argento va al bravissimo Walter Dix in 10&#8243;08, ancora una medaglia conquistata negli ultimi centimetri, che riprende sul traguardo Kim Collins, prodigioso nel portare a casa il bronzo (10&#8243;09), il secondo dopo quello di Helsinki, la terza medaglia mondiale dopo l&#8217;oro di Parigi, ma soprattutto bravo a restare mentalmente &#8220;dentro&#8221; la finale dopo l&#8217;uscita di Bolt. La tensione ha lacerato anche l&#8217;anima di Christophe Lemaitre, che non ha saputo imboccare la via del cancello spalancatoglisi davanti con la squalifica di Bolt. È quarto in 10&#8243;19. <strong>Sotto choc Nesta Carter, rimasto indietro senza correre (10&#8243;95)</strong>.</p>
<p><strong>Prima dell&#8217;apoteosi, nella prima semifinale si è fatto fuori da solo Dwain Chambers</strong>, squalificato per falsa partenza. Al replay sui blocchi, Blake si rialza coi tempi giusti e va via in accelerazione che è una bellezza, vincendo in 9&#8243;95 con leggero vento contrario. Secondo è Dix nel rispetto dei pronostici, terzo il campione europeo junior Jimmy Vicault, quarto Bailey, che saranno ripescati per la finale. Nella seconda Bolt lampeggia meno che in batteria ma vince nettamente in decontrazione, Lemaitre fa il suo, uscendo dopo i 50 metri regalando un metro agli avversari. Nella terza, &#8220;Speedy&#8221; Collins lascia sul posto Nesta Carter e guadagna l&#8217;ennesima finale mondiale dopo essersi dichiarato &#8220;ex&#8221;. Scherzava. Gatlin chiude la recita mestamente, senza lasciare traccia, in 10&#8243;23.<br />
<strong><br />
L&#8217;oro dei cento metri mondiali è sì della Giamaica, ma non di Usain Bolt</strong>, squalificato per una falsa partenza che ha messo k.o. i nervi di più di un avversario. L&#8217;oro è di Yohan Blake (9&#8243;92/-1.4), il più giovane del gruppo dei caraibici di vertice, davanti allo statunitense Dix (10&#8243;08) e all&#8217;incredibile Kim Collins (10&#8243;09), eroe nazionale di St.Kitts &amp; Nevis. Nelle altre finali dove non erano impegnati atleti italiani, sono state assegnate due medaglie d&#8217;oro agli Stati Uniti con Brittney Reese (6,82/+0.1) nel salto in lungo femminile e Trey Hardee (8.607 punti) nel decathlon che hanno così confermato il titolo iridato di Berlino 2009. Nel disco femminile primo oro cinese e asiatico nella specialità, grazie al 66,52 di Li Yanfeng. Nel pomeriggio mondiale di Daegu si sono disputate anche le tre semifinali degli 800 metri maschili, che hanno promosso alla finale tutti i migliori atleti, a partire dal primatista mondiale David Rudisha.</p>
<p><strong>Nel salto in lungo femminile finale tecnicamente meno che modesta, vinta per la seconda volta consecutiva dalla statunitense Brittney Reese,</strong> ma con la peggior misura della storia dei campionati del mondo, un 6,82 ottenuto in apertura, seguito da cinque salti nulli. Solo la bielorussa Mironchik tiene in apprensione l&#8217;americana a metà gara, poi la misurazione sancisce lo scampato pericolo a 6,74. Al quinto turno la russa Olga Kucherenko si è messa in tasca l&#8217;argento con 6,77, in extremis la lettone Ineta Radevica è salita sul podio con 6,76, confermando l&#8217;oro di Barcellona Misure da dimenticare, ci si garantiscono gli ultimi tre salti di finale con 6,39. Suicidio della statunitense Jimoh, tre nulli. Le altre? Non pervenute, compresa la sinuosa Klishina, sei metri e mezzo e giù dal podio, e l&#8217;olimpionica Maggi, spentasi a 6,17.</p>
<p><strong>Primo oro cinese nel disco femminile, infatti, per la prima volta nella storia dei mondiali l&#8217;oro va a una lanciatrice cinese, la 32enne Li Yanfeng,</strong> leader mondiale stagionale, l&#8217;unica a superare i 66 metri con 66,52 al secondo lancio. Medaglia d&#8217;argento alla tedesca Nadine Muller (65,97), che dopo un ottimo avvio si spegne ma riesce a tenere un gradino sotto la cubana Yarelis Barrios, bronzo per il terzo podio mondiale consecutivo con un miglior lancio di 65,73. Molto deludente la campionessa uscente Dani Samuels, solo decima con 59,14. Grazie all&#8217;argento della Muller, la Germania rafforza la leadership nel medagliere storico della specialità, che ora conta tre ori e tre argenti.</p>
<p><strong>Hardee si concede il bis nel Decathlon, secondo sigillo iridato consecutivo, il settimo per gli Stati Uniti nel decathlon in tredici edizioni del Mondiale. </strong>Decisiva la seconda giornata, quando ha preso il comando su Eaton con ottime prove di disco, asta e giavellotto, dove ha centrato il personale. Il fortissimo Eaton ha deluso, l&#8217;ucraino Kasyanov è crollato proprio con il giavellotto, punto di forza del cubano Leonel Suarez, autore della consueta grande seconda tornata di gare. Oro a Hardee, argento a Ashton Eaton che riacchiappa il cubano Suarez in extremis nei 1500 metri. Per il caraibico la medaglia di bronzo, quasi una delusione per come sono andate le cose. I punteggi: per Hardee l&#8217;oro con 8.607 punti, per Eaton 8.505, per Suarez la beffa del bronzo a quattro punti da Eaton, 8.501. quarto il russo Drozdov con 8.313.</p>
<p><strong>Nelle semifinali degli 800 maschili, una serie di tensione allo spasimo, due qualificati di diritto e due ripescati grazie ai tempi: nella prima il sudanese Kaki</strong> va via di slancio per mettere al sicurola qualificazione, ma paga quanto speso il giorno prima in batteria. Viene colmato il gap scavato dopo il primo giro, e addirittura scavalcato via via dallo junior etiope Aman, intelligente tatticamente quanto basta nonostante la giovanissima età, e dal polacco Lewandowski. Per l&#8217;avversario principale di David Rudisha, visti i tempi, resta viva la speranza del recupero dei due migliori tempi tra gli esclusi. Aman va al personale in 1&#8242;44&#8243;57, Lewandowski attinge alla miglior prestazione stagionale di 1&#8242;44&#8243;60, Kaki è terzo in 1&#8242;44&#8243;62. Quarto, in attesa dei tempi di recupero, anche l&#8217;ex-campione del mondo Yego, con 1&#8242;44&#8243;82. Nella seconda semifinale il primo giro si chiude quasi in 53&#8243;, ed è chiaro che chi non guadagnerà in pista le prime due piazze non potrà ambire ai recuperi. Il kenyano Kivuva si suicida sbagliando tutta la seconda metà di gara, e trovano il pass per la finale l&#8217;ex-campione olimpico Borzakovskiy e lo statunitense Symmonds (per entrambi 1&#8242;45&#8243;73). Escluso il giovanotto di belle speranze Kevin Lopez, futuro astro di Spagna. Il cerchio dei finalisti si chiude nella terza semifinale con David Rudisha e Adam Kszczot, i due atleti più forti. Rudisha tiene a bada il brasiliano Davide fino ai 600 metri poi azzera i rischi e allunga le leve, il polacco riprende il brasiliano e gli si mette davanti fino alla fine. Si vince con 1&#8242;44&#8243;20, e per Davide, con un tempo superiore all&#8217;1&#8242;45&#8243;, si fa notte. Salvano la finale, la migliore possibile, Kaki e Yego.</p>
<p>di <strong>Armida Tondo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Corno d&#8217;Africa, la FAO avverte: i finanziamenti per il recupero dello sviluppo agricolo tardano ad arrivare</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 11:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Addis Abeba (Etiopia)]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi, mentre i governi di tutto il mondo erano riuniti ad Addis Abeba  (Etiopia) per una conferenza internazionale dei donatori volta a definire nuove strategie per supportare il cronico stato di crisi in cui vive il Corno d&#8217;Africa, la FAO ha avvertito che gli sforzi per evitare il peggioramento della crisi non vengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/etiopia_14_1_2010_small.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19371" title="etiopia_14_1_2010_small" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/etiopia_14_1_2010_small-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nei giorni scorsi, mentre i governi di tutto il mondo erano riuniti ad <strong>Addis Abeba  (Etiopia)</strong> per una conferenza internazionale dei donatori volta a definire nuove strategie per supportare il cronico stato di crisi in cui vive il <strong>Corno d&#8217;Africa</strong>, la FAO ha avvertito che gli sforzi per evitare il peggioramento della crisi non vengono adeguatamente finanziati.</p>
<p>Le due riunioni di emergenza organizzate dalla FAO a Roma lo scorso 25 luglio e il 18 agosto, hanno aiutato a preparare il terreno per la conferenza dell<strong>&#8216;Unione Africana di Addis Abeba</strong>, al fine di sensibilizzare la comunità internazionale sull&#8217;importanza non solo di fornire assistenza alimentare, ma anche di sostenere i produttori alimentari nel Corno d’Africa per tornare operativi nel più breve tempo possibile. Ma il sostegno per le attività descritte dalla FAO nella &#8220;<strong>Road map for Recovery</strong> &#8221; – <strong> 161 milioni di dollari per ripristinare le condizioni di vita e ricostruire la resilienza delle popolazioni colpite da numerose catastrofi  -  sono stati distribuiti solo in minima parte (circa 57 milioni)</strong>.</p>
<p>Ad aggravare la già drammatica situazione sono le condizioni del bestiame in continuo deterioramento, ed il peso crescente dei debiti accumulati che continua ad erodere la capacità delle famiglie urbane e rurali “per l&#8217;acquisto di cibo”. A causa dei debiti infatti, numerosissimi agricoltori sono stati costretti a vendere i semi per poter sopravvivere, nonostante sia alle porte la prossima stagione di semina nel Corno d&#8217;Africa. Allo stesso modo, i pastori svendono il loro bestiame per guadagnare denaro che può essere utilizzato per sfamare le loro famiglie. Senza un adeguato <strong>foraggio, riparo, acqua e vaccini, </strong>stanno perdendo gli animali a un ritmo allarmante.</p>
<p>La FAO sta già fornendo assistenza alle comunità in <strong>Gibuti, Etiopia, Kenya e la Somalia </strong>attraverso il ripristino e la costruzione di punti d&#8217;acqua, fornendo sostegno agricolo, come sementi, attrezzi, mangimi, foraggio ed acqua per il bestiame.</p>
<p>Un documento sviluppato per la riunione ad Addis Abba dall&#8217;Unione africana, in collaborazione con le tre agenzie alimentari delle Nazioni Unite con sede a Roma (FAO &#8211; Food and Agriculture Organization, IFAD &#8211; Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, e  PAM,  Programma Alimentare Mondiale) evidenzia la necessità di un duplice approccio al problema: far fronte, contemporaneamente, sia alle esigenze immediate per garantire la sopravvivenza delle popolazioni più colpite, sia lo studio per  capire le cause profonde del problema, al fine di portare il Corno d&#8217;Africa verso la stabilità e migliorare la sicurezza alimentare. &#8220;<em>Abbiamo il know-how, tra cui le istituzioni, la tecnologia e le capacità umane per sradicare la fame dal Corno d&#8217;Africa, ma mancano le risorse per raggiungere questo risultato</em>&#8220;, afferma il documento. La FAO ha infine lodato l&#8217;Unione Africana per la convocazione della conferenza e ha incoraggiato i membri dell&#8217;Unione Africana e di altre nazioni africane a promuovere gli investimenti in agricoltura svolgendo inoltre un ruolo di leadership nella risposta alle crisi.</p>
<p>di <strong>Salvatore Verde</strong></p>
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		<title>Canottaggio: Al via i Mondiali &#8211; In palio le carte olimpiche</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 10:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Augusto Martellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canoa - Canottaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono iniziati ieri e termineranno il 4 settembre, sul lago di Bled (Slovenia), i Campionati Mondiali che assegneranno i pass olimpici e paralimpici per i Giochi di Londra 2012. Per questa ragione si è passati dai 251 equipaggi di 46 Paesi presenti a Karapiro nel 2010, ai 384 di quest’anno, con ben 1069 atleti normodotati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/schiavone-laura.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19367" title="schiavone-laura" src="http://www.italnews.info/wp-content/uploads/2011/08/schiavone-laura-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono iniziati ieri e termineranno il 4 settembre, sul lago di <strong>Bled (Slovenia)</strong>, i <strong>Campionati Mondiali</strong> che assegneranno i <strong>pass olimpici e paralimpici </strong>per i <strong>Giochi di Londra 2012</strong>. Per questa ragione si è passati dai 251 equipaggi di 46 Paesi presenti a Karapiro nel 2010, ai 384 di quest’anno, con ben 1069 atleti <strong>normodotati</strong> iscritti (145 gli <strong>adaptive</strong>), in rappresentanza di 68 nazioni. L’Italia globalmente è al via con 17 barche (12 maschili e 5 femminili, con 54 atleti), più 4 adaptive (13 atleti gareggianti e ben 5 riserve).</p>
<p><strong>Azzurri a caccia della qualificazione con 10 barche, sulle 14 previste dal programma olimpico</strong>: 5 senior maschili (singolo, doppio, due senza, quattro senza, quattro di coppia), 2 pesi leggeri maschili (doppio e quattro senza), 2 senior femminili (due senza, quattro di coppia), 1 pl femminile (doppio); oltre a 3 adaptive (singolo maschile, doppio e quattro con). Iscritte nelle prove “non olimpiche” altre 7 formazioni italiane: due con senior uomini; quattro senza senior donne; singolo, quattro di coppia, due senza e otto pl uomini; quattro di coppia pl donne. <strong>Tra queste, visto che la Fisa persevera a mantenerle illogicamente in un programma iridato di per sé già tanto affollato, al punto che da quest’anno si sperimenteranno le 22 finali spalmate in 4 giorni</strong> (1-4 settembre), il quattro senza donne e l’otto pl (entrambe con il misero numero di 5 iscritti) hanno già in tasca la disputa delle finali. <strong>E che titolo mondiale può mai essere questo?</strong></p>
<p><strong>Le novità delle formazioni azzurre riguardano il ritorno, dopo due anni d’inattività, </strong>sul quattro di coppia, vicecampione olimpico e del mondo, del 39enne padovano <strong>Rossano Galtarossa</strong> (un oro, un argento e due bronzi in 5 Olimpiadi), che va ad <strong>occupare il posto di capovoga, togliendolo a Raineri </strong>(primo carrello a Sidney, a Pechino, lo scorso anno in Nuova Zelanda e in altri mondiali) che, dopo una serie di diatribe tecniche ed infortuni capitati a quest’ultimo finisce per diventare il capovoga del doppio, dove ritrova il compagno delle <strong>Fiamme Gialle</strong>, Montrone. Nel 4 di coppia Stefanini va al 2° carrello, Venier resta al 3° e a prora viene innestato alla vigilia Paolo Perino, che fino a ieri era sul doppio. <strong>Esce di scena Luca Agamennoni</strong>, anch’egli sul quadruplo d’argento a Shunyi in Cina e Karapiro, e sale a bordo del 4 senza che già gli valse il bronzo ad Atene 2004: il finanziere livornese sarà al 2° carrello, dietro il capovoga Palmisano e davanti all’altro toscano Fossi e Paonessa.</p>
<p>In campo femminile si cerca l’impresa affidandosi alla nuova composizione del 4 di coppia, dove l’esperta <strong>Sancassani </strong>va a prua, preceduta dall’altra veterana<strong> Schiavone e Colombo, e la giovane Calabrese </strong>a capovoga; ma per essere subito promosse in finale e staccare il pass occorre arrivare primi. Molte speranze di ammissione olimpica sono appuntate sul doppio pl della nuova coppia<strong> Milani </strong>(bronzo iridato in singolo) e <strong>Marasca</strong>, anche se la schiera avversaria (23) è notevole.</p>
<p>Agli azzurri toccherà superare i primi ostacoli, che nell’anno antecedente i Giochi si moltiplicano a dismisura, visto che tutti vogliono sbrigare subito la pratica che abilita la prenotazione dei biglietti per l’Inghilterra. A dire il vero, a differenza di altri sport, nel mondo remiero è molto più facile staccare il pass. Quasi per tutti basta arrivare 11° (non ultimi nella finale B) e si vanno ad alimentare le speranze che, se non corroborate poi dai fatti, nelle dispute a cinque cerchi possono diventare solo illusioni.</p>
<p>di <strong>Augusto Martellini</strong></p>
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